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Nuovo episodio dell'arsludico podcast: Dopolavoro Ars Ludica! Per chi anche in estate non smette mai di giocare.
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Ars Ludica Forum >> Ars Ludica >> Ludi >> Pirateria: nel Regno Unito una inedita stretta « previous next »
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Author Topic: Pirateria: nel Regno Unito una inedita stretta  (Read 2221 times)
Emack
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« on: August 20, 2008, 23:56:40 »

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da corriere.it

il caso di una donna inglese condannata a pagare 16mila sterline
File-sharing, dichiarata guerra ai 'pirati'
Cinque società che producono videogiochi hanno chiesto gli indirizzi di 25mila persone sospettate di scaricare file

MILANO
- Qualcuno ha deciso di dichiarare guerra alla pirateria online. Questo qualcuno ha il volto (e la potenza) di cinque grandi compagnie di videogiochi: Topware, Atari, Reality Pump, Techland e Codemasters. Una battaglia "epocale", dato che si stima che nella sola Inghilterra siano 6 milioni le persone che abitualmente scaricano illegalmente giochi dal web. Per fare un confronto, l'industria musicale inglese in dieci anni è riuscita a rivalersi "solo" su 150 persone.

MULTA RECORD - La prima ad essere colpita è una donna inglese, disoccupata e madre di due bambini. La sua colpa: aver scaricato una copia di Dream Pinball 3D, un videogame della Topware Interactive. Ora deve pagare sedicimila sterline, tra multa e spese legali. Sarebbe stato decisamente più economico comprare il gioco in un negozio. Isabela Barwinska è stata portata in tribunale dalla stessa Topware e - secondo il Times - altre migliaia di persone rischiano di fare la stessa fine. Unica scappatoia: le cinque società hanno deciso di proporre ai "colpevoli" un accordo per evitare il processo, ovvero pagare 300 sterline. Chi si rifiuterà di farlo, finirà davanti al giudice.

CACCIA AI SOSPETTI - Le cinque aziende hanno fatto cartello e, rappresentate da un unico studio legale, il Davenport Lyons, si sono appellate all'Alta corte per ottenere dagli internet provider i nomi e gli indirizzi di 25mila persone sospettate di scaricare file illegalmente. I dati di altri 5mila, la cui colpevolezza è già stata accertata, sono già in loro possesso. A spingere le società produttrici di videogiochi ad un giro di vite così violento è stata l'enorme quantità di copie illegali dei loro prodotti. Nelle prime due settimane dalla sua uscita sul mercato, Dream Pinball 3D è stato acquistato legalmente soltanto da 800 persone, ma scaricato da ben 12mila. Secondo il portale Peerland, che ha monitorato i giochi scaricati su tre siti di file-sharing, Operation Flashpoint è stato scaricato da 691.324 persone in una sola settimana.

Ritenete giusto tale metodo di lotta alla pirateria? Condividete la scelta di queste compagnie? Non si rischia di ledere il principio della privacy, chiedendo libero accesso ai dati dei provider? In Italia non si rischia di fare lo stesso, con la procura di Bergamo che ha censurato The Pirate Bay e rediretto ogni visita ad un sito straniero (pro-music)?

Una stretta alla pirateria è sicuramente necessaria.
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Emanuele Colucci.
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« Reply #1 on: August 21, 2008, 00:23:52 »

Diciamo così: la comunità dirà che non è giusto e che è una vergogna, difendendo il loro diritto a rubare sempre e comunque.
Se la cosa dovesse andare un porto, stimo un periodo di scaricamento folle, in stile "allora arrestateci tutti".
Se ci dovesse essere qualche altra volta, forse si inizierà a pensare alla pirateria come ad un furto ed allora qualcosa cambierà.
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Fleym
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« Reply #2 on: August 21, 2008, 00:47:03 »

Diciamo che ai ladri dà fastidio essere chiamati ladri.
Certo, girano così tante fetecchiate che è meglio provare prima di comprare,ma per questo esistono demo e il noleggio.
Con l'attuale legislazione è infrazione della privacy per un soggetto privato rintracciare gli utenti per denunciarli, quindi si può creare il paradosso che io cito in tribunale Atari per avermi trovato.  Lips Sealed e coi tempi della legge,l'Atari fa tempo a fallire 36 volte prima che il processo cominci.

Il problema in fondo è di mentalità:il furto di un qualcosa di immateriale non è percepito e\o concepito come furto da molte persone.
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Chiuso per ferie. Ci si sente a settembre
StM
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« Reply #3 on: August 21, 2008, 09:02:41 »

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Nelle prime due settimane dalla sua uscita sul mercato, Dream Pinball 3D è stato acquistato legalmente soltanto da 800 persone, ma scaricato da ben 12mila.

E' lo stesso gioco che vedo in vendita a 19,90 €?

Il punto è: se è disponibile anche come digital delivery, il dato è allarmante; altrimenti no. Questo il mio punto di vista. A parte giochi molto vecchi (es. The Dig), io per pc ormai compro solo via DD (i giochi più recenti tanto non girano sul mio PC). Secondo me lo scaricare è in larga parte anche un fatto di comodità.

Ritenete giusto tale metodo di lotta alla pirateria? Condividete la scelta di queste compagnie? Non si rischia di ledere il principio della privacy, chiedendo libero accesso ai dati dei provider? In Italia non si rischia di fare lo stesso, con la procura di Bergamo che ha censurato The Pirate Bay e rediretto ogni visita ad un sito straniero (pro-music)?

Una stretta alla pirateria è sicuramente necessaria.

In Italia quella del redirect è stata una gaffe clamorosa (tra l'altro mi pare di capire che se uno usa opendns non succede nulla... infatti io letta la notizia ho provato ad andare su Pirate Bay e non capivo dove fosse il problema )

La lotta alla pirateria per via giudiziaria è persa in partenza, il proibizionismo cieco non fa che creare nuove forme di delinquenza o rivoluzioni. Secondo me la palla va a chi produce videogiochi: deve renderli più accessibili (ribadisco: DD, qualcuno ha scelto la via delle edicole in passato), e deve educare i videogiocatori che ad acquistare ci si guadagna (per servizi, assistenza, qualità); non tanto il viceversa, che a piratare ci si perde.

Certo non deve passare il messaggio che a *piratare* ci si guadagna (vedi protezioni astruse).

Un ottimo prodotto è Trackmania. La versione gratuita è un gioco completo che può soddisfare le esigenze di ogni casual gamer, mentre la versione estesa (che ho comprato approfittando dello sconto su Steam, anche se comincerò a intaccarne i circuiti tra mille anni ) può tenere impegnati i più scafati per tantissimo tempo ulteriore. Vale decisamente i soldi che paghi e c'è una "demo" che ti fa capire davvero se il gioco ti piace o no (oltretutto l'upgrade è trasparente, non perdi i progressi fatti). Ripensiamo ai vecchi giochi shareware: ho comprato Descent dopo aver finito la versione ridotta almeno un paio di volte. Oppure Mount & Blade: ti permette di arrivare gratuitamente fino al sesto livello del tuo personaggio (ma mi è bastato a capire che mi piaceva, e l'ho acquistato).

Questa la mia opinione su cosa occorra fare per combattere la pirateria: "demo" approfondite, digital delivery (o altro modo per facilitare l'accesso), servizi aggiuntivi.

Dovremmo considerare il fatto che i videogiochi sono un prodotto software anomalo, ma neanche tanto (quindi è il caso di vederli un po' più come software, che porta maggiori guadagni dall'assistenza che dalla vendita, che non come medium).
« Last Edit: August 21, 2008, 09:04:38 by StM » Logged

Tanto per mettere una firma.
Simone 'Karat45' Tagliaferri
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« Reply #4 on: August 21, 2008, 12:33:46 »

Il discorso è tipo: lo fai e nessuno ti becca, quando ti beccano paga e zitto perché sei in torto marcio. Secondo me è un buon sistema... colpire persone a caso, fantastico. Se si sviluppasse un sistema con sentenze lampo, stile contravvenzioni, sarebbe una mecca...
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MrWolf
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« Reply #5 on: August 21, 2008, 19:28:58 »

Vero, ci vorrebbero delle "multe", che sveltirebbero tutto e potrebbero quindi essere più capillari, e a quel punto diventerebbe una cosa tipo autovelox, capita che ti beccano e paghi ad esempio la cifra equivalente a quello che hai scaricato in un anno Cheesy

Qui in UK questa cosa è venuta fuori e all'inizio sembrava la solita roba velleitaria per smuovere le acque, invece è andata avanti e si è fatta sempre più seria. Molti provider hanno già filtri e limiti per il traffico, insomma sembra che per la prima volta il tutto abbia abbastanza forza da cambiare davvero la percezione della gente, anche sui media è stato dato molto spazio (ovviamente) a questa vicenda.

Peraltro sono 4 giorni che litigo con il provider perchè mi hanno tagliato la connessione nel tentativo di spostare un exchange per conto di British Telecom, maledetti, vorrei minacciarli ma non so bene come, vorrei chiedere un rimborso ma tanto non pago io quindi non vale lo sforzo  Tongue



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Simone 'Karat45' Tagliaferri
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« Reply #6 on: August 21, 2008, 19:56:15 »

Che fai di bello in England?  Grin
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Emack
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« Reply #7 on: August 22, 2008, 22:38:05 »

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Emanuele Colucci.
Mario Morandi
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« Reply #8 on: August 23, 2008, 22:26:56 »

Certo che è penoso beccare proprio una madre disoccupata con due figli.
Avete mai pensato alle montature?
Del tipo "facciamo vedere che siamo cattivi e ingaggiamo una madre disperata, magari pagandola pure per questa messinscena, perché comunque èer avere gli IP dei "pirati" è necessario un aggiramento della legge sulla privacy e una burocrazia infinita"?

Comunque sia multare sarebbe molto giusto nel caso di titoli appena usciti. Es: occhio che se scarichi un titolo uscito nell'ultimo anno rischi veramente grosso.
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MrWolf
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« Reply #9 on: August 29, 2008, 21:21:55 »

Che fai di bello in England?  Grin

sono andato per fare un MA, ora forse rimango per lavorarci...
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z.e.r.o
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« Reply #10 on: September 03, 2008, 15:06:42 »




Interessante.

Però evitano sempre due punti salienti:

* Come si fanno le stime sui furti di beni digitali replicabili all'infinito?
* Perché assumere che la roba scaricata equivalga ad una copia in meno venduta?
* Chi assicura che quanto scaricato sia stato effettivamente utilizzato? (fornirebbe una parziale giustificazione di quanto sopra).

E viceversa:

* Perché le copie in digital delivery mi costano quando una copia fisica, se non di più, quando il costo di distribuzione si abatte a qualche euro (viste le scale e come lavorano bene le piattaforme di streaming, io direi anche pochi centisimi)?

Poi c'è da discutere perché ci sono tanti fessi che rischiano la galera quando ormai qualsiasi titolo, a darsi da fare, è reperibile legalmente a pochi euro (nuovo o usato, almeno sino a quando le corporazioni non decideranno che anche la compravendita dell'usato è furto). A volte basta aspettare qualche mese.

Cmq il problema è il valore aggiunto: l'intrattenimento ormai è per lo più spazzatura, quindi nessuno è disposto a spenderci soldi sopra, spesso anche gli appassionati. Se la gente non compera è perché gli utenti non reputano che quello che produci valga tanto. Io oltre a puntare il dito mi farei un esame di coscienza e capirei se valga la pena di continuare su questa linea (anche ora che le console stanno per diventare delle paytv...).

Si può non condividere però guarda caso chi fa roba molto verticalizzata campa senza troppi problemi (gli appassionati comperano e si accontentano perché vogliono SOSTANZA), va in crisi il produttore di massa (quello politicamente ed economicamente più potente), proprio lui che ha spinto per educare i consumatori ad un basso livello di qualità, così da poter aumentare il tasso di produzione dei contenuti e compensare l'abbassamento delle vendire... Ora che stanno superando la soglia dell'ottimo, iniziano a preoccuparsi.

Poco importa che la GI quest'anno ha superato l'home video: per ogni gioco venduto ci sono almeno 5 (se non 7) DVD venduti, quindi almeno sino a quando non si fa un 4x ce n'è ancora di strada da fare, e quello è il rapporto tra gamer e patate da salotto contro cui la GI dovrà combattere quando entreranno a regime i servizi di videostreaming...
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« Reply #11 on: September 03, 2008, 15:24:02 »

What's the meaning of "verticaliSSate"?
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« Reply #12 on: September 03, 2008, 15:25:22 »

Poi cmq altra cosa, ma il gioco originale venduto a LIVELLO MONDIALE a 10 euro in più del prezzo solito per poter poi vendere la copia usata allo stesso prezzo del nuovo ai negozi di fronte come fanno le grandi catene, non viene classificata come pirateria?

Vorrei sapere cosa penserebbe un manager videoludico se sapesse che SISTEMATICAMENTE quando compri un gioco nuovo od usato da GameSpot i dipendenti ti spingono a finirlo più in fretta possibile per avere dei trade-in ridicoli (e permettere loro di vendere più volte la stessa copia), oppure a non perdere tempo se il gioco non ti piace.
Di sicuro non è parliamo di un sano scambio di materiale usato, se si usano manovre di economia mondiale per scoraggiare l'acquisto e il possesso dei prodotti nuovi (e basta vedere quanto poco spazio su scaffale c'è per il nuovo, sempre e solo in preordine e perennemente in ritardo, anche se non è vero)... Sicuro che non facciano più male loro di un piratebay per pidocchi tirchi?

Per parlare di storia vissuta: una volta ho comperato uno Xenosaga usato ad un negozio di Viterbo, la commessa, nel momento in cui mi passava la busta, mi chiese se lo volessi ridare subito indietro per avere due altri RPG a costo zero (Evergrace e Kings Field non ricordo quale... affarone!). Ho chiesto alla signorina (propietaria dell'attività) se avesse seriamente intenzione di fare quel lavoro per molto tempo, visto che così andava contro gli interessi dell'industria che le dava da mangiare. Si è offesa senza capire cosa intendevo. Questa si che è consapevolezza.
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« Reply #13 on: September 03, 2008, 15:30:19 »

What's the meaning of "verticaliSSate"?

Mercato orizzontale: generico, abbraccia interessi e demografie diverse, costa molto di più produrre beni e promuoverli perché si deve convincere la gente che ne ha veramente bisogno. ES.: l'ennessimo action game per X360 che sarà il miglior gioco che devi avere per le prossime 2 settimane.

Mercato verticale: altamente specializzato, va incontro a specifiche richieste dei consumatori che VOGLIONO qualcosa fatto così. Diciamo che non si vende da solo ma non deve sicuramente correre dietro le persone una ad una. ES.: giochi che hanno community specifiche e che si autosostengono (Space Empires, i vari prodotti Paradox and so on...)

NON è vero che quello che è verticale non deve essere AAA (per es: Heroes of Might & Magic è un ottimo esempio). Diciamo che è vero che si possono accontentare di vendere meno perché, dall'inizio del progetto sanno esattamente quanto spendere per fare attivi (c'è una chiara idea del bacino di utenza) e quindi si possono fare ottimizzazioni su budget e features senza rischiare troppo.
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« Reply #14 on: September 03, 2008, 15:32:53 »

Capito, thanks.
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