Questa immagine è solo per il povero Mando.Uno studio condotto dallla Georgia Tech University ha rivelato che le ragazze preferiscono i giochi 2D a quelli 3D, mentre per i ragazzi vale l'esatto contrario.
La cavie, tutte di 13-14 anni, sono state messe davanti all'emulatore di un Nintendo 64 su cui sono stati fatti girare vari giochi. Il risultato è stato che il 70% delle ragazze ha gradito di più i giochi 2D, riscontrando maggiori difficoltà nel giocare con quelli in 3D. Per i ragazzi il risultato è stato esattamente l'opposto.
Il risultato non stupisce e, in effetti, è in linea con gli stereotipi dei generi femminile e maschile.
Quello che interessa a me, invece, è che non ha senso cambiare computer per far girare Crysis a 100 FPS... non si rimorchia in questo modo!
Ecco spiegata la sindrome di Bubble Bobble, ovvero la capacità di quel coin op di farti rimorchiare le ragazze giocando con loro.
La verità, al di là dei generi e delle battute poco riuscite, è che, più che altro, i videogiochi vengono realizzati per un pubblico maschile; ovvero l'utente di riferimento è sempre il maschietto iper-ormonizzato che deve percepire il gioco come estensione del suo pisello da poco in grado di produrre sperma. Oltre alla cultura generale, quindi, ci sono anche delle precise scelte di design a rendere la maggior parte dei videogiochi meno fruibili da un pubblico femminile.
Fonte:
http://blog.wired.com/games/2007/12/study-suggests.html