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Autore Topic: L'assenza  (Letto 29419 volte)

Jeemee

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Re:L'assenza
« Risposta #15 il: Dicembre 17, 2013, 17:33:23 »

Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".
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Mr Rud

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Re:L'assenza
« Risposta #16 il: Dicembre 18, 2013, 17:00:07 »

Secondo me è più un problema di percezione che altro.

La questione è che si continuiamo a parlare dei big budget, trippppple A, mainstream CoD cazzi come punti di riferimento del medium, ci stiamo implicitamente limitando a quella prospettiva da prodotto che vediamo nei vari IGN e roba varia, quella prospettiva per cui un gioco è una checkbox di caratteristiche da ascrivere nei vari grafica-sonoro-giocabilità-longevità-presentazione e chi ne ha più ne metta. Questa prospettiva non si deve ignorare a priori (per carità) ma non possiamo basare i nostri discorsi solo su questo.

Voglio dire da una parte c'è il mondo triple A che sta letteralmente implodendo: previsioni esagerate, bad practises come il "time to market" che sta letteralmente sfornando aplha come prodotti finiti, budget sempre più difficili da gestire e una miopia tecnica che, aiutata dall'ignoranza dell'aquirente medio, abbassa ogni anno l'asticella dello standard minimo consentito.

Eppure questo è l'anno in cui Starbreeze abbandona lo sviluppo AAA per sfornare Brothers, questo è l'anno in cui, finalmente, si ha un gioco sugli zombie decente (State of Decay), questo è stato anche l'anno dei permadeath e lo sdoganamento dell'idea del "gioco facile altrimenti non c'è lo compra nessuno", questo è l'anno in cui esce una rilettura (non una versione HD eh, una rilettura) di uno sparatutto (Shadow Warrior) a prezzo budget e SENZA MULTIPLAYER PERCHE' ALTRIMENTI NON VENDE; se pensate che gli sparatutto siano pessimi perché la vostra idea di fps contemporaneo è CoD, in un anno in cui sono usciti Blood Dragon, CoJ the Gunslinger e SW, allora fate parte del problema.

voglio dire il trailer più emozionante dei VGX è stato No Man's Sky, un procedurale diamine, mentre dall'altra parte crescono studi medi come Klei Entertainment che offrono prodotti indie di pregevole fattura, senza lo stress e il crunch continuo dei grandi studios.

E capisco perché si parla sempre di AAA come punta del genere: non abbiamo quegli Oscar, quei festival di Cannes che servono a validare artisticamente (anche con un pò di puzza da intellettualoide, perché ci vuole) e a portare avanti una critica strutturata del medium. Così si arriva alla situazione odierna in cui i corrispettivi dei Pacific Rim Hollywoodiani vengono considerati i Citizen Kane dei videogiochi. Gli indie ? Confinati nella loro categoria, nel loro loculo, come i lebbrosi.

Finché daremo troppa importanza alle production value, non usciremo mai da questa situazione.

Tra parentesi, il 90% di ogni cosa è merda, anche i vg, anche gli indie
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Cherno

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Re:L'assenza
« Risposta #17 il: Dicembre 18, 2013, 20:31:49 »

A me sembra più l'anno dove si sono coniate terminologie del cazzo, ed il tuo post ne è un chiaro esempio.

Mr Rud

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Re:L'assenza
« Risposta #18 il: Dicembre 18, 2013, 23:27:31 »

mha quali ... procedurale ? permadeath ? anche indie ormai è una buzzword, che significa
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Turrican3

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Re:L'assenza
« Risposta #19 il: Dicembre 19, 2013, 17:44:05 »

Finché daremo troppa importanza alle production value, non usciremo mai da questa situazione.

Ma non sono io a farlo (vorrei scrivere "noi" ma temo di peccare di presunzione), o perlomeno non nella stessa misura in cui lo fa... praticamente mezzo mondo là fuori.

Dubito che possiamo far finta che non esista, quando quel mondo nel bene o nel male fa girare l'industria odierna.

Poi per carità ci sono sempre le eccezioni, c'è sempre Kickstarter (perlomeno finchè qualcuno non scapperà con un malloppo consistente, e speriamo non accada mai) ad esempio, ma si tratta appunto di eccezioni.

IMHO è un circolo vizioso (megagioco --> megaspese --> megavendite, tutto sempre in crescendo, ma il mercato si espande con la stessa velocità, tale da poter assorbire tutto questo?) dal quale forse solo con un crash tipo 30 anni fa se ne può uscire - e chissà con quali, disastrose conseguenze. :|
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re:L'assenza
« Risposta #20 il: Dicembre 22, 2013, 12:48:35 »

Non penso un crash come 30 anni fa sia la soluzione: è come dire che i gggiovani di oggi sono mezzeseghe rispetto a quelli di 30 anni e ci vorrebbe una guerra. E' una scemenza augurare bombe che cadono su tutti.

Se il tripla AAA fallisce come modello allo stato attuale le alternative sono i giochi Indie (che sul grosso pubblico non hanno appeal), i giochini da iOS\android\facebook e i free2play.
 
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Cherno

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Re:L'assenza
« Risposta #21 il: Dicembre 22, 2013, 19:44:14 »

Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".

Ok ma come si potrebbe fare?

Jeemee

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Re:L'assenza
« Risposta #22 il: Dicembre 23, 2013, 22:20:20 »

Però avete risposto come se la mia proposta di togliere il "guadagno" intendesse far lavorare gratis la gente.
Vi siete persi totalmente la seconda parte del mio post in cui chiamavo come esempio l'ex Unione Sovietica: non è che non pagassero le persone per lavorare e fare ricerca, semplicemente era statalizzato.
Quindi per me "eliminare il guadagno" significa togliere dalle mani del privato, che è tale perché deve lucrare (senza accezioni negative), e cominciare a far produrre intrattenimento senza la spada di Damocle degli investitori privati che scalpitano e delle quotazioni in borsa.
Ripeto, sono nel provocatorio e nella soluzione "estrema".

Ok ma come si potrebbe fare?
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TheGentleman

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Re:L'assenza
« Risposta #23 il: Dicembre 27, 2013, 08:55:01 »

Entro a gamba tesa alle 8:30 di un giorno di ferie: mi sembra che qua si faccia in fretta a dare la colpa ai giochi "tripla A".
Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.

Non capisco bene la direzione in cui sta andando questo thread: si parla di "AAA che sono remake", si spingono non-soluzioni come il taglio dei budget, e non si considera che una grossa parte di giochi indie che c'è in giro ha successo solo perché scimmiotta quello che già è stato. Il mondo è pieno di produzioni indie che non hanno davvero niente da dire (senza scomodare la proverbiale "vecchia di merda").

Poi il salto da AAA e indie non è discreto, e anche da ciò che sta in mezzo ogni tanto vengono fuori robe tipo Deadly Premonition.

Non è bene avere un 90% di spazzatura se poi i publisher o i grossi studios si permettono di prendere dei rischi? (Esempio: DICE, dal canto mio, può pure sfornare Battlefield 12 se questo permette loro di avere del budget per lavorare a Mirror's Edge 2)

Per me l'assenza di grossi titoli al lancio delle nuove console è solo un buon segno.
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Turrican3

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Re:L'assenza
« Risposta #24 il: Dicembre 27, 2013, 10:33:24 »

Non penso un crash come 30 anni fa sia la soluzione: è come dire che i gggiovani di oggi sono mezzeseghe rispetto a quelli di 30 anni e ci vorrebbe una guerra. E' una scemenza augurare bombe che cadono su tutti.

Ok, ma allora come si può riuscire a fare entrare nella zucca di tanti, troppi individui che stanno nella stanza dei bottoni che di GTA (nome a caso) ce n'è uno solo?

Perchè secondo me il primo dei problemi risiede lì, cioè nel pensare che qualunque cosa ad alto budget sia destinata a vendere milionate su milionate.

Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.

Da misero... utilizzatore finale, sono banalmente propenso a mettere in correlazione (inversa XD) le due cose: l'impressione - in genere - che mi offre l'industria è che più si spende, meno si tende ad osare.
« Ultima modifica: Dicembre 27, 2013, 10:40:00 da Turrican3 »
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re:L'assenza
« Risposta #25 il: Dicembre 28, 2013, 11:06:50 »

Ok, ma allora come si può riuscire a fare entrare nella zucca di tanti, troppi individui che stanno nella stanza dei bottoni che di GTA (nome a caso) ce n'è uno solo?
Di Mario ce n'è uno solo e produrre un platform 2D oggi costa pochissimo, eppure non li fa quasi nessuno.

Se vedi che un determinato prodotto vende, ma se non è ben chiaro per cosa vende puoi solo dare direttiva di scimiottarlo. Spesso non c'è un quid unico, ma un insieme di fattori non replicabile.

Ci sono belle produzioni tripla A in giro, giocabili, divertenti e belle da guardare. Il budget non è un problema, è quanto si sia disposti ad osare.

Da misero... utilizzatore finale, sono banalmente propenso a mettere in correlazione (inversa XD) le due cose: l'impressione - in genere - che mi offre l'industria è che più si spende, meno si tende ad osare.
Il problema non è osare, è capire in che direzione farlo senza che il pubblico sia spaventato dalla novità.
Faccio notare che una IP nuova, fresca e dal gran potenziale come Wonderful 101 non l'ha cagata nessuno.
Se osi e non vendi che fai? Torni a puntare sul sicuro.
Facile dare la colpa sempre e solo al pubblisher cattivo che ricicla le stesse cose instupidendo i giocatori.
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Cherno

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Re:L'assenza
« Risposta #26 il: Dicembre 28, 2013, 13:27:29 »

Facile dare la colpa sempre e solo al pubblisher cattivo che ricicla le stesse cose instupidendo i giocatori.

Certo che è facile: perchè è la verità. Il pubblico non produce per sé ciò che consuma, il pubblico subisce una proposta ed in base a questo sviluppa una sensibilità specifica per ciò che piace e ciò che no. Perchè questo concetto sembra non passare?

Cioè riassumendo: chi cazzo ha chiesto a produttori e publisher produzioni milionarie? Nessuno eppure sono diventate lo standard per loro stessa volontà, quindi, sinceramente, che crepino. Non ci sono giustifiche.

Federico 'Fleym' Rosa

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Re:L'assenza
« Risposta #27 il: Dicembre 28, 2013, 23:52:12 »

Se educhi il pubblico ad avere certi gusti, vendi sicuramente certi prodotti; ma film come Jhon Carter e Lone Ranger non dovrebbero fare fiasco; CoD non dovrebbe avere flessioni nelle vendite; la vincitrice del primo X Factor mi ricorderei come si chiama, ecc.
In secondo se aziende come Disney, Activison, Square potessero fare gli stessi incassi con un decimo del budget\rischio lo farebbero.

Chi l'ha produzioni milionarie? Il pubblico.
Si è visto, dati di vendita, che un gioco con cinematiche vende più di uno che non ne ha, che un gioco localizzato vende più di uno solo in giapponese, che un gioco doppiato vende più di uno con solo dialoghi testuali, che un gioco di calcio con le squadre e i giocatori reali vende più di uno nomi inventati, ecc.
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Cherno

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Re:L'assenza
« Risposta #28 il: Dicembre 29, 2013, 16:54:38 »

La domanda è semplice: tu sei "nato imparato"?
Non credo.
Bene.

Ora trasponi il ragionamento su pubblico, produzione e fruizione.

Federico 'Fleym' Rosa

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Re:L'assenza
« Risposta #29 il: Dicembre 29, 2013, 22:43:29 »

Essendo genitore da 3 anni e 8 mesi, la risposta è: "tra ciò che ti viene proposto scegli quello che più ti piace".
E se non c'è niente che piace, mi devo inventare qualcos'altro che non posso mandarla a letto senza cena.

Direi che fermo qui, il discorso non porta da nessuna parte: tu dai tutta la responsabilità ai produttori; io trovo un concorso di colpe tra la scelta proposta e chi deve scegliere.
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