Boh, sono gusti... secondo me nelle convention degli ultimi 2 anni chi ha lanciato gli spunti teorici più interessanti sul gameplay del futuro è stato lui: input d'azione contestualizzati, scelte morali, hud interno al microcosmo ludico... Il problema è che non è facile plasmare innovazione se poi non viene apprezzata (e a volte neanche colta) dall'utenza, così si è costretti, dopo aver fatto due passi avanti, a farne tre indietro.
Palesi ne sono gli esempi di Black & White 2 (rispetto al prequel) e Tabula Rasa (rispetto a se stesso), entrambi hanno subito un processo di standardizzazione o involuzione del gameplay che rasenta l'assurdo.
Fable 2, forte del pieno supporto economico di microsoft, pare andare nella direzione opposta. Spèrem.