L'esempio di Tomb Raider può apparire fuorviante, perché gran parte del successo è dovuto alle peculiarità della protagonista. Eppure, nella fattispecie, io credo che Lara Croft sia davvero una "bambola", e non un avatar, sulla semplice base del fatto che non ho mai avuto intenzione di identificarmi con lei saltellando qua e là, bensì ho sempre desiderato esplorare luoghi mediante lei.
Già la scelta degli sviluppatori di usare la terza persona esclude che si possa impersonare Lara. Può capitare, ma quello che accade è pur sempre vissuto dal modello che vediamo nella sua interezza e non attraverso i nostri occhi, come negli FPS. La prima persona è condizione necessaria (non sufficiente) per l'immedesimazione, a mio avviso.
Per questo genere di giochi prediligo però il termine empatia ad immedesimazione.
Posso condividere le vicende di Snake in MGS ma, anche se lo controllo, non sono io a vivere quei momenti. In Half Life s'è fatto un gran lavoro a riguardo, ma resta sempre il fatto che voi non siete Gordon Freeman. La scelta del soldato senza nome mi sembra la più corretta, con tutti i contro che ne derivano [...], ma non ho ancora visto giochi validi per suffragare l'ipotesi.
Credo dipenda molto dal tipo di giocatore [...].