I tre grandi argomenti insoluti sono "che cos'è un videogioco?", "il videogioco è arte?" e "può un videogioco essere
troppo violento?".
Discussioni forse sterili, fatto sta però che accendono sempre dibattiti più o meno appassionati da sempre.
Oggi è il turno di Itagaki, leader del Team Ninja, il quale prende posizione sul lavoro del PEGI e dell'ESRB. Non solo difende il lavoro di chi deve valutare cosa si possa considerare appropriato o meno e per quale pubblico, un lavoro sicuramente difficile, ma si sbilancia anche sulla questione riguardante Manhunt 2:
Ritiene che il senso comune per il quale un'artista deve essere libero di esprimersi senza restrizioni, non possa applicarsi in questa occasione, perchè un videogioco è un prodotto di intrattenimento. Per questo motivo non dovrebbe introdurre situazioni che non mettono a proprio agio i giocatori.
Sulla questione di cosa sia accettabile o meno, prende in esame il caso di Ninja Gaiden che in versione PAL ha visto scomparire le decapitazioni, asserendo che per noi occidentali tagliare una testa con una spada è un gesto cruento, mentre dal punto di vista dei giapponesi si tratta di una morte rapida e per questo misericordiosa.
http://games.kikizo.com/features/teamninja_iv_oct07_p1.aspSu questo punto il suo buonismo mi pare eccessivo e forse sta portando acqua al proprio mulino il vecchio Itagaki, ma è certo che la percezione dell'eccesso sia molto suscettibile della cultura dominante di un paese e delle sue tradizioni.
E' interessante come voglia invece prendere le distanze da quegli sviluppatori che desiderano portarsi volontariamente oltre il limite di ciò che viene considerato accettabile, ricercando a tutti i costi una morbosità scomoda.