Secondo me è un esperimento riuscito a livello marketing. Ha attirato attenzioni perché, non a caso, è finito in una recensione sul New York Times proprio per la sua attinenza con gli stereotipi di vita dei newyorkesi consumisti.
E' pioneristico perché ha dimostrato nella sua acerbità che esiste un reale mercato per videogiochi "adulti" che non prevedano sventramenti o pecoreccio sesso gratuito ma solo tematiche da serial per la seconda serata. Personalmente un clone di Sex & The City ludico mi spaccherebbe le palle, ma il mondo è pieno di persone che devono seguire l'ennesimo stereotipo americano di benessere e sessualità, quindi perché no? Sempre meglio dell'ennesimo GTA da 18+ a rappresentare i videogiochi per adulti... Poi dal mainstream qualche tematica più matura emergerà sicuramente.