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Autore Topic: Bambole o avatar?  (Letto 12555 volte)

Emack

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Bambole o avatar?
« il: Gennaio 24, 2007, 23:10:05 »

La questione sul cosa rappresentino effettivamente i personaggi è stata affrontata qualche mesetto fa su gamasutra.com.
Prima, Brad Kane ha scritto:
"I personaggi sono gli attori (o, nel caso di personaggi giocanti, avatar) che vivono nell'universo ludico e svolgono azioni nel gioco. [...] Lara Croft è qualcuno che vorresti essere non appena ti muovi attraverso i livelli, dove le guardie sono nemici da sparare e fonti dalle quali ricavare informazioni."

Poi, Tadhg Kelly ha replicato:
"Lara non è un attore, è una bambola. Non farebbe nessuna differenza se lei fosse bionda, nera, Sudafricana, Marziana o altro, lei è solo una bambola. Gli utenti comprano un mondo da giocare, non l'idea di impersonare una bambola."

Chi ha ragione? O, meglio, in quali casi il nostro alter ego assume la forma di mera interfaccia per il mondo di gioco (è il caso della "bambola") o consiste nel personaggio che vogliamo impersonare (è il caso dell'"avatar")?

L'esempio di Tomb Raider può apparire fuorviante, perché gran parte del successo è dovuto alle peculiarità della protagonista. Eppure, nella fattispecie, io credo che Lara Croft sia davvero una "bambola", e non un avatar, sulla semplice base del fatto che non ho mai avuto intenzione di identificarmi con lei saltellando qua e là, bensì ho sempre desiderato esplorare luoghi mediante lei.
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Emanuele Colucci.

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #1 il: Gennaio 24, 2007, 23:44:14 »

Può essere una bambola qualcuno/qualcosa che impersoniamo in prima persona?

E per quel che riguarda la terza persona... io sovente mi trovo ad apprezzare maggiormente le *azioni* che un personaggio può fare, piuttosto che i luoghi che mi permette di esplorare. Tali azioni non le vedo (PER ORA, avremo però da parlare di controller) come mio unico merito/responsabilità, come potrebbero essere quelle che fa compiere un burattinaio ai suoi pupi... perciò le vedo appartenenti al personaggio, che per tale ragione non posso vedere unicamente come una bambola.
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Emack

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #2 il: Gennaio 25, 2007, 00:11:43 »

Beh, un robottino semovente per bambini non è comunque una bambola?
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Emanuele Colucci.

StM

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #3 il: Gennaio 25, 2007, 09:43:03 »

Beh, un robottino semovente per bambini non è comunque una bambola?
Sì, in quanto molto limitato. Non così un personaggio in un videogioco.

Tadhg Kelly (ma che nome ha?) sbaglia a limitarsi alle caratteristiche estetiche del personaggio. A quelle bado generalmente poco anch'io, sebbene in caso di personaggi personalizzabili finisca per affezionarmi.
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #4 il: Gennaio 25, 2007, 11:07:17 »

Premetto che a me la linea di confine che separa queste due definizioni sembra un po’ “labile”, perché un personaggio dei videogiochi non può essere al contempo sia una bambola che un avatar? Se proprio dobbiamo fare una distinzione, direi che alcuni personaggi tendono più da una parte piuttosto che da un’altra.

Io penso che un personaggio inizi ad essere un avatar quando al giocatore viene data la possibilità di “esprimersi” nel mondo  ludico. L'esempio più banale che mi viene in testa, è quello del personaggio dei giochi di ruolo occidentali: di solito è al giocatore stesso che viene data la possibilità di creare e personalizzare il personaggio a seconda dei suoi gusti, non solo nell'aspetto, ma anche nella personalità e nelle sue “qualità”. Al giocatore viene data più possibilità di scegliere di interpretare un ruolo: un brutto barbaro ignorante che capisce solo di mazze e spade, oppure un agile e affascinante  elfa ladra che si muove nelle ombre. Insomma il giocatore decide che atteggiamento dovrà avere il suo personaggio nel gioco stesso, e ciò ha una influenza sulla sua esperienza ludica, perché sentirà questo personaggio come “più vicino a se”.
Un personaggio già preconfezionato, che abbia una personalità forte (Snacke) oppure debole (Lara), sarà tendenzialmente più “bambola”, perché il  giocatore su di lui opera una identificazione di stampo più “classico”. Il personaggio sembra quasi preesistere a prescindere dal giocatore, anche se è nelle mani di quest’ultimo manifesta una sua personalità (ancora più marcata nella Avventure grafiche in terza persona, dove il giocatore sembra quasi “dialogare” con il personaggio principale) quindi su uno Snacke o su un Sam Fisher il giocatore applicherà una identificazione simile a quella che lo spettatore di film Hoollywoodyani applica nei confronti dei protagonisti di questi ultimi. Un personaggio preconfezionato tenderà ad essere più avatar solo se al giocatore sarà dato modo di esprimersi attraverso le sue azioni, in questo caso mi riferisco a giochi che presentano un gameplay più “aperto”, che offre insomma più libertà di azione e meno linearità. Il protagonista di un GTA per esempio, ha una sua personalità che traspare dai filmati che presentano le missioni, ma durante il gioco è completamente abbandonato all’arbitrio di chi lo comanda, che può reagire alle situazioni in modo anche diverso da come potrebbe fare il personaggio stesso.

Con i giochi in soggettiva la faccenda si fa un po’ diversa, ma non vorrei dilungarmi troppo
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Gangio

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #5 il: Gennaio 25, 2007, 11:20:41 »

La questione è molto più multisfaccettata (che pubbliciità era? una tinta per capelli, mi pare) di quello che potrebbe apparire.
Tra il voler essere qualcun altro ed il voler controllare altri, esistono una miriade di nuances intermedie difficilmente schematizzabili.
Perché il desiderio di migliorare se stessi (cambiare avatar), attraverso la consapevolezza dei propri limiti, deve fare i conti con la difficoltà nel controllare gli istinti e le conseguenti emozioni. In questo senso, avere il controllo pressoché totale di un alter ego, ci dà l'illusione di poter fare altrettanto con noi stessi. Non conta che siano salti e capriole all'indietro. Il controllo del proprio corpo è fondamentale per il controllo delle proprie emozioni. E quando dico emozioni, dico soprattutto dolore. Ok, mi fermo qui.
« Ultima modifica: Gennaio 27, 2007, 13:09:47 da Gangio »
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Emack

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #6 il: Gennaio 25, 2007, 19:52:11 »

Con i giochi in soggettiva la faccenda si fa un po’ diversa, ma non vorrei dilungarmi troppo
Invece mi piacerebbe ti dilungassi, se ti va.
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Emanuele Colucci.

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #7 il: Gennaio 25, 2007, 20:28:28 »

La questione è molto più multisfaccettata (che pubbliciità era? una tinta per capelli, mi pare) di quello che potrebbe apparire.
Tra il voler essere qualcun altro ed il voler controllare altri, esistono una miriade di nuances intermedie difficilmente schematizzabili.
Perché il desiderio di migliorare se stessi (cambiare avatar), attraverso la consapevolezza dei propri limiti, deve fare i conti con la difficoltà nel controllare gli istinti e le conseguenti emozioni. In questo senso, avere il controllo pressoché totale di un alter ego, ci dà l'illusione di poter fare altrettanto con noi stessi. Non conta che se siano salti e capriole all'indietro. Il controllo del proprio corpo è fondamentale per il controllo delle proprie emozioni. E quando dico emozioni, dico soprattutto dolore. Ok, mi fermo qui.

Giocando a Mount & Blade spesso mi sono detto "uff, che palle che praticamente non posso fare le combo con lo spadone e colpire tre nemici in fila". Poi ci ho pensato un po', ho fatto delle prove nella "real life" e ho capito che mica è facile :P


In questa discussione mi sa che non si ragiona su una piattaforma di definizioni comune... per conto mio possiamo definire l'avatar un contenitore di noi stessi; le bambole come completamente esterne a/diverse da noi e alla nostra mercé; poi c'è la terza via, quella del mediatore con personalità e caratteristiche proprie. E le varie nuances ;D
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #8 il: Gennaio 27, 2007, 10:25:11 »

Con i giochi in soggettiva la faccenda si fa un po’ diversa, ma non vorrei dilungarmi troppo
Invece mi piacerebbe ti dilungassi, se ti va.

Premetto e ripeto che sono solo pensieri personali, non ho nessuna pretesa di essere strettamente scientifico, ma mi interessa, più che altro, abbozzare concetti e idee.

Io credo, che nei giochi in prima persona non abbiamo più a che fare con dei veri e proprio personaggi a tutto tondo, ma più che altro con dei “travestimenti” del giocatore. Le uniche differenze tra personaggi e travestimenti che mi vengon in mente sono queste: la soggettiva tende sempre a dare più l’idea di “indossare” un personaggio piuttosto che controllarlo; in secondo luogo, permette anche di arrivare ad un grado di immersione sempre maggiore rispetto a i giochi in terza. Anche qui abbiamo diversi gradi di trasparenza. Abbiamo giochi dove, al pari di quelli in terza persona, consociamo l’aspetto del personaggio in cui ci stiamo “camuffando” e questo possiede una sua personalità che si manifesta attraverso le frasi che dice mentre giochiamo, oppure dalle azioni che fa durante gli intermezzi in cui non possiamo controllarlo: un esempio può essre Duke Nukem, oppure Garret di Thief. In altri giochi in soggettiva, sappiamo già quale aspetto possiede il nostro personaggio che interpretiamo, ma esso non si esprime mai indipendentemente da noi : è il caso di Gordon Freeman in Half Life, o dello space Marine di Doom, oppure di un qualsiasi RPG in soggettiva come gli Elder Scroll dove conosciamo l’aspetto del nostro personaggio (lo stabiliamo anche noi) ma esso non ha iniziative indipendenti. E poi c’è il grado più trasparente, dove il gioco (o eventuali metatesti) non ci danno un immagine oppure un comportamento tipico del personaggio, quindi a questo punto, non ci sono più filtri tra noi e il mondo di gioco, il travestimento diventa inesistente e noi abbiamo finalmente la più totale sensazione di essere proprio noi medesimi a muoverci nello spazio 3D: Come esempio si potrebbero portare i vecchi giochi di Maze, le avventure in soggettiva alla Myst oppure (sempre se si vuole considerarli come giochi in soggettiva) un qualsiasi gestionale e strategico.
Ovviamente non mancano anche vie di mezzo tra queste tre fasi che ho abbozzato.
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #9 il: Gennaio 27, 2007, 10:42:16 »

In questa discussione mi sa che non si ragiona su una piattaforma di definizioni comune... per conto mio possiamo definire l'avatar un contenitore di noi stessi; le bambole come completamente esterne a/diverse da noi e alla nostra mercé; poi c'è la terza via, quella del mediatore con personalità e caratteristiche proprie. E le varie nuances ;D

Posso essere daccordo, ma secondo me avatr e babola possono essere considerati come due concetti"Limite" prettamente  ideali. Alla prova dei fatti, tutti i personaggi dei videogiochi sono un ibrido tra queste due cose; non esiste nessuno che puo essere considerato all 100% solo bambola oppure al 100% solo avatar.
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #10 il: Gennaio 27, 2007, 12:42:56 »

Posso essere daccordo, ma secondo me avatr e babola possono essere considerati come due concetti"Limite" prettamente  ideali. Alla prova dei fatti, tutti i personaggi dei videogiochi sono un ibrido tra queste due cose; non esiste nessuno che puo essere considerato all 100% solo bambola oppure al 100% solo avatar.
Ho posto la stessa identica questione su alcuni newsgroup inglesi, e in tutti ho ricevuto la medesima risposta. Segno che molti riconoscono l'inadeguatezza dei vecchi concetti e delle vecchie classificazioni ("avatar" o "bambola") e propendono per una via di mezzo, mentre altri, anche designer professionisti, ragionano ancora in base ad essi.
Amo Ars Ludica, siete uber! :sisi:
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #11 il: Gennaio 27, 2007, 13:19:37 »

Il controllo del proprio corpo è fondamentale per il controllo delle proprie emozioni. E quando dico emozioni, dico soprattutto dolore. Ok, mi fermo qui.
Mi aspettavo un'obiezione. Cioè che il videogiocatore videogioca perché ricerca piacere e non fuga dal dolore. In realtà, credo che ciò che ci spinge a giocare sia proprio il desiderio di oblio, l'anestetizzazione delle nostre paure più profonde e nascoste. Il videogiocatore è fondamentalmente un ipocrita, un simulatore. In quanto tale, egli è attratto dal simile e dalla possibilità di potenziare questa sua peculiarità. Ma quando dico ipocrita non mi limito all'accezione negativa del termine. L'ipocrisia è una caratteristica del divino, del creatore di mondi, di storie e di personaggi. L'ipocrita è colui che sa anche reinventarsi, essere qualcun altro. Un attore. L'unico problema - l'unico! - è stabilire quanto si è coscienti del palcoscenico.

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #12 il: Gennaio 27, 2007, 14:53:28 »

Il controllo del proprio corpo è fondamentale per il controllo delle proprie emozioni. E quando dico emozioni, dico soprattutto dolore. Ok, mi fermo qui.
Mi aspettavo un'obiezione. Cioè che il videogiocatore videogioca perché ricerca piacere e non fuga dal dolore. In realtà, credo che ciò che ci spinge a giocare sia proprio il desiderio di oblio, l'anestetizzazione delle nostre paure più profonde e nascoste. Il videogiocatore è fondamentalmente un ipocrita, un simulatore. In quanto tale, egli è attratto dal simile e dalla possibilità di potenziare questa sua peculiarità. Ma quando dico ipocrita non mi limito all'accezione negativa del termine. L'ipocrisia è una caratteristica del divino, del creatore di mondi, di storie e di personaggi. L'ipocrita è colui che sa anche reinventarsi, essere qualcun altro. Un attore. L'unico problema - l'unico! - è stabilire quanto si è coscienti del palcoscenico.

Be secondo me quello che spinge il videogiocatore è il fatto che con il videogiocare egli stesso puo realizzare le sue fantasie infantili. Come diceva Ferud,l'unica differenza è che i videogiochi sono fantasie pre-confezionate. Ma così non andiamo OT?
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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #13 il: Gennaio 27, 2007, 15:47:42 »

gangio, come sempre, la fa lunga :asd3:

Voglio dire, penso di capire che intende, e lo definirei in generale come "fuga dalla noia". Fuga che, però, è consentita da qualunque divertimento. E il divertimento industriale che garantisce la perenne fuga dalla noia non è certo nato col videogioco.
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Gangio

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Re: Bambole o avatar?
« Risposta #14 il: Gennaio 27, 2007, 22:27:36 »

Sabato sera consacrato alla macerazione nella mestizia. Adesso, sono cazzi vostri.

Dunque, parlando di dolore e di piacere videoludico, non si è ot. Basti pensare a come avere un'immagine di cui poter andar fieri è, nella società dell'estetica come fine e non come mezzo, fondamentale, per non dire vitale. Questo desiderio (per lo più indotto) d'apparire al meglio delle nostre potenzialità, al meglio dei nostri sogni, si esplica nel fenomeno e nel successo videoludico in forme che non a tutti appaiono immediate, perché in realtà lo sono troppo. Il pregiudizio precede la nostra percezione, altrimenti non si chiamerebbe così. Ad ogni modo, la creazione di un alter ego ed il controllo di un personaggio pre-confezionato non è altro che l'esteriorizzazione di quel processo mimetico di cui, bene o male, siamo tutti protagonisti. Quando mi dite che le fantasie dei videogiochi sono preconfezionate non fate altro che confermare ciò che da sempre avviene in tutti gli altri ambiti. La libertà del videogioco è una libertà relativa, con limiti e regole, esattamente come al di fuori dell'informatica. Credete d'essere liberi di sognare quello che volete? Totalmente liberi? Non è così, mi spiace deludervi.

So già cosa staranno pensando alcuni di voi. Ecco che salta fuori l'irrisolta questione sul libero arbitrio. Che palle!
Beh, chi mi conosce lo sa. Ogni discussione, per essere proficua, deve essere prima ridotta ai minimi termini. Ed il termine è sempre la coscienza e la sua capacità d'affrancarsi dal determinismo assoluto.

Chiedetevelo la prossima volta che dovrete scegliere che gioco giocare, che personaggio impersonare, che avatar impostare, che via seguire nei labirinti poligonali. Chiedetevelo ogni volta che dovrete prendere una decisione. Sto veramente scegliendo od i miei desideri sono irrimediabilmente influenzati da tutto ciò che mi ha preceduto?

Ecco perché non è ot. Siamo bambole o avatar? Dipende tutto da quanto siamo coscienti di essere l'una e l'altra cosa. Quindi nessuna delle due. Esattamente come quando siamo dentro i cristalli liquidi.
« Ultima modifica: Gennaio 27, 2007, 22:29:27 da Gangio »
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