Dai commenti all'articolo:
http://arsludica.org/2008/03/06/perche-non-esiste-ancora-una-vera-critica-videoludica/#commentsGianluca Masina said, on March 6th, 2008 at 11:31 am #
Vi faccio una domanda:
come si può giudicare un videogame senza essere degli sviluppatori? Non si rischia di perdere credibilità?
Io sono dalla parte di Gianluca, da un certo punto di vista: se uno sviluppatore di un gioco espone (sinceramente, senza secondi fini) la sua visione critica sul videogioco, lo ritengo più attendibile rispetto a chi può criticare dall'esterno.
E cito il detto "chi sa fare fa, chi non sa fare, critica"; per questo alla fine dell'articolo indico che le cose a livello critico cambieranno davvero con la creazione di videogiochi-manifesto.
Ora non voglio dire affatto che non ci sia bisogno di persone che analizzino il videogioco da un punto di vista storico e critico, ma soltanto che i creatori di videogames (se si fanno portatori di una determinata estetica) hanno priorità d'ascolto.
E’ necessaria, al momento, una critica dei videogiochi?
Secondo me ancora non vengono offerti abbastanza spunti dai videogiochi per poter costruire un interessante discorso critico.
Perché è importante "la critica"?
Per come la vedo io, è importante maturare un proprio senso critico; si comincia dal "mi piace/mi fa schifo" e si prosegue ponendosi delle domande sul perché dei propri gusti, fino a riflettere su questioni molto più obiettive e su canoni estetici universali.
Il senso critico aiuta a gustare meglio e in modo più profondo un'opera.
La critica dovrebbe per prima cosa fornirci degli strumenti per maturare il nostro senso critico, e non limitarsi a promuovere/stroncare un'opera.
In questo senso uno studio critico dovrebbe sempre andare di pari passo con uno studio storico.
se poi consideriamo che il videogame è legato alle necessità tecniche ancor più del cinema, credo che sia questo uno dei principali problemi che castrano una emancipazione culturale del medium.
perchè, non prendiamoci in giro, questa “emancipazione culturale” ancora non c’è, al massimo è stata solo accennata da diversi spunti interessanti.
e di conseguenza è normale che la critica videoludica sia per ora limitata alla semplice “valutazione del prodotto”.
D'altro canto, caro anonimo, ben poco si fa per mettere in luce quei videogiochi e soprattutto, quei creatori di videogiochi che si distinguono da un punto di vista culturale.
Si tralascia l'analisi del videogioco da un punto di vista storico -> la storia del videogioco è considerata una storia di macchine -> la stampa di settore e i videogiocatori stessi inseguono le loro chimere ad ogni nuova "next-generation".
Questi sono problemi abbastanza castranti, se permetti.
Non è solo colpa del videogioco: ve ne tiro fuori senza problemi almeno un centinaio valevoli di un discorso critico.
E' colpa nostra, ragazzi.
Tanto tempo fa, Ivan Fulco scrisse in un editoriale su Super Console:
"Non chiedetevi che cosa il videogioco può fare per voi; chiedetevi cosa potete fare voi per il videogioco".
Frase che vale ancora oggi, direi.