Divinity 2 a metà gioco praticamente si resetta: ripartite da poche quest e i nemici comuni vi danno circa 100 volte l'esperienza che vi davano quelli nella prima mappa di gioco, quindi la progressione rimane lineare e forse si impenna anche un poco. Dopotutto ci sono abbastanza abilità da sviluppare da darvi daffare per 3 playthrough, grossomodo.
E poi vi potete pure trasformare in un drago, già già. La qual cosa è figa ma son riusciti a impedire che rompesse il gioco ("qui c'è poco spazio, qui è la zona antidrago, qua c'è una barriera magica").
Un gioco che non annoia, che è tutto dire: io sono uno che spesso dopo un'oretta stacca perché non ne ha più voglia... qui andrei ad oltranza.
L'espansione è forse ancora più divertente del gioco principale. Inizia dove questo termina (con un bug che capita a qualcuno per cui in realtà non reinizia ma si blocca... nel dubbio fate un salvataggio appena prima della fine del combattimento finale

), e finora ho passato la maggior parte del tempo a svolgere indagini o a farmi gli affari degli altri, invece che a menare botte da orbi. Ignorando del tutto la catastrofe imminente

Poi adoro l'umorismo del tipo: approfittare della buona fede di un moribondo che ci ha chiesto un favore per fare un dispetto a un tale che abbiamo ucciso, quando il moribondo l'avrà raggiunto

Verso il finale del gioco principale ho passato un po' di ore a espugnare delle fortezze, cosa che forse è stata la più noiosa perché era grinding schietto (ettari di piazzali ricolmi di pattuglie che riuscivo ad abbattere solo con tecniche da pesca

), almeno finché non si arrivava al dungeon in cui si rifugiava il capo della fortezza (ce ne sono un paio ben riusciti). Di solito comunque era possibile arrivare al dungeon bypassando la maggior parte degli ettari ostili.
Un'altra cosa che un po' annoia è il dover badare all'inventario. Si ricevono troppi accessori e pergamene di scarsa utilità ma te li devi guardare tutti perché metti che ce n'è uno utile
