Certamente la questione dei cabinati è un estremo, ma era lì per farmi capire meglio. E' altresì chiaro che le premesse di un gioco odierno siano diverse e che i salvataggi (giustamente) siano una parte indispensabile del tutto; non si potrebbe semplicemente immaginare un gioco da svariate decine di ore privo di essi.
Ciò nondimeno è davvero dai cosiddetti "bei tempi andati" che non provo vera tensione per la vita del mio personaggio. Sì, ci sono giochi che creano tensione e che magari fanno balzare sulla sedia, ma molto più a causa di effetti sorpresa o per atmosfera, più che per reale timore di finire la partita.
Ecco, in tal senso la mancanza di una scena di morte in un Silent Hill (tanto per fare un nome) avrebbe inficiato sì, ma proprio perché il genere a cui quel gioco appartiene cerca comunque di ristabilire quella sensazione di pericolo, in quel caso rafforzata dal fatto che si può salvare solo in certi momenti.
Ma un action... boh, non so, ma se questo fosse davvero il difetto maggiore di questo PoP allora forse prenderei in ipotesi di rivalutarlo. Per dire, anche in Two Worlds potevo rinascere ogni volta che morivo, idem in BioShock, ma per volontà mia non ho mai fatto uso di nessuna di queste due funzionalità. E questo non per la tensione, ma semplicemente perché non mi andava.