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Autore Topic: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"  (Letto 6067 volte)

Cherno

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #15 il: Giugno 12, 2008, 08:23:05 »

Esattamente. Sembra quasi che il medium videogioco sia l'unico bistrattato, di fatto non è così.
Giusto l'altro giorno è uscita una notizia sul giornale della zona, si parlava di spostare le manifestazioni
musicali nelle zone limitrofei del comune. Non tanto per il rumore, ma perchè nella piazza ospitante
del locale, causa concerti, si accumulano, testuali parole, bagordi ed ubriaconi.

La verità è che dopo i concerti rimangono in due gatti che massimo alle 2 vanno a casa, però quando
ci son di mezzo giovani e musica, giù duro. Quindi occhio a fare considerazioni, guardatevi intorno perchè
di manifestazioni artistiche che vengono trattate alla peggio maniera, ce ne sono fin troppe. Magari
fossero solo i videogame.

Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #16 il: Giugno 12, 2008, 09:36:44 »

Vabbe', ma non si arriva al punto di "vergognarsi" quando si va in piazza a un concerto...
Comunque voto il ricambio generazionale: quando saremo nonni la considerazione per i vg sarà cambiata...  ;D
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Cherno

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #17 il: Giugno 12, 2008, 10:03:35 »

Questo perchè il videogame non raggiunge ancora un punto in cui concentrare la partecipazione fisica
ehm...collettiva?.

Il punto non è vergognarsi, il punto è essere catalogati come criminali/malati di mente ed essere messi
in disparte.

Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #18 il: Giugno 12, 2008, 11:08:11 »

Videogayme pride!!!  ;D
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gatsu

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #19 il: Giugno 14, 2008, 16:26:56 »

Cmq per la cronoca il cinema alla nascita non era affatto considerato un mezzo con grande dignità comunicativa, ma più come una stranezza tecnica o un prodigio della scienza. I fotografi lo odiavano, per dire. Tant'è che non sono sicuro che prima di "Un chien Andalou" del '29 a qualcuno fregasse qualcosa del cinema.

Emack

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #20 il: Giugno 14, 2008, 18:01:18 »

Quindi una delle più importanti attrici italiane, Eleonora Duse, si dedicò a un feticcio nel 1916?
(lo chiedo col massimo candore possibile, essendo ignorante)
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Emanuele Colucci.

memex

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #21 il: Giugno 14, 2008, 20:39:31 »

del cinema fregava qualcosa a qualcuno anche prima del cane andaluso e del suo occhione, tanto è vero che il medesimo cagnone ne contraddiceva e stravolgeva gli stilemi fino ad allora consolidatisi nel mezzo.

era (ed è ancora) un mezzo in evoluzione. come i VG. :boh2:

ovviamente non era ancora "massificato", evento comunque destinato a realizzarsi di li a poco.

(per inciso il già citato Ejzenštejn fu "usato" dal novello regime sovietico proprio per il forte potere comunicativo del mezzo)
« Ultima modifica: Giugno 14, 2008, 20:47:33 da memex »
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Ziggybee

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #22 il: Giugno 26, 2008, 17:21:48 »

E l'occhio della madre!

Scusate non ho resistito
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #23 il: Giugno 26, 2008, 19:07:47 »

Volevo proprio rispondere a Gatsu ma mi sembrava un filino OT; sono d'accordo con Memex.
Riguardo al cinema prima di Bunuel, ricordiamo Nascita di una Nazione di Griffith che appunto voleva essere un modo di dire "il cinema può essere serio e non un gioco di prestigio".
http://it.wikipedia.org/wiki/La_nascita_di_una_nazione
Poco da dire: un messaggio che veicola una storia (e in questo caso quella con la S maiuscola) ottiene immediatamente un riconoscimento a livello sociale e culturale.

Non per niente la critica videoludica d'oltreoceano prendemolto in considerazione titoli come Civilization per attribuire al videogioco la dignità che gli spetta.
Ma io dico che il videogioco, anche quello privo di messaggio, abbia la sua dignità in quanto riesce a comunicare sensazioni, emozioni, illusioni, simulazioni, simboli e comunque si fa spesso portavoce di una precisa iconografia.
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Galdr

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #24 il: Luglio 09, 2008, 19:22:08 »

Sarà anche vero che giocatori e sviluppatori non sono più nerds, ma lo stesso entusiasmo e filosofia è radicata nella nostra cultura.
Siamo progrediti dal punto di vista tecnologico, ma da quello letterario siamo indietro di secoli: i nostri giochi sono ad alto contenuto di romanticismo!!!
E' interessante che molti giocatori apprezzino Tolkien, in pratica un luddista, continuando ad aspirare al suo sogno romantico. Si tratta di emozioni che i giochi non possono ancora riprodurre, infatti non sono fermi che ai miti teutonici e saghe varie.
Tanto boom-boom e poco sentimento.

Parafrasando Crawford: i videogiochi sono giocati da bamboccioni e adulti emozionalmente ritardati!
Di certo uno stereotipo, ma con un nocciolo di verità.
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gatsu

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #25 il: Luglio 14, 2008, 12:42:28 »

Cio' che dite e' molto vero e dovrei rispolverare i libri dell'universita' riguardo alle date ;)
Fatto sta che cmq ai fotografi stava sulle pelotas e su questo c'ho fatto un'esame...

Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #26 il: Luglio 15, 2008, 22:11:04 »

Cio' che dite e' molto vero e dovrei rispolverare i libri dell'universita' riguardo alle date ;)
Fatto sta che cmq ai fotografi stava sulle pelotas e su questo c'ho fatto un'esame...

Idem, e mi sono visto Nascita di una Nazione con il lettore divx a velocità di riproduzione 16x.

No, 180 minuti di film muto NO.  ;D
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Coolcat

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #27 il: Luglio 15, 2008, 22:26:27 »

Sarà anche vero che giocatori e sviluppatori non sono più nerds, ma lo stesso entusiasmo e filosofia è radicata nella nostra cultura.
Siamo progrediti dal punto di vista tecnologico, ma da quello letterario siamo indietro di secoli: i nostri giochi sono ad alto contenuto di romanticismo!!!
E' interessante che molti giocatori apprezzino Tolkien, in pratica un luddista, continuando ad aspirare al suo sogno romantico. Si tratta di emozioni che i giochi non possono ancora riprodurre, infatti non sono fermi che ai miti teutonici e saghe varie.
Tanto boom-boom e poco sentimento.

Parafrasando Crawford: i videogiochi sono giocati da bamboccioni e adulti emozionalmente ritardati!
Di certo uno stereotipo, ma con un nocciolo di verità.

è interessante quello che citi sui videogiocatori. Ho sempre pensato che i videogiocatori potessero avere certe caratteristiche comuni, da indagare nell'infanzia e anche in età adulta. Naturalmente sarebbe uno studio complesso, ma secondo me molto intrigante.

Non è poi così comune che uno diventi o sia sempre stato un serio giocatore, puntuale, appassionato e anche ogni tanto accanito (io mi vedo così anche se gioco molto meno per via degli impegni di vita). Pensateci, sono una delle passioni più time-consuming che ci siano e credo che nessuno di noi possa dire di essersi divertito a sufficienza ogni singolo minuto.

Piacciono a molti i videogiochi, maschi e femmine, ma solo alcuni non resistono al richiamo. Per altri è solo simpatia, apprezzamento generale o piacere occasionale. (sto escludendo i detrattori).

Eppure sembra quasi irresistibile il richiamo, anche se ogni tanto mi chiedo che cavolo sto scrutando a fare sotto a un tavolo virtuale per vedere se c'è un bonus nascosto. Eppure continuo.
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Mario Morandi

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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #28 il: Luglio 16, 2008, 18:00:19 »

Beh, quello che scrivi mi fa venire in mente che secondo me i videogiocatori (incalliti) sono accomunati dal desiderio di esplorare, sviscerare, capire come funzionano le cose, imparare e migliorarsi.
Tutte cose positive, e che sarebbero delle migliori argomentazioni da portare a coloro che demonizzano il videogioco rispetto all'ormai abusato e/o troppo altisonante concetto di "arte".
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Re: Kojima: "Anche in Giappone si vergognano di videogiocare"
« Risposta #29 il: Luglio 16, 2008, 18:49:36 »

Beh, quello che scrivi mi fa venire in mente che secondo me i videogiocatori (incalliti) sono accomunati dal desiderio di esplorare, sviscerare, capire come funzionano le cose, imparare e migliorarsi.
Tutte cose positive, e che sarebbero delle migliori argomentazioni da portare a coloro che demonizzano il videogioco rispetto all'ormai abusato e/o troppo altisonante concetto di "arte".

perchè non compulsivi?
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