Non saprei, del resto per quanto dei musicisti possano essere competenti nelle loro aree di interesse, se registrano con la scheda integrata del pc quello che ne esce è comunque qualitativamente scarso. Questo in un processo creativo del "vorrei fare la produzione tipo major, ma non posso, mi arrangio", discorso diverso invece è quando gli stessi musicisti si rendono conto dei limiti tecnici e sfruttano quei limiti a loro vantaggio.
La distinzione nei due casi sopracitati sta chiaramente nell'intenzione. Nel secondo caso si sta facendo una cosa bella e di valore.
Credo questa cosa in realtà si mappi bene per tutti i tipi di, passate il termine, arte audiovisiva: di esempi riusciti o meno riusciti si trovano in musica, in cinema, in videogame, ma anche nel disegno e nella fotografia.
Non sono d'accordo, ormai con una spesa limitatissima (massimo 1000 euro) un musicista è in grado di avere hardware e software che gli permettono di ottenere risultati assolutamente competitivi rispetto a quelli di una qualsiasi major, per tacere di tutta la scena elettronica.
Sei chitarrista e come tutti i chitarristi te la meni sulla chitarra taldeitali e sull'amplificatore taldeitali, e come tutti i chitarristi non saresti capace di distinguere una chitarra registrata con Guitar Rig o microfonata da un vero amplificatore, una volta mixata in un brano e tutto compresso in mp3.
Vedere a questo proposito i video di Dweezil Zappa che dimostra il suono LIVE di un software davanti ad una folla di chitarristi basita.
Discorso diverso per il cinema dove con il digitale non riesci ancora ad ottenere risultati pregevoli dalle produzioni indipendenti, il cinema lavora ancora su pellicola che ha costi elevati e il digitale che è alla portata di tutti non ti permette di ottenere risultati anche solo decenti per quanto riguarda la fotografia.
C'è una scuola di cinema sotto la mia scuola di Jazz, ho collaborato con loro per alcune colonne sonore, sono andato alla proiezione di corti di fine anno ... e dire che faceva tutto pena era un complimento, al di la delle abilità registiche e della recitazione, erano prodotti visibilmente scadenti dal punto di vista della qualità visiva anche agli occhi di un profano.
E lavorano tutti con a disposizione un budget (limitato chiaramente), e la scuola fornisce ottime strutture, ad esempio due sale di montaggio audio dotate di 4 casse da 2000 euro l'una e banco ProTools ... roba che noi al piano di sopra non abbiamo neanche degli amplificatori per chitarra, ma delle robe generiche dove ci ficcano dentro anche la voce.
Per la fotografia si ottengono risultati pregevoli, perchè l'apparecchiatura commerciale si è evoluta ed è ormai a portata di chiunque grazie anche ad un mercato che sostiene il consumo di questi prodotti: tutti facciamo foto al gatto, al bambino o alla ragazza nuda sul letto per poi metterle su internet, e richiediamo un certo livello di qualità, moooooooolte meno persone hanno bisogno della stessa qualità per girare il filmino del bambino che cade nella pozzanghera e si sporca.
Le videocamere professionali per altro sono macchine molto più costose e complesse rispetto alle macchine fotografiche, siano anche le reflex a dorso digitale che si usano nel professionismo. Per altro i meccanismi alla base della buona riuscita di un video sono decisamente più intricati rispetto a quelli di una buona foto ... la prova è che qualsiasi femmina adolescente riesce a fare una macro in bianco e nero di una tazzina di caffè, nessuno invece riesce a fare una ripresa decente.
Il videogioco soffre più o meno degli stessi problemi del cinema, è un medium complesso, giovane ed estremamente tecnologico (e tecnologicamente dipendente), al suo interno convivono immagine, suono e tutto un lato tecnico fatto di programmazione e idee, ma la sua riuscita (al vasto pubblico) dipende maggiormente dall'impatto e dalla forma nel suo insieme. Per competere con i prodotti delle major il videogioco indipendente dovrebbe avere accesso alle medesime risorse, non fosse altro per i tempi di sviluppo che devono essere necessariamente "rapidi" per poter seguire il costante miglioramento delle potenzialità offerte dall'hardware in progressiva evoluzione, per evitare confronti impietosi.
Poi fenomeni come Minecraft sono qua per dirci che esiste una nicchia di videogiocatori che ha cominciato a vedere il gioco sotto un'altro aspetto, più affine al modo in cui si fruisce ora della musica, slegato dai canali "principali" e basato su una scelta figlia della maturazione del gusto. Però parliamoci chiaro, Minecraft tecnicamente fa cagare, è un titolo che accettiamo perchè sappiamo essere stato sviluppato da una persona sola, ma se ce lo proponesse la Ubisoft si scatenerebbe un delirio di "la grafica è orrenda" "la fisica è implementata malissimo" "ci sono una tonnellata di bug" "il codice multiplayer è programmato con i piedi" ecc ecc