Se non sei stati a Londra ultimamente ti sei perso gli altoparlanti anti-assembramenti notturni a SOHO e dintorni: sono degli emettitori di ultrasuoni che sono percepiti solo dai giovani (grosso modo under-40, dipende dall'orecchio) e sono un deterrente legale per evitare che ti si creano gli assembramenti di giovani disoccupati e zozzoni che dovrebbero rimanersene nelle loro periferie a 15 euro di biglietto di metro di distanza dal centro e non venire a ricordare ai privilegiati che Londra ha diversi milioni di abitanti molto sotto la soglia della povertà.
Utile da mettere sotto casa o davanti al negozio.
La malavita inizia ad assumere i pensionati!

Tornando in topic: io non capisco proprio come ci si possa lamentare per una legge che, nel bene o nel male, riconosce il diritto di replica invece che la censura preventiva (le blacklist) decisa da chi ha potere.
Dieci a uno che Google implementerà delle blacklist lo stesso (è suo diritto visto che POSSIEDE i contenuti che vengono caricati), però al momento la nostra legge è forse la più permissiva di tutti i paesi occidentali, specie per gli utilizzi politici e sociali.
Per dirlo bisognerebbe sapere di cosa si parla prima di scrivere articoli come quello che linkano su facebook, visto che molti altri stati o major (si, contano come gli stati) presentano delle liste di cosa possa o non possa finire sul tubo e quelle liste sono la legge.
Tutto funziona (in realtà non lo sa nessuno come funziona, Google è così cool che può permettersi di pagarti la pubblicità sul web senza dirti che metri adotta per valutare quanto hai guadagnato) in modo che il coglione medio che fa i video con gli amici pensa che tutto sia legale, poi un giorno uppa un trailer che i media spammano ovunque, lo linka su Facebook e dopo 10.000 hit il suo viene rimosso per violazione dei termini, oppure gli censurano un video esilarante fatto ad un matrimonio perché la major proprietaria della canzone scelta per la colonna sonora non ha accettato i nuovi accordi di permesso di pubblicazione in cambio di pubblicità. Persino pubblicare i trailer dei videogiochi che tirano e sono in uscita può risultare in una violazione dei termini, più o meno da quando google ospita i canali di alcuni grossi network di videogames.
L'unica cosa di cui sono certo è che di sicuro Youtube opera in tutto il mondo perché gli conviene, non certo per dare un servizio gratuito ai suoi utenti.