Ma il consenso lo cerca il giocatore o il recensore?
Parliamone.
Perchè a me pare che i cugini di successo a cui neonati portali o riviste giovani si ispirano, abbiano dato ben altre opinioni su questo gioco di Ubisoft.
E tra Eurogamer.it e l'Eurogamer.net quale dei due ha più esperienza nel campo? Quale è più "critico"?
Chi nella recensione ha un approccio più critico?
Aldilà che per me la risposta è "nessuna delle due", gradirei conoscere l'opinione di chi lavora nel campo.
Perdonami, ma è una considerazione che non c'entra una mazza. Noi siamo totalmente svincolati dai cuginetti inglesi che per policy lasciano totalmente indipendenti da loro, le redazioni europee.
La gente che scrive e lavora su Eurogamer.it, i giornalisti, sono persone che come CV non hanno proprio una sega da invidiare ai nostri colleghi, anzi. Forse hanno anche un tantinello in più d'esperienza rispetto a diversi di loro
Per il discorso del più o meno critico, io la vedo così: c'è il giornalista. Punto. Deve essere critico e recensore insieme, o non vale una sega. Essere più l'uno o l'altro, al massimo, varia in funzione di una cosa che si chiama linea editoriale ed è propria di questa o quella rivista, in funzione del target che si vuole raggiungere
Si può fare critica, comunque, anche su una guida all'acquisto. L'errore che molti commettono è associare la critica stessa a non si sa bene quali espressioni di linguaggio e/o a un "confezionamento" dell'articolo in un modo particolare. Ma non è così.
La nostra opinione di PoP rispetto ai cugini deriva dal fatto che il nostro articolo l'ha scritto Dario Tomaselli. Il loro Tom Brawnell e hanno motivato i loro voti in maniera differente direi, giocando a fondo entrambi il gioco
La MIA posizione da direttore editoriale, è quella di lasciare carta bianca a chi scrive, se motiva quello che scrive. Ci sono le firme per quello
La MIA posizione da giocatore, è che Prince of Persia può essere un gioco che vale il 9 per certi aspetti, che non lo vale per altri. Il mio personalissimo voto sarebbe stato (e sono a qualche ora di gioco), comunque un 8
La MIA posizione da critico è che dire che PoP vale 4 o 5 è una minchiata apocalittica solo per come è confezionato e per quello che si vede su schermo, per come funziona e per quanto è curato. Un prodotto fatto così, di default, se proprio vogliamo appiccicare un numero su un pezzo, non può MAI partire dall'insufficienza, solo per come si presenta
E la tecnica IMHO resta l'unico parametro oggettivo alla base della critica
Ora, tornando al discorso di prima, questa mia affermazione sarebbe incontrovertibile se stessimo parlando di cinema e io fossi ritenuto in critico. Ma così non è e mi riallaccio al punto di partenza: vogliamo fare la riforma? Ma di che, siamo in ItalGlia.