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Autore Topic: mi aiutate a sviluppare questo concetto  (Letto 1071 volte)

Nevade

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Re: mi aiutate a sviluppare questo concetto
« Risposta #15 il: Settembre 21, 2010, 10:54:42 »

Mafia2.
Provalo se non c'hai giocato :)

Oddio forse dovrei dare dei lei però :look:

auleia

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Re: mi aiutate a sviluppare questo concetto
« Risposta #16 il: Settembre 21, 2010, 10:56:20 »

Mafia2.
Provalo se non c'hai giocato :)

Oddio forse dovrei dare dei lei però :look:
a chi del lei, sono un uomo io.... mi piace anche renato zero.

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Nevade

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Re: mi aiutate a sviluppare questo concetto
« Risposta #17 il: Settembre 21, 2010, 11:02:18 »

:asd:

Comunque il discorso di solito quando parte da sto presupposto poi finisce sempre al "Se volete una bella storia leggetivi un libro o guardatevi un film, il gioco è altro".
Io non sono, lo dico in modo preventivo, per niente d'accordo.
Un gioco è capace (è capace che è ben diverso da "lo fa attualmente" ) di veicolare qualcosa, lo tramite il gameplay, lo fa tramite la storia, lo fa tramite la grafica, lo fa più correttamente tramite la sinergia di questi aspetti.
Sinergia che richiede equilibrio tale che i vari aspetti non perdano coesione fra loro, cosa che succede ben troppo spesso e che trova in Mafia2 per citare un esempio recente un equilibrio fra le parti che funziona e funziona bene.
Perchè guidare Max Payne e sentirsi parte della sua vicenda, nonostante le banalità della trama, riescono in qualche modo a trasmettere in modo più facile ed efficace quell'empatia che di solito si genera in un film e ti fa sentire "vicino" a De Niro o Pacino durante la sparatoria finale di Heat.
E' un mezzo che ha un espressività mille volte più potente del cinema se ben usata e dosata, ma per farlo bisogna andare oltre i problemi di coerenza che distruggono l'interno sistema di incredulità costringendoti a fare un piccolo puzzle dentro una scatola elettrica per aprire una porta bloccata.
La mancanza di identità forti dietro i progetti è forse una delle tante cause per cui i giochi non riescono a differenziarsi fra loro.
Partiamo dal punto che un film-album-libro è assolutamente bello e godibile in se e non secondo chi lo scrive-fa, è pure vero che è inscindibile il rapporto che c'è fra un regista dal tocco molto forte e il suo film (allo stesso modo di un musicista e uno scrittore).
Nei VG c'è una mancanza asfissiante di persone capaci di caratterizzare fortemente un loro prodotto, si va bene Miyamoto, va bene Kojima e va bene anche per certi versi Cliffy B ma in genere c'è una appiattimento generale che non aiuta.
« Ultima modifica: Settembre 21, 2010, 11:05:15 da Nevade »
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