Mi spiace anche notare come una certa mentalità hard-core sia più puntata sul già visto (l'ennesimo Halo) che alla sperimentazione.
E quando sperimentano (penso a un Dead Space o meglio ancora a un Mirror's Edge) i risultati commerciali son quelli che sono.
Al che mi domando: come mai le 66 mila copie in USA di Madworld (titolo di nicchia su console di massa - da un team che non ha MAI fatto milionate -) su Wii fanno scalpore mentre i floppini dei due titoli EA appena citati su piattaforme con un pubblico (sulla carta) dal palato più fine passano quasi inosservati?
(ci torno dopo su questa faccenda)
Fra l'altro per Wii è uscito PES 2008 che più hardcore non si poteva, e gli appassionati di PES a cui l'ho mostrato, scusate il termine, si sono ca**ti sotto. "Troppo complicato". E insomma!
La versione (anzi, le versioni visto che è uscito anche quest'anno) Wii di PES rappresenta a mio modesto avviso una delle più grandi innovazioni della saga da SEMPRE. Viceversa sulle piattaforme nextgen il gioco presenta una palese "immaturità" dell'engine di Konami IMHO, assai più raffinato sulla precedente generazione. Dalla quale non a caso deriva proprio la versione Wii.
Però su PS360 c'è il graficone, vuoi mettere?

Dovremmo essere cresciuti e aver capito che ragionare con la solita dicotomia casual/hardcore non porta a nulla se non a identificare delle platee in modo neanche tanto preciso.
Sfondi una porta aperta nel mio caso. Tra l'altro secondo me il confine in parecchi casi è assai labile, e a seconda delle implementazioni può persino sparire: io credo che la strada da seguire sia quella di Mario Kart Wii, con (nello specifico) due setting di guida separati, uno più semplice per principianti e uno classico per utenza tradizionale.
A me non interessa se un titolo è definito casual o hardcore, se è costato tanto o poco, a me interessa che porti un significato, anche in termini di mero divertimento. Che, insomma, abbia con sé un concetto originale e non banale.
Qui però farei dei distinguo. Titoli dal concept originale ce ne sono pochissimi, sul non banale/divertente già è (per fortuna) più facile trovare degli esponenti, anche in virtù del fatto che quest'ultima caratteristica è estremamente soggettiva.
Nel 2006 la Nintendo introduceva il concetto di videogames per tutti ed eravamo tutti effettivamente contenti, dopo aver visto ciò che era avvenuto su DS. Curiosamente, nel 2009 lo stesso concetto, dopo aver visto a cosa ha portato (secondo me a uno scimmiottamento senza pudore di giochi in flash nella maggior parte dei casi), non siamo più tutti contenti.
Qui non posso che ribadire il mio pensiero (ad oggi: come è ovvio che sia penso che si debbano tirare le somme a fine generazione) a tal riguardo: il wiimote secondo me è già una rivoluzione, e questo grazie alla combinazione di HW (il pad appunto) e SW (Wii Sports) che hanno reso possibile accostare al videogioco tantissima gente.
Dal mio punto di vista, ovvero dal punto di vista di un giocatore di vecchia data, si tratta di una rivoluzione a metà: come (se non erro anche qui) ho scritto più volte, mi aspettavo molto di più dal motion sensing e molto di meno dal puntamento diretto. Invece il motion sensing si è rivelato molto più limitato di quanto si pensasse o comunque non è stato sfruttato a dovere, viceversa dal puntamento diretto sono arrivate cose a mio avviso estremamente interessanti in vari generi ludici.
FPS, TPS, RTS e persino alcuni sportivi (il già citato PES è un eccellente esempio) su console sono cambiati IMHO in meglio grazie alla combo wiimote+nunchuck: tremo al solo pensiero che questo setup possa non diventare quantomeno un'opzione (non dico uno standard, sebbene sia convinto pienamente della sua bontà) in futuro, per quanto mi riguarda il doppio analogico in questi generi è già in pensione.
Al solito c'è chi preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno e c'è chi preferisce vederlo mezzo vuoto. In ogni caso, è comunque per metà carente di sostanza.
Parliamoci chiaro, per me Mario Galaxy 2 è L'Annuncio della fiera, ma obiettivamente se confrontiamo le tre conferenze Nintendo ne esce maluccio. Ma del resto per quanto sia un colosso, è realistico pensare che da sola possa sfornare un numero di titoli AAA paragonabile alla somma delle varie Epic, Capcom, EA, Activision & Co. ?
Ed è qui che si torna a quello che è secondo me il vero dramma del Wii: il supporto delle terze parti.
Sia ben chiaro (per chi non lo sapesse possiedo anche PS3 e un discreto PC come macchine da gioco "home") che io NON mi lamento della mancanza del porting, che so, di Assassin's Creed o di Mass Effect o di Lost Planet. Credo infatti che avere lo stesso titolo delle controparti più potenti in linea di massima non sia molto utile, o perlomeno non era questo a cui pensavo quando ho scelto di puntare sul Wii: se volessi potrei giocarli su PS3/PC (o 360 quando possedevo anche la console MS), ma a me interessa altro.
Secondo me servono titoli sviluppati ad-hoc, non porting castrati che inevitabilmente finiscono per essere ignorati dall'utenza. E i titoli ad-hoc devono essere adeguatamente finanziati, pubblicizzati, realizzati da team di serie A e non affidati in outsourcing (con tutto il rispetto) a qualche sconosciuta software house.
"Tutto inutile, tanto non venderebbero", obietterà qualcuno.
Non lo so. Credo che un titolo con TUTTE le caratteristiche di cui sopra non sia ancora uscito su Wii. E credo anche che ci sia una stramaledetta base hardcore in mezzo a quei 50 milioni di utenti. Naturalmente non sono in grado di quantificarla, ma al tempo stesso mi rifiuto categoricamente di credere che le milionate di Zelda, Mario & Co. siano state interamente acquistate dalla stessa gente che vuole dimagrire con Wii Fit.
Io dico che un mercato Wii a cui vendere giochi che qualcuno definisce "seri" esiste, ma che finora quasi nessuno (a naso citerei le eccezioni Sega e Capcom) ci ha voluto investire un centesimo. Contenti loro...
