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Autore Topic: La morte della Nintendo difference?  (Letto 5654 volte)

Badman

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Re: La morte della Nintendo difference?
« Risposta #15 il: Novembre 29, 2007, 14:56:15 »

Quoto integralmente l'uomo cattivo ( ;D ) e rilancio: se finalmente le terze parti cominciano a tirar fuori roba seria, qualcosa di diverso insomma dai soliti porting PSP/PS2 con controlli rimappati per Wii alla meno peggio, magari Nintendo si potrà concedere il lusso -chiamiamolo così- di dedicare più tempo e cura allo sviluppo dei titoli interni.
Ciò che ha reso vincente gli ultimi titoli penso si trovi nelle novità che li hanno accompagnati e quando parlo di novità mi riferisco a vari elementi come la nuova sfida creata da hardware tanto diversi e ricchi di spunti o la spinta data da nuovi sviluppatori, come nel caso di EAD Tokyo che aveva all'attivo solo Jungle Beat. Dalle ultime produzioni è viva la voglia di sperimentare, di portarci a scoprire cose sempre nuove, unite ad una riflessione palese sul percorso fatto dalle maggiori serie in questi anni. Cosa che ho visto mancare nell'era Gamecube, dove il compitino è stato fatto quasi per dovere e dove le maggiori sorprese sono arrivate da fuori (Metroid, Jungle Beat, Eternal Darkness, F-Zero).


A mio modesto avviso oltre al fatto che, chiaramente, quando sforni due masterpiece come Zelda Ocarina of Time e Mario64 diventa assai difficile ripetersi, uno dei motivi per cui, salvo qualche eccezione (penso a FZeroGX, peraltro dato in outsourcing però), su GameCube molti dei franchise storici si sono rivelati inferiori alle controparti su N64 risiede nel fatto che Nintendo si è dovuta dar da fare sempre più per colmare in prima persona il "buco" lasciato dal supporto third party che è andato via via scemando a causa dello strapotere di PS2.
Su questo sono d'accordo, infatti Nintendo stessa ha preferito imbottirci di titoli "serie B" piuttosto che rischiare un nuovo Mario od un nuovo Zelda, arrivati ad un certo punto della vita del Gamecube. Rimane comunque il fatto che sia Sunshine che Wind Waker che Mario Kart furono figli di un nuovo processo di sviluppo che, guarda caso, dava meno importanza alle rifiniture (praticamente ciò che ha sempre decretato i livelli qualitativi eccelsi delle produzioni Nintendo).


Parlando in generale delle terze parti, io non ci vedo più la concorrenza spietata dell'era 16/32 bit dove tutti volevano dimostrare la propria superiorità. Ora mi sembra quasi che si miri al solo ritorno finanziario del proprio progetto (che comunque implica garantire un livello di qualità), senza preoccuparsi troppo delle potenzialità della macchina e della concorrenza. Sviluppare per una determinata console è solo parte di accordi presi per far quadrare i conti di ciò che si è fatto negli ultimi mesi.
Magari mi sbaglio pesantemente, resta il fatto che non vedo più l'attitudine "ora faccio un gioco che spazzi via tutti su quella determinata piattaforma" che si poteva respirare un paio di generazioni fa.
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MIK0

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Re: La morte della Nintendo difference?
« Risposta #16 il: Novembre 30, 2007, 20:48:42 »

Secondo me è una grave perdita, sono sempre stato daccordo con la forte selezione che Nintendo faceva sulle proprie console. La cosa cmq è stata eclatante con il GBA, di cui il 90% dei giochi è fuffa.
In ogni caso se un gioco vende molto, sopratutto nelle prime settimane, vuole dire solo che pubblicità e marketing hanno funzionanto, non dice altro sul gioco.
Una corretta informazione, sconosciuta ai casual e cmq difficile da ottenere per gli appassionati è quello che permette di evitarsi le fregature. Il problema però è che l'utente non ha difese in alcun modo, il suo solo potere di acquisto non è un deterrente sopratutto considerato che per capire la fattura di un titolo deve acquistarlo e non esiste diritto di recesso se il gioco non è di gradimento.
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Ziggybee

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Re: La morte della Nintendo difference?
« Risposta #17 il: Gennaio 14, 2008, 14:16:45 »

La nuova visione del mondo di Nintendo è stata ben espressa da Perrin Kaplan, ex-vicepresidente del marketing

Ci sarà un motivo, no? Mica hanno ristrutturato NOA per nulla, questo autunno...
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Matteo Anelli

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