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Autore Topic: [Ciclo Game Studies]  (Letto 12811 volte)

Cherno

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #45 il: Marzo 27, 2008, 17:14:59 »

Allora definiamo il termine divertimento in questa discussione, altrimenti rimaniamo sempre fermi.

Da quello che ho capito con divertimento in questo ambito si intende uno stimolo interessante per a nostra
mente: in quest'ottica ogni gioco, non solo videogioco, deve divertire. Altrimenti è una roba frustrante che
non serve a nulla.

Ronove

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #46 il: Marzo 27, 2008, 17:42:58 »

Magari più che parlare di divertimento, si potrebbe parlare di "intrattenimento" (che può esprimersi in modi diversi e suscitare emozioni di varia natura).
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Mario Morandi

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #47 il: Marzo 27, 2008, 18:18:22 »

Beh, penso che abbiamo fatto un passo indietro, anche se è più pertinente al titolo del topic. Per il momento mi limiterò a seguire gli interventi; d'accordo con Zeavis, che risponde alla domanda in in modo sintetico e definitivo.
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Ronove

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #48 il: Marzo 27, 2008, 18:55:47 »

Haha, perdonami per la risposta molto sintetica, stasera non ho tantissimo tempo da dedicare per scrivere un post sufficientemente elaborato. :timido:
Diciamo che "divertimento" è un termine che come ha detto Karat, rappresenta un'emozione, o un insieme di emozioni che sono troppo legate a quelli che sono i parametri puramente soggettivi di un individuo. Parlare di intrattenimento invece ha più senso, perchè un medium può in effetti intrattenere un individuo in più modi. Può suscitare divertimento, può suscitare gioia, dolore, qualsiasi emozione che sia positiva o negativa, ma riesce comunque nell'intento appunto di "intrattenere" l'individuo, di "costringerlo" a partecipare a quell'esperienza ludica/mediatica. Non ho commentato l'articolo di The Graveyard perchè non l'ho ancora provato, ma per esempio non sarebbe sbagliato in ogni caso definire un "gioco" come forma di intrattenimento se questo riuscisse appunto nel compito di catturare l'interesse di chi lo prova, convincendolo a portare avanti il "gioco" fino alla fine.
« Ultima modifica: Marzo 27, 2008, 22:05:23 da ZeAvIs »
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Mario Morandi

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #49 il: Marzo 27, 2008, 19:51:05 »

No veramente, ritenevo che la tua risposta sintetica fosse perfetta per rispondere alla domanda del topic.
Se io scrivo tanto è solo perché sto tentando di comprendere qualcosa che ancora non capisco bene.
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Coolcat

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #50 il: Marzo 27, 2008, 19:56:34 »

Mi fa piacere che alla fine il topic abbia attecchito, ma leggendo tutti i post ho perso un po' il filo del discorso, nel senso che ogni reply apre ottimi spunti, ma difficili da trattare in un solo topic.

Non è che Mario che è così bravo a ritrovare il bandolo della matassa può fare un punto della discussione?  :)

Per Karat: mi chiedevo se un'opera ludica, che non diverte a prescindere, ma emoziona come Graveyard, non possa essere immediatamente esclusa dall'insieme che noi chiamiamo VG.

Nel senso che l'emoziona è primaria e non arriva come risultato di un'esperienza di gioco. Scelgo arbitrariamente di considerare il divertimento di derivazione ludica un'emoziona neutra.

Sono cinvinto che qualche scelta arbitraria condivisa, dal valore analitico, debba essere a questo punto compiuta. Per definire degli strumenti ex-novo ci vuole una teoria e qualche punto di partenza arbitrario deve esistere, visto che non sono terorie scientifiche positiviste.
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Mario Morandi

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #51 il: Marzo 28, 2008, 00:56:54 »

Citazione
Mi fa piacere che alla fine il topic abbia attecchito, ma leggendo tutti i post ho perso un po' il filo del discorso, nel senso che ogni reply apre ottimi spunti, ma difficili da trattare in un solo topic.
Un forum può essere comodo per portare avanti un discorso specifico; ma nel momento in cui ci sarebbe bisogno di ampliare l'argomento diventa uno strumento monco. Sono sempre dell'idea che delle tavole rotonde via Skype e simili sarebbero molto più utili e soddisfacenti da un punto di vista culturale.
Citazione
Per Karat: mi chiedevo se un'opera ludica, che non diverte a prescindere, ma emoziona come Graveyard, non possa essere immediatamente esclusa dall'insieme che noi chiamiamo VG.
Come è preferibile parlare di intrattenimento anziché divertimento, è preferibile parlare di opera interattiva anziché opera ludica.
Spesso la lingua inglese riesce a darci lezioni di sintesi pragmatica: il binomio interactive entertainment non è certo nato ieri, e come sostituivo di "videogame" è quasi perfetto. Screen interactive entertainment: la definizione a cui non mancherebbe nulla?

Citazione
Nel senso che l'emozione è primaria e non arriva come risultato di un'esperienza di gioco. Scelgo arbitrariamente di considerare il divertimento di derivazione ludica un'emoziona neutra.
Io sono d'accordo; l'emozione è un fatto soggettivo, e l'utente deve essere in grado di recepirla.
L'unica priorità che riconosco al videogioco è il fatto di dover essere interattivo.
Oh, pensa se avessi posto la domanda: i videogiochi DEVONO essere interattivi?
Potremmo fare come gli studenti di retorica nell'antica Grecia e provare a sostenere il contrario nel modo più convincente. Sarebbe una bella sfida.

Citazione
Sono cinvinto che qualche scelta arbitraria condivisa, dal valore analitico, debba essere a questo punto compiuta. Per definire degli strumenti ex-novo ci vuole una teoria e qualche punto di partenza arbitrario deve esistere, visto che non sono terorie scientifiche positiviste.
Sarà l'ora, ma faccio fatica a seguirti. Quello che posso dirti è che queste esperienze che noi chiamiamo "videogiochi" sono incredibilmente varie tra di loro.
E alcune non possono essere chiamate "giochi". The Graveyard è un death game?
Il mercato ha fame di queste comode etichette, e nessuno si sogna di metterle seriamente in discussione. Quello stesso pragmatismo della lingua britannica di cui parlavo poco sopra sa essere un'arma a doppio taglio, che a volte ingabbia il pensiero e gli impedisce di evolversi.

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Non è che Mario che è così bravo a ritrovare il bandolo della matassa può fare un punto della discussione?
Spero di riuscire a farlo in un post su Ars, per questo e altri topic inerenti ai game studies.
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komemiute

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #52 il: Marzo 28, 2008, 13:07:06 »

E se fosse il momento di coniare un nuovo termine?

GY non è un VideoGioco... io lo considererei, non so tipo... Narrazione interattiva.

Brutto? Ok, vero. Ma rende meglio, o no?

Dopo tutto se 300 e Sin City di Frank Miller sono GraphicNovels, magari è davvero il momento di espandere il VG come medium.

Alla fine considerando la nascita del videogioco in luce di tutte le altre invenzioni, è fondamentale che abbia un'evoluzione.

Così come, ad esempio, per la televisione... Non c'è solo "il programma alla TV", ma abbiamo il documentario, il thriller, il film comico, il TG  etc.etc.

Solo perchè è TV non vuol dire che sia la stessa cosa o susciti le stesse emozioni.

Percui, alla domanda, il "VG deve divertire?" Se divertire è inteso all'inglese "to entertain"... beh allora si. Deve intrattenere. Che si scelga un "documentario" come giochi storici o un "thriller" come Alone in the dark o "comici" come Sam & Max... beh non ci si può assolutamente aspettare le stesse emozioni, no?

Se divertire è inteso come "ahHAHHAHahhah, dai che figata, rifallo!" allora no.
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--- Vauxhall: Hai visto il mondo là fuori?*indica la finestra* Ti sei accorto non solo della risoluzione altissima ma anche dell'estrema fluidità?
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Mario Morandi

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #53 il: Marzo 28, 2008, 15:11:32 »

In un videogame, anche in quelli di Cinemaware, nelle avventure grafiche etc la narrazione è subordinata sempre sotto lo stesso punto fondamentale:

soddisfare determinate condizioni per proseguire.

E le dobbiamo soddisfare noi che giochiamo; questo è il nucleo che crea l'indipendenza del medium dalle altre forme di intrattenimento.

Ora aiutatemi, trovatemi qualche titolo che metta in discussione questo assunto.
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Walker

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #54 il: Marzo 29, 2008, 18:17:28 »

In questo post abbiamo toccato punti fondamentali, tirare le fila del discorso non è semplice.
Mi pare che al termine divertimento si sia preferito intrattenimento ma il discorso sulla definizione del medium prescinde in larga misura dai fini che gli si attribuiscono (discorso interessantissimo tra l'altro ma non pertinente).

In un videogame, anche in quelli di Cinemaware, nelle avventure grafiche etc la narrazione è subordinata sempre sotto lo stesso punto fondamentale:

soddisfare determinate condizioni per proseguire.

E le dobbiamo soddisfare noi che giochiamo; questo è il nucleo che crea l'indipendenza del medium dalle altre forme di intrattenimento.

Ora aiutatemi, trovatemi qualche titolo che metta in discussione questo assunto.

Hai centrato un punto fondamentale, in un videogame non si può in alcun modo prescindere dall'azione dell'utente, è un aspetto che caratterizza in modo determinante il medium.

Sreen interactive entertainment?
preferisco Screen interactive medium per i motivi sopra espressi.

Affronterò in seguito gli altri interessantissimi spunti di questo topic (vg=programma, le definizioni di Callois...)
ora devo scappare

Mario Morandi

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #55 il: Marzo 29, 2008, 18:36:02 »

Citazione
Screen interactive medium
Sembra la definizione definitiva, eppure può esserlo anche una chat.

Proviamo a riflettere su vg=programma, nel frattempo ho scritto un articolo per Ars da pubblicare a breve sperando di gettare altra carne al fuoco.
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Walker

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #56 il: Marzo 30, 2008, 05:03:03 »

Citazione
Screen interactive medium
Sembra la definizione definitiva, eppure può esserlo anche una chat.

Proviamo a riflettere su vg=programma, nel frattempo ho scritto un articolo per Ars da pubblicare a breve sperando di gettare altra carne al fuoco.

poco dopo averlo scritto ho pensato la stessa identica cosa, è una definizione che sembra funzionare per il discorso che abbiamo portato avanti fin'ora ma appare decisamente troppo vago se preso per buono in se e per se.

Potremmo però caratterizzarla attraverso gli elementi individuati da Callois e concludere sottolineando le implicazioni della sua natura di software:
 
il fatto che i vg siano programmi li differenzia per molti aspetti sia dagli altri medium che dalle altre attività ludiche.
Basta pensare alla straordinaria varietà di opere che si possono concepire e realizzare attraverso la scrittura di un software, in pratica l'opera videoludica può ogni volta ridefinirsi in modi infinitamente più vari rispetto a un film o a un programma radiofonico;  è inoltre fondamentale tener conto del fatto che i vg permettono pratiche di interazione impossibili nel contesto reale (perchè si costruiscono in uno spazio virtuale) e irriproducibili da altri media (che seppur si manifestino in spazi virtuali nn sono interattivi).
Pensiamo ad esempio al concetto di checkpoint o del savegame ad es...

mmh sono le 5, nn è il caso di proseguire mi sa.. lascio la parola a voi : )
« Ultima modifica: Marzo 30, 2008, 05:04:37 da Walker »
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Coolcat

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Re: I videogiochi DEVONO divertire?
« Risposta #57 il: Marzo 30, 2008, 20:48:29 »

Citazione
Screen interactive medium
Sembra la definizione definitiva, eppure può esserlo anche una chat.

Proviamo a riflettere su vg=programma, nel frattempo ho scritto un articolo per Ars da pubblicare a breve sperando di gettare altra carne al fuoco.

Sì, io sono sempre stato convinto che l'interazione su schermo dovesse apparire come elemento identificante anche nel nome. Questa definizione calza, almeno in questo momento storico.
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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #58 il: Marzo 30, 2008, 21:57:51 »

Su suggerimento di Mario ho modificato il titolo del post, che ora può abbracciare la discussione ad ampio spettro.
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Il Pupazzo Gnawd

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Re: [Ciclo Game Studies] (ex: I videogiochi DEVONO divertire?)
« Risposta #59 il: Marzo 31, 2008, 13:22:12 »

Ci siamo lasciati alle spalle il fattore divertimento, ed è un bene. Abbiamo definito il fumoso "divertimento" come appartenente alla categoria di intrattenimento, più ampia ed eloquente di quello che il videogioco è. Son passi avanti  :)

Ho apprezzato l'articolo di Mario, in primis perchè cerca di superare il termine videogioco. In tempi non sospetti nella mia sign su ICC definivo il videogioco come intrattenimento digital-interattivo, proprio per comprendere elementi che il termine non mi sembrava veicolare in modo corretto. Parlando di The Graveyard, però, mi sorge un dubbio: in che modo utilizza le precipuità del medium? Secondo me le utilizza pochissimo. Non c'è scelta se non camminare o non camminare. La stessa immersione che si attribuisce al far claudicare (peraltro realizzato in maniera un po' amatoriale e francamente ridicola) la vecchietta verso la panchina si poteva realizzare anche con un cortometraggio, e secondo me si sarebbe ottenuto lo stesso effetto (se non qualcosa di meglio): sottolineare la pesantezza dell'involucro, preludio alla pesantezza dei pensieri che si snocciolano nella canzone/flusso di pensieri seguente alla seduta sulla panchina. Immaginate un lungo piano sequenza con l'anziana che si avvia verso la seduta, ecco, siamo lì. Un po' come i film orientali che con i loro lunghi silenzi trasmettono una variegata gamma di emozioni.

Torniamo al succo, siamo sicuri che The Graveyard utilizzi davvero le particolarità del medium? Che non sia un gioco credo che sia pacifico (il "Play Game" da cliccare per iniziare è volutamente ironico), ma cos'è? Secondo me è un videoclip messo in poligoni. Come scrive Cherno, se avessero permesso qualche scelta lo si poteva ascrivere nel mondo del divertimento digital-interattivo (o screen interactive enterntainment o qualcosa del genere, come è stato definito sul blog) ma così... boh, non sono convinto. Così com'è cade a metà tra i due mondi. Mi ricorda un po' Empire di Andy Warhol, 8 ore di macchina da presa fissate sull'Empire State Building. Cos'è? E' cinema, è un documentario? Sinceramente nessuno dei due, secondo me, è un'opera provocatoria, che intellettualmente trasmette qualcosa (emotivamente imho solo noia, ma è una mia considerazione). Sfrutta comunque meglio di The Graveyard il medium che ha a disposizoone, questo sì, ma lo fa comunque in maneira marginale. Empire, in fin dei conti, è una sequenza di fotografie, è un quadro che muta in maniera infinitesimale. Allo stesso modo The Graveyard è un'opera concettuale. Così come Empire voleva evidenziare il contrasto tra tempo filmico e quello reale The Graveyard vuole mettere sotto i rifelettori, tra le altre cose, il contrasto tra la morte nel videogioco e la morte in un'esperienza "interattiva" che è "altro" dal videogioco. Infine scrivendo, come spesso accade, mi sono cotraddetto. In effetti GY ha un suo perchè nell'essere idealmente realizzato in forma di videogioco, proprio perchè cerca di comunicare un altro tipo di morte, una totale, senza restart, che non viene raggiunta nella ricerca di nessun obiettivo che non sia la morte stessa. Scusate se non rielaboro quanto scritto prima alla luce del punto di arrivo. Però il punto rimane: secondo me è difficile inseire The Graveyard nella categoria dell'intrattenimento interattivo, proprio perchè la sua parte interattiva è posticcia, è utilizzata solo per provocare un parallello, per far pensare e discutere.

A voi, vediamo dove stanno le falle nel mio ragionamento...  :)
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