Pare che SEGA abbia depositato quest'estate al
TARR (no, non quello, assai più celebre dalle nostre parti, del Lazio) dei brevetti relativi al marchio Dreamcast, per evitare che qualcuno faccia il furbetto, e associandolo alle seguenti categorie: home video game machines; player-operated electronic controllers for electronic video game machines; video game interactive controller, namely, hand held pads, and floor pads or mats; joysticks for video games; computer cursor control devices, namely, computer mouse; flash memory cards; video game software, computer game programs. In pratica, mancano solo tostapani, vibratori e forni a microonde. Ovviamente le varie comunità hanno cominciato a sognare un nuovo Dreamcast più potente e capace, in grado di vendicarsi della Sony, sbeffeggiando la PS4.

Già che siamo in tema segnalo che la scena amatoriale per la vecchia console amata da Casini, Mastella, Andreotti e soci è sempre molto attiva e pulsante. Tale Chui per esempio ha appena ultimato il remake nientepopodimeno che di Camelot Warriors, gioco che Zzap! giustamente omaggiò di un bel 48%, ma che chissà perché tutti ricordano e ora è considerato un classico degli 8-bit benché fosse noiosissimo e brevissimo.
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