Ti immagini se dovessimo conoscere tutti quelli che scrivono recensioni in ogni campo? Ci va già bene se riusciamo a tenere a mente chi sono i proprietari dei quotidiani nazionali.
Non pensi che ci ptorebbero essere recensioni anche più obiettive, nel senso che permettono alla maggior parte delle persone di farsi un'idea del gioco. Conta i lettori hanno a disposizione demo, video, immagini, valanghe di commenti di chi ci ha giocato prima di loro...
La questione cambia per i bambini, ma questi non sono adulti e responsabili, chi li guida si dovrebbe occupare per loro dei videogiochi che gli propone, anche in base alla difficoltà che questi presentano.
Poi vediamo un po' i gusti personali. Se io dico che un'ambientazione fantasy è splendida in un dato gdr, ma a te il fantasy non piace, non ti serve sapere quanto io ne sia fanatico. Viceversa potrai scoprire che questa data ambientazione cura nel dettaglio certi aspetti che anche tu da appassionato del fantasy ritieni importanti, e allora ci troveremo sulla setssa linea.
Non so bene se ho risposto alle tue domande 
Grazie prima di tutto della risposta. Mi ha fatto molto piacere che tu abbia letto con attenzione quello che ho scritto, anche perchè così posso confrontarmi e se possibile migliorarmi.
Non concordo pienamente con la prima questione. Cercare di capire chi scrive, ripeto ancora per quanto possibile data la distanza ed altri fattori, è un esercizio mentale che andrebbe fatto (senza rompersi la testa) per evitare di essere influenzati da chi in quel momento sembra avere più autorità di te nel giudicare un gioco, solo perchè redattore. Mi ricordo una recensione di Animal Crossing per Gamecube in cui il redattore, entusiasta del titolo, esoratva chi era interessato ad acquistare il suddetto gioco, fino a che non si era compresa la sua vera essenza, che a quanto pare egli stesso aveva compreso. Ma sulla base di cosa egli aveva scoperto la vera essenza e in oltre quanto il redattore in questione era convinto che chiunque giocando l'avrebbe recepita nella sua stessa maniera?
Lo so forse sto esagerando, e applicando alla regola l'analisi di un testo come ci viene insegnato all'Università (dove anche l'imparzialità di un Manuale viene discussa), ma la questione mi ha stimolato molto. Tirare fuori il divertimento dall'elenco dei parametri è una responsabilità di chi scrive, ed è una missione soggettiva.
Concordo invece con il secondo punto se per obiettiva intendi una recensione che corrisponda ad un elenco di ciò che troviamo o meno nel gioco. Questo è il tipo di approccio che ancora preferisco per i miei acquisti ma spesso mi vincola nelle scelte perchè non mi allontana dai miei gusti.
Le mie considerazioni nascono da delle recensioni apparse su Babel (e qui esco allo scoperto) in cui più che ad un'analisi mi sembrava di assistere ad uno sfoggio di impressioni personalissime e di bravura nello scrivere. Su questo Forum poi ho assistito ad una esaltazione di questi redattori (che ammiro non fraintendermi) quasi fossero i depositari della verità. Le doti ed i talenti erano, dal mio punto di vista, indiscutibili ma ho visto da parte loro un eccessivo atto denigratorio nei confronti di molti videogiochi partendo da considerazioni, ripeto, personali. A quel punto di fronte ad analisi così spregiudicate è giusto avvertire il lettore che è forse bene non seguire alla lettera degli sfoghi che potrebbero sembrare personali, ecco che da qui si riallaccia il mio discorso sulla comprensione di chi scrive. Non credere impossibile il senso di frustrazione che potrebbe provare chi si ritrova da poco nel mondo dei videogiochi e con una copia di Babel sul "monitor". Questo senso l'ho provato io molte volte quando leggevo le recensioni di Musica (allegato di Repubblica) sulle ultime uscite in fatto di cd. Mi ripetevo..."possibile non capisco un cazzo?"..."ma, avranno ragione loro, sono redattori se non lo sanno loro"...
Questo se da una parte mi ha spinto ad ascoltare brani poco conosciuti che poi mi sono piaciuti, dall'altra parte mi ha sempre chiuso i desideri più remoti che magari erano legati a musicisti più "commerciali".
Così potrebbe accadere nei videogiochi...Molti penserebbero..."ma a me Animal Crossing fa schifo, però se dicono che è bello dovrebbe pur piacermi prima o poi"...
Credi non sia possibile?
Pienamente daccordo con il punto legato ai bambini.
In ultima analisi, riassumendo, credo che quando intraprendi una strada personale (eliminare o meno un parametro), è giusto dare la possibilità a chi ti segue, di conoscerti...
Ok, Ok, basta...qui a Roma si dice...scopa di più.... ;