Qualche ricordo in proposito:
Zak Mc Kracken: avventura grafica della Lucas dannatamente cazzuta, ho impiegato più di un anno e mezzo per finirlo (oggi l'idea di rimettermici su non mi passa nememno lontanamente per la testa)
Super off-road: giochino di macchine con inquadratura dall'alto che aveva un modo assurdo per farti avanzare nei livelli (oltre a essere dannatamento tosto), in pratica dovevi rifare tutta la sequenza delle piste per ottenere quella nuova, una roba del tipo: fai la prima, poi la seconda, poi la prima, la seconda e la terza, poi la prima, la seconda, la terza e la quarta ecc...
The lost vikings (o qualcosa del genere): alcuni miei amici ci giocavano, io non ho mai osato tanto, era una sorta di puzzle/platform in cui potevi usare diversi vikinghi, una cosa di un intrippo allucinante, mai provato per paura.
Cmq anche in altri giochi ben più blasonati era molto presente quella che io chiamo una logica Trials and Errors (penso che ci pubblicherò un post qui su ars), grossolanamente: sequenze che non puoi portare a termine senza morire in continuazione che costringono a trovare la combinazione perfetta per andare avanti. Un'infinità dei giochi di un tempo funziona così, i primi due tomb raider non ne erano esenti ad esempio, il primo resident evil, addirittura qualche strategico in tempo reale funzionava così.
In generale comunque sono cose che col tempo si sono accantonate per una questione di accessibilità al videogame, ma credo che in buona misura ne abbiamo guadagnato, la linea tra difficoltà, logiche assurde e frustrazione era sin troppo sottile in molti vecchi videogame.