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Autore Topic: Journey  (Letto 6325 volte)

Emack

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Journey
« il: Luglio 26, 2015, 11:59:06 »

Citazione
da: http://www.internazionale.it/weekend/2015/07/26/journey-videogiochi

Il ritorno di Journey, che sta ai videogiochi come Quarto potere sta al cinema


Quando è uscito la prima volta tre anni fa, Journey era il gioco del momento. Eppure per molte ragioni non aveva niente del “grande gioco”. Nel mercato videoludico si parla di giochi AAA (dicendo “tripla a”) per definire quei titoli che trainano economicamente il mercato e hanno più successo degli altri. Capita a volte che giochi AAA, cioè titoli importanti per sforzo produttivo, si risolvano in un flop disastroso. È abbastanza raro, come nel cinema hollywoodiano, perché questi sono mercati solidi e corazzati, ma succede.

Quello che è certo è che in genere i titoli importanti, quelli che cambiano gli equilibri economici, escono nei punti nevralgici dell’anno, a ridosso del Natale o intorno alla fine delle scuole, e appartengono ai generi più amati e frequentati, cioè sportivi, di combattimento o d’azione. Journey è uscito a marzo, in quello spazio in cui stanno le produzioni piccole o medie che fanno di tutto per evitare l’ombra dei colossi.

Per quanto sia stato un buon successo, il gioco ha avuto un’importanza che è andata ben oltre il piano economico. È un fenomeno, questo, tipico delle industrie culturali sane: un suono elettronico nuovo ed innovativo nasce in uno studio di registrazione a Oslo, piace agli appassionati a Berlino per un anno, finisce in classifica a Londra dopo altri sei mesi, e dopo un altro annetto c’è un singolo italiano in classifica che lo incorpora. Journey, appena uscito in versione rimasterizzata per PS4, è un caso di piccolo gioco indipendente più influente di un blockbuster. Quarto potere di Orson Welles, il film del 1941 che per alcuni cambiò la faccia al cinema, quando uscì non piacque molto. Agli Oscar vinse solo per la sceneggiatura. Com’era verde la mia valle, un solido western di John Ford come ce ne sono molti altri, trionfò e portò a casa cinque statuette.



[...]

Nei giochi di Thatgamecompany non c’è il punteggio, i tasti da usare sono uno o al massimo due, il nome è una parola sola, e tutto è pensato perché il giocatore ci s’immerga completamente, senza aspettarsi niente di noto e prevedibile. Jenova Chen vuole occuparsi di altri sentimenti, altri stati d’animo, che gli altri non sanno evocare.

Per il suo quarto titolo, Chen studia narratologia e antropologia. L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell gli serve per capire come siano stati rappresentati dall’uomo i riferimenti, i modelli. Approfondisce anche il tema della struttura dei racconti in tre atti. Vuole fare qualcosa di classico, legato agli archetipi, partendo da uno spunto che gli viene dall’avere letto delle interviste fatte ad astronauti che sono stati nello spazio e in particolare sulla Luna. Si è accorto che qualcosa dello stare soli nel vuoto e vedere la Terra da lì cambia le persone nel profondo: quando tornano a casa, gli astronauti parlano di fratellanza e aprono fondazioni che si occupano di beneficenza. Perché? Jenova si rende conto che nessun gioco ha mai pensato di concentrarsi sul senso di piccolezza e leggerezza, umiltà, timore e fascino che dà il muoversi in spazi immensi e vuoti, enormemente più grandi di noi, soli. Nessuno saluta mai uno sconosciuto per strada a New York, ma se incroci qualcuno mentre stai facendo una passeggiata in montagna non puoi non salutare. Perché? Journey, il prodotto di questi ragionamenti e questi studi, è la storia di un viaggio mitico alla ricerca delle proprie origini, in cui il percorso diventa la vita e l’esperienza è storia collettiva.



Il protagonista di Journey è una figura di cui non si riconoscono i lineamenti. Ha una mantella che somiglia a una veste tuareg, ma dal volto non se ne riconosce il sesso, l’età, la provenienza. Siamo letteralmente tutti noi. Muovendosi tra le rovine di una civiltà che sembra estinta, si risale verso una montagna da cui sembra essere cominciato tutto, attraverso deserti, vallate, spazi immensi popolati a tratti da piccole creature volanti, esseri a metà tra i delfini e gli aquiloni con cui si può interagire. Ma soprattutto per la gran parte del tempo in Journey si cammina in spazi deserti, e lo si fa da soli. Non sempre e non del tutto, però. Journey è il primo gioco a prevedere un contatto con uno sconosciuto, proprio come l’escursionista di montagna, ma completamente diverso con il tipo di interazione che si ha con altri nei giochi online. Qui non si può interagire in chat, non si chiacchiera, non si conosce l’identità dell’altro: ci si incontra, si fa un pezzo di strada assieme, si “parla” con il linguaggio dei movimenti, e poi ci si perde nel tragitto.

L’esperienza di Journey dura poco più di un film, ma per chi se la prende molto comoda può arrivare fino a cinque ore circa. Durante il gioco non ci si sente mai dei campioni di nulla, ma spesso si è contenti, presi da quella leggera euforia della scoperta di quando si va a fare una passeggiata in un bosco e si trova un corso d’acqua dove rinfrescare i piedi. A tratti si sperimenta il senso del sublime secondo i latini, cioè l’idea del sollevarsi da terra, sentirsi leggeri e pronti alla vita. C’è un momento in cui si attraversano le dune di sabbia rosa accompagnati degli aquiloni che vorresti durasse giorni, e invece dura il tempo perfetto per non permetterti di farci l’abitudine. C’è una planata giù dalla montagna sulla sabbia color bronzo al tramonto dove si sorride senza poterne fare a meno, sopraffatti dalla bellezza. Ognuno ha dei propri momenti preferiti, a seconda dello stato d’animo.
[...]


E voi, lo conoscete? E' appena uscito su PS4, dopo aver fatto la sua comparsa su PS3. Mi sembra molto interessante, del resto ho seguito Jenova Chen fino a Flower, quindi non appena ho di nuovo una console Sony tra le mani mi ci fiondo! :-D
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Emanuele Colucci.

StM

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Re:Journey
« Risposta #1 il: Luglio 27, 2015, 01:46:17 »

Molto bello. Dà molto bene l'idea di un mondo più grande di te, non finito, non completamente esplorabile, e non del tutto prevedibile (causa presenza di altri umani).
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Turrican3

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Re:Journey
« Risposta #2 il: Agosto 10, 2015, 00:10:59 »

Siccome è passato un fracco di tempo (ovvero 3+ anni, che per me son tanti ludicamente parlando), copincollo, con leggero riadattamento, le mie impressioni dell'epoca:

Citazione
Titolo moooolto particolare, IMHO non per tutti: fondamentalmente più che gioco, esperienza.

Le meccaniche... no, LA meccanica di gioco è piuttosto semplice e si ripete per tutta la durata di Journey. Più che pensare a quel che si fa insomma (a parte una sorta di miniboss che si incontra, più volte, quando si è vicini al finale) quel che conta è tutto ciò che ci circonda: alcuni passaggi sono semplicemente mozzafiato, con particolare riferimento all'ultimo "livello", diciamo così. Direzione artistica veramente al top per quanto mi riguarda: tendenzialmente lo stile è minimalista, ma han giocato con l'illuminazione in maniera sublime a mio parere. Ottimo anche il sonoro orchestrato.

Due i problemi per quanto mi riguarda: il primo, è che in titoli/esperienza di questo genere ho il bisogno di essere "rapito". Cosa riuscita alla perfezione in Ico/SOTC attraverso un ottimo coinvolgimento ludico e/o emotivo (quest'ultima, cosa riuscita particolamente bene a SOTC, mentre Ico grazie al puzzle-solving se l'è cavata benissimo anche per quel che concerne il gameplay nudo e crudo), mentre IMHO in questo Journey, affidandosi quasi interamente ad un impatto... scenografico, non si è riusciti nell'intento altrettanto bene.

E poi ahimè, il prezzo: decisamente troppo elevato IMHO. Per quanto mi riguarda consiglio di aspettare qualche offerta/sconto.
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videoGIOCATORE

Joe

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Re:Journey
« Risposta #3 il: Agosto 28, 2015, 17:31:03 »

Lo presi con la compilation della SH uscita su disco, a un prezzaccio. Giocato su PS3 è un gran bel vedere e bel... sentire (come sensazioni provate in quelle ambientazioni). È un viaggio che mi ha spesso emozionato, soprattutto per le "trasformazioni" ambientali, sicuramente un viaggio da rifare prima o poi, per quanto mi riguarda.

Eccola:


Prendilo.

P.S. Prenderai anche tu una PS4?  ;D
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