Galshell: Blood Red Skies. Se pensavate che Psyche Metal fosse inquietante, provate questo. Non solo sangue e mostri dall'aspetto disturbante, persino nudità - ma per niente sexy. La grafica è splendida, un incrocio fra H.R. Giger, Go Nagai e Shinichi Hiromoto (ricordate Fortified School e Hells Angels?), con una palette a tratti sorprendentemente viva, quasi acida. Al di là dell'estetica, è anche un ottimo sparatutto. Le due "navette" hanno un fuoco principale (Z), potenziabile tramite bonus, e uno a ricerca (Shift sinistro). Ci sono quattro livelli di difficoltà (bisogna andare sulla prima opzione e premere destra/sinistra prima di iniziare), con alcune differenze di gameplay fra ciascuno di essi.
Easy: quando un nemico viene ucciso i suoi proiettili diventano bonus. Se lo si finisce con lo sparo a ricerca invece di quello principale (meglio attivare l'opzione "enemy hp"), però, rilascierà pochi o nessun bonus.
Normal: i proiettili nemici non diventano bonus. Se si finisce un nemico con lo sparo a ricerca invece di quello principale, rilascierà pochi o nessun bonus.
Hard: i proiettili nemici non diventano bonus. Un nemico rilascierà bonus a prescindere dal tipo di sparo con cui lo si finisce.
Omake: quando un nemico viene ucciso i suoi proiettili diventano bonus. Un nemico rilascierà bonus a prescindere dal tipo di sparo con cui lo si finisce. I livelli scorrono al triplo della velocità normale, per cui le ondate di nemici si susseguono a ritmo vertiginoso.
Anche alla difficoltà minore, il boss finale non è una passeggiata. Consigliato caldamente.


(il video manca degli effetti sonori, è evidente che era muto e la musica è stata aggiunta dopo)
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