Il caso lo puoi guardare da due punti di vista:
Uno è quello economico. Microsoft ha la sua piattaforma e ci fa un po' quello che vuole, perchè ci sarà sempre qualche bigotto che si lamenta e quindi bisogna assecondarlo, visto che quel bigotto porta soldi (evidentemente i gay che giocano sono pochi). D'altra parte c'era chei metteva fuori dalla porta "qui non si servono i negri" o, più vicino a me, nella Torino del dopoguerra i bar avevano insegne con "qui non si servono i meridionali".
In nome dei soldi si giustifica tutto, no?

L'altro è il lato etico, ed è innegabile che sia discriminatorio censurare la parola gay. Che, badate bene, non è una parolaccia e non dovrebbe essere nemmeno un insulto. Così come non dovrebbe essere insultato chi è gay. Non è nemmeno il problema che quello sia il cognome del tizio in questione, qui si parla di discriminazione bella e buona.