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Autore Topic: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"  (Letto 6038 volte)

Emack

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Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« il: Giugno 09, 2008, 16:02:35 »

Tratto dal blog Vita Digitale:
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[...]
Già, intanto i videogiochi in Italia continuano a essere considerati un divertimento per bambini/ragazzi, e anche un divertimento ben poco educativo. "Anche in Giappone è così, gli insegnanti, i genitori dicono di non giocare. E infatti i ragazzi a scuola negano di farlo, perché si vergognano. Ecco, è questo che deve cambiare. Così come era per i manga quando ero piccolo: mi dicevano <<Se leggi i manga diventerai stupido>>". E qui le risate si sono sprecate. "Quindi dobbiamo solo aspettare, aspettare che la nuova generazione, quella dei ragazzi che sono cresciuti e stanno crescendo con i videogiochi, diventi adulta, diventi una generazione di medici, di avvocati, di politici. E allora lì si capirà che non è una generazione di stupidi, così come non lo siamo noi che siamo cresciuti con i fumetti".
[...]
Sembrerebbe che tutto il mondo sia paese, eppure a me il discorso demografico mette una tristezza enorme: i videogiochi, per sdoganarsi completamente, necessitano di un cambio generazionale degli ultratrentenni. Perché il cinema è stato percepito quasi subito come un mezzo di grande dignità espressiva e comunicativa (oltre che una straordinaria invenzione) mentre il videoludo fatica ad imporsi, a trentasei anni dall'uscita di Pong? Si tratta di un equivoco insito nel termine stesso di "videogioco" oppure vi sono altre motivazioni? Cosa è cambiato dagli albori del Novecento sino al crepuscolo del XX secolo?
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Emanuele Colucci.

memex

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #1 il: Giugno 09, 2008, 16:25:05 »

magari baracconate come l'evento per MGS4 a milano influiscono anche loro...

(e sono orgoglione del pessimo costrutto della frase!)
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #2 il: Giugno 10, 2008, 14:37:06 »

Perché il cinema è stato percepito quasi subito come un mezzo di grande dignità espressiva e comunicativa (oltre che una straordinaria invenzione) mentre il videoludo fatica ad imporsi, a trentasei anni dall'uscita di Pong? Si tratta di un equivoco insito nel termine stesso di "videogioco" oppure vi sono altre motivazioni? Cosa è cambiato dagli albori del Novecento sino al crepuscolo del XX secolo?
Il medium cinematografico è più facile di quello ludico da usare a scopo propagandistico. Molti filmoni in realtà sono cagate passesche (vedi la corazzata potemkin in Fantozzi).
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lamb-O

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #3 il: Giugno 10, 2008, 14:54:56 »

Il medium cinematografico è più facile di quello ludico da usare a scopo propagandistico. Molti filmoni in realtà sono cagate passesche (vedi la corazzata potemkin in Fantozzi).
Direi che si riconferma come la gag più miscompresa del mondo.
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memex

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #4 il: Giugno 10, 2008, 16:58:56 »

mi risparmi un'accorata difesa di Ejzenštejn...


l'occhio della madre! il montaggio analoggico!
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Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #5 il: Giugno 11, 2008, 07:35:30 »

Sono contento che qualcuno come Kojima abbia sfatato questo mito dei nippo senza problemi, che leggono sempre manga e giocano con i videogames. Ho avuto l'occasione di conoscere dal vivo qualche persona giapponese, che avevano interessi molto differenti.
Anche e forse soprattutto in Giappone, i manga/anime/videogames sono visti in modo molto concreto, ossia come prodotti di consumo. L'arte per i nippo è quella che abbiamo nei musei in Italia (e hanno sicuramente ragione).  ;D
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #6 il: Giugno 11, 2008, 10:37:54 »

Tratto dal blog Vita Digitale:
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Già, intanto i videogiochi in Italia continuano a essere considerati un divertimento per bambini/ragazzi, e anche un divertimento ben poco educativo. "Anche in Giappone è così, gli insegnanti, i genitori dicono di non giocare. E infatti i ragazzi a scuola negano di farlo, perché si vergognano. Ecco, è questo che deve cambiare. Così come era per i manga quando ero piccolo: mi dicevano <<Se leggi i manga diventerai stupido>>". E qui le risate si sono sprecate. "Quindi dobbiamo solo aspettare, aspettare che la nuova generazione, quella dei ragazzi che sono cresciuti e stanno crescendo con i videogiochi, diventi adulta, diventi una generazione di medici, di avvocati, di politici. E allora lì si capirà che non è una generazione di stupidi, così come non lo siamo noi che siamo cresciuti con i fumetti".
[...]
Sembrerebbe che tutto il mondo sia paese, eppure a me il discorso demografico mette una tristezza enorme: i videogiochi, per sdoganarsi completamente, necessitano di un cambio generazionale degli ultratrentenni. Perché il cinema è stato percepito quasi subito come un mezzo di grande dignità espressiva e comunicativa (oltre che una straordinaria invenzione) mentre il videoludo fatica ad imporsi, a trentasei anni dall'uscita di Pong? Si tratta di un equivoco insito nel termine stesso di "videogioco" oppure vi sono altre motivazioni? Cosa è cambiato dagli albori del Novecento sino al crepuscolo del XX secolo?

il cinema non è stato accettato subito come arte... anzi. Ci sono stati vari passaggi e oggi, studiandolo, si tende a sorvolare sulle numerose polemiche e discussioni che lo accompagnavano.

Emack

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #7 il: Giugno 11, 2008, 11:00:34 »

Ma a me sembra che nel giro di trent'anni fosse divenuto ormai un medium maturo. I videogiochi ancora non lo sono (ritenuti).
O no?

Con questo topic volevo proprio chiedere a chi ne sa più di me come ha fatto il cinema ad essere accettato, e se è possibile fare qualche paragone coi vg oppure se il confronto è proprio fuori luogo :sisi:
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Emanuele Colucci.

Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #8 il: Giugno 11, 2008, 11:50:03 »

Non si possono dare che le solite risposte: il film è un medium necessariamente narrativo, che deriva spesso da opere letterarie.
Un "biglietto da visita" non indifferente...
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Cherno

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #9 il: Giugno 11, 2008, 13:25:21 »

Il videogame è un medium ancora giovine, tutto li. Il discorso del ricambio generazionale è correttissimo, probabilmente è
stato così anche per il cinema. Bisognerebbe informarsi.

Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #10 il: Giugno 11, 2008, 15:57:38 »

Direi che si riconferma come la gag più miscompresa del mondo.
??? Non capisco, a me sembra palese:un capo costringe i dipendenti durante la "sacra" partita della nazionale a rivedere più volte lo stesso film che nessuno riesce ad aprezzare.
Ora tu sarai anche un estimatore di Ejzenštejn, ma non puoi costringere chi non va oltre la guida tv a leggere "l'insostenibile leggerezza dell'essere" e pretendere che lo apprezzi.
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memex

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #11 il: Giugno 11, 2008, 16:29:56 »

la gag prendeva in giro il cineforum finto cultural imposto ai dipendenti, non il film (che rimane una NON cagata pazzesca).

(devo smetterla di parlare al posto degli altri... :look:)
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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #12 il: Giugno 11, 2008, 16:56:32 »

Infatti lì si parla della corazzata "Kotiomkin", a sottolineare che l'intento non era di prendersela col film.

Che peraltro, deve il suo valore molto più alla regia e alla messa in scena che non al propagandistico intreccio.
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Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #13 il: Giugno 11, 2008, 17:32:54 »

Qui non ci vergogna né di videogiocare, né di conoscere i film di Fantozzi!!  ;D
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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #14 il: Giugno 11, 2008, 21:12:09 »

Ok,scusate le inesatezze e torno in topic
Il videogame è un medium ancora giovine, tutto li. Il discorso del ricambio generazionale è correttissimo, probabilmente è
stato così anche per il cinema. Bisognerebbe informarsi.
Beh,se ci pensiamo anche gli anime jappo hanno necessitato del ricambio generazionale per essere accettati (tranne dal moige,ma da bambini cosa guardavano in tv  ??? ) per non parlare della musica rock che non lo è ancora del tutto.
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