Eh.. ma non si può aprire un topic del genere... C'è troppo da dire!

Allora, parlando di "modelli" si rischia di parlare di "stereotipi".
I geni creativi li troviamo sia ad est che a ovest, e vediamo che nelle loro opere riescono ad abbattere gli stereotipi che avete identificato, anche se spesso rischiano di caderci!
Prendiamo Kojima, il suo Snake era un personaggio adulto, navigato, una leggenda; ma ecco che in MGS2 si cade nello stereotipo:
abbiamo più adolescenti che scoprono per la prima volta il mondo attorno a loro
Nooo, Kojima ci sei cascato con tutti e due i piedi!!
Si nota fortemente che il personaggio di Raiden (il classico biondastro efebico) è nato per soddisfare le esigenze del ragazzotto otaku di turno (non pariamo poi dei vari Final Fantasy...)
Ma io vorrei mettere sul piatto un'osservazione che dentro di me ho fatto molte volte.
E cioè che il gioco occidentale (in linea di massima, ovviamente) mima la realtà per essere credibile,
il gioco nipponico (generalmente) crea una realtà parallela per essere credibile.
Dal mio punto di vista, Super Mario Bros è più credibile di GTA, perché ha una sua logica ferrea
all'interno del gioco. Da un punto di vista realistico, non ha alcun senso. Il senso si basa "solo" sul gameplay, ed è credibile al massimo.
GTA si pone come gioco realistico, ma offre una realtà per forza di cose surreale e incompleta. Certo, lo si può vedere come "satira della realtà", ma il fatto di compiere un sacco di azioni totalmente slegate da obiettivi primari lo rende comunque poco credibile. Anche perché il suo senso non si basa solo sul gameplay, ma sulla riproduzione del reale.
Questo è un esempio su due piedi, ma spero di aver reso il concetto.