Ci siamo lasciati alle spalle il fattore divertimento, ed è un bene. Abbiamo definito il fumoso "divertimento" come appartenente alla categoria di intrattenimento, più ampia ed eloquente di quello che il videogioco è. Son passi avanti

Ho apprezzato l'articolo di Mario, in primis perchè cerca di superare il termine videogioco. In tempi non sospetti nella mia sign su ICC definivo il videogioco come intrattenimento digital-interattivo, proprio per comprendere elementi che il termine non mi sembrava veicolare in modo corretto. Parlando di The Graveyard, però, mi sorge un dubbio: in che modo utilizza le precipuità del medium? Secondo me le utilizza pochissimo. Non c'è scelta se non camminare o non camminare. La stessa immersione che si attribuisce al far claudicare (peraltro realizzato in maniera un po' amatoriale e francamente ridicola) la vecchietta verso la panchina si poteva realizzare anche con un cortometraggio, e secondo me si sarebbe ottenuto lo stesso effetto (se non qualcosa di meglio): sottolineare la pesantezza dell'involucro, preludio alla pesantezza dei pensieri che si snocciolano nella canzone/flusso di pensieri seguente alla seduta sulla panchina. Immaginate un lungo piano sequenza con l'anziana che si avvia verso la seduta, ecco, siamo lì. Un po' come i film orientali che con i loro lunghi silenzi trasmettono una variegata gamma di emozioni.
Torniamo al succo, siamo sicuri che The Graveyard utilizzi davvero le particolarità del medium? Che non sia un gioco credo che sia pacifico (il "Play Game" da cliccare per iniziare è volutamente ironico), ma cos'è? Secondo me è un videoclip messo in poligoni. Come scrive Cherno, se avessero permesso qualche scelta lo si poteva ascrivere nel mondo del divertimento digital-interattivo (o screen interactive enterntainment o qualcosa del genere, come è stato definito sul blog) ma così... boh, non sono convinto. Così com'è cade a metà tra i due mondi. Mi ricorda un po' Empire di Andy Warhol, 8 ore di macchina da presa fissate sull'Empire State Building. Cos'è? E' cinema, è un documentario? Sinceramente nessuno dei due, secondo me, è un'opera provocatoria, che intellettualmente trasmette qualcosa (emotivamente imho solo noia, ma è una mia considerazione). Sfrutta comunque meglio di The Graveyard il medium che ha a disposizoone, questo sì, ma lo fa comunque in maneira marginale. Empire, in fin dei conti, è una sequenza di fotografie, è un quadro che muta in maniera infinitesimale. Allo stesso modo The Graveyard è un'opera concettuale. Così come Empire voleva evidenziare il contrasto tra tempo filmico e quello reale The Graveyard vuole mettere sotto i rifelettori, tra le altre cose, il contrasto tra la morte nel videogioco e la morte in un'esperienza "interattiva" che è "altro" dal videogioco. Infine scrivendo, come spesso accade, mi sono cotraddetto. In effetti GY ha un suo perchè nell'essere idealmente realizzato in forma di videogioco, proprio perchè cerca di comunicare un altro tipo di morte, una totale, senza restart, che non viene raggiunta nella ricerca di nessun obiettivo che non sia la morte stessa. Scusate se non rielaboro quanto scritto prima alla luce del punto di arrivo. Però il punto rimane: secondo me è difficile inseire The Graveyard nella categoria dell'intrattenimento interattivo, proprio perchè la sua parte interattiva è posticcia, è utilizzata solo per provocare un parallello, per far pensare e discutere.
A voi, vediamo dove stanno le falle nel mio ragionamento...
