A me suona come una dichiarazione d'intenti. SFII rappresenta la massima evoluzione nel suo genere, un sistema di gioco vicinissimo alla perfezione, nel tempo affinato ma mai realmente migliorato. Porre mano sulla giocabilità senza rinunciare all'immediatezza del bidimensionale è cosa improponibile, tanto vale prendere il collaudato e tradizionale sistema di gioco per poi svecchiarne l'estetica, riproporne il rapporto d'uso spolverando la visualizzazione grafica. In altri media - dalla musica al cinema - è cosa del tutto abituale da cui spesso trova sbocco la rinascita (culturale ancor prima che commerciale) di interi generi. Credo che anche in ambito videoludico si debba prendere dimistichezza con la capacità del "rifare", del remake non privo di gusto passato ma forte dell'assenza di nostalgia, lanciato verso una precisa utenza che sa cosa cerca. E quello che io cerco da Street Fighter è divertimento dato da rapidità nella risposta, da combo facili da effettuare ma scandite da tempistiche profonde, ritmi precisi, balletti in coreografie composte da mezzelune e pressione ripetuta di singoli tasti. E' come il Psycho di Gus van Sant; non nego che il progetto più lo vedo e più mi piace.