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Autore Topic: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture  (Letto 6900 volte)

Walker

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Come accennato nel post ( http://arsludica.org/2009/07/06/roma-media-festival ) dedicato al Roma media festival apro questo thread per parlare degli spunti emersi durante l'intervista con Marco Accordi Rickards.

Marco durante l'intervista ha ripetuto spesso la parola "retrogaming" in riferimento alla possibilità per AIOMI di fare rete con le diverse realtà della cultura del videogame in Italia, io credo che sia opportuno estendere l'"appello" anche ad altri aspetti della cultura del videogame che spesso affrontiamo qui su Ars Ludica (e che vengono proposti in tanti altri siti ovviamente). Ok il discorso sull'analisi storica ma secondo me si dovrebbe puntare anche su approfondimenti che abbiano sì una prospettiva storica ma che non si fermino a quello, penso alle analisi sull'estetica, sulle logiche di gameplay, sugli aspetti narrativi, sulle dinamiche sociali, i rapporti intermediali e chi più ne ha più ne metta.

Sulla questione di un'eventuale certificazione da parte di AIOMI al momento è forse troppo presto, ho la sensazione che ora come ora potrebbe essere vista come un'etichetta vuota dal vago sapore di marchetta. Potrebbe essere uno step successivo, conseguente al raggiungimento da parte dell'associazione del suo obiettivo di essere un punto di riferimento per la cultura del videogame in Italia. Comunque (sempre rigorosamente imho) è un'ottima idea per il futuro, sarebbe bello se si riuscisse a lavorarci tutti insieme.

Mi pare che siano questi gli spunti più importanti emersi nell'intervista, che ne dite?
« Ultima modifica: Luglio 07, 2009, 06:35:45 da Walker »
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Ziggybee

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #1 il: Luglio 06, 2009, 10:31:14 »

Perdonami la criticità fine a sé stessa ma ci è giunta voce che AIOMI non ha proprio tutti i crediti che pubblicizza... Poi magari qualcuno mi smentisce e ci dimostra che non è vero quello che ci hanno detto alcuni insider.

Io sono molto critico sulle associazioni all'italiana. Da quante persone è stata fondata? Cosa fa? Chi la rappresenta? Ha un valore per l'industria internazionale? Quanto vale la sua certificazione? Perché non certifichiamo noi? (domanda idiota ma se pensi che bastano un paio di persone per fare una ass cul non vedo perché no).

Credo che al momento l'unico punto su cui si può essere concordi è che alcuni dei maggiori esponenti (o semplicemente più visibili) della stampa videoludica italiana ne fanno pare e questa è un'occasione che a molti "giornalisti" emergenti farebbe comodo (di solito questo tipo di associazioni vanno avanti proprio in virtù del corporativismo, purtroppo, nel gaming è un trend nuovo ma in altri settori sta piaga c'è dagli anni 60).

Ma da qui ad arrivare a farsi certificare dal solito presidente unico e membro fondatore di... Poi facciamo una figura barbina tipo l'evento eSport a Roma di quest'inverno
« Ultima modifica: Luglio 06, 2009, 10:33:59 da z.e.r.o »
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Matteo Anelli

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #2 il: Luglio 06, 2009, 13:03:39 »

Sono daccordo sui flame.

Io ormai sono demoralizzato su un tema che per me è fondamentale ma presupporrebbe pensiero critico da parte di chi legge: commentare piuttosto che recensire. Fare critica vera, non come quella, scadente delle recensioni cinematografiche sui giornali, ma parlare di cosa merita di essere analizzato di un titolo, anche di un titolo mediocre.

Vedi il flame su Prototype (o quello in salsa hardcore che ci fu per Battle Fantasia) che è sorto perché parlo degli aspetti migliori e più significativi del gioco, ho liquidato i peggiori nella intro e non ho messo un voto (non più di un concreto 7.5, per chi se lo chiedesse). La cosa bella (anche se non sono stato a sottilizzare) è che molti dei commenti erano basati su una giocata superficiale, quindi anche se argomentati erano privi di evidenze reali (ma non potevo mettermi a spoilerare mezzo gioco perché la maggior parte ha criticato tutto senza essere nemmeno arrivato all'ora di gioco).

Poi inoltre trovo del tutto delirante il fatto che anche esimi giornalisti non riescono più a capire che c'è una differenza sostanziale tra divertimento interattivo e divertimento ludico (e qui non mi riferisco alla reazione a Prototype ma basta guardarsi intorno sui pareri che si danno ai giochi che non vogliono fare cinematografia interattiva e vogliono solo farti giocare). Insomma, un gioco "arcade" nel senso più ampio del termine è degno di nota solo se è trendy, altrimenti è sempre superficiale, la storia si doveva chiarire meglio, il comparto tecnico (ma ha ancora senso oggi parlare di questo dove il gioco peggiore ha comunque una resa a video molto buona?) non è all'altezza. Poi le considerazioni sul prezzo le odio. Mica parliamo di automobili! Parliamo di roba che tra qualche mese costa 10 euro, il prezzo è un fuorviante metro di giudizio.

Di questo passo anche Ikaruga sarà criticato perché poco cinematico, dura poco e perché non ci pone di fronte ad un semplicistico dilemma morale per avere gli immancabili finali a scelta multipla da checklist di produzione.

Oh, in realtà è già successo!
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Matteo Anelli

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #3 il: Luglio 06, 2009, 13:07:51 »

posto che condivido le riflessioni di ABS e z.e.r.o. (così non perdo tempo a pensare), il problema principale rimane, secondo me, che chi si erge a paladino della cultura videoludica di cultura ne fa proprio pochina. :boh2:
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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #4 il: Luglio 06, 2009, 21:44:10 »

ABS, allora che tipo di manifestazioni proporresti?
Nel senso: le accorperesti ad eventi di altro genere? Oppure simili, come succede con GameCon (che mette insieme gioco classico, fumetti e videogiochi)?
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Emanuele Colucci.

Walker

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #5 il: Luglio 07, 2009, 06:54:23 »

Sulla questione dell' "ansia intellettualoide" non sono molto d'accordo.

Ho sempre rilevato una certa tendenza a voler autorizzare a tutti i costi un discorso culturale sul videogame (se ne discuteva di recente qui: http://friendfeed.com/invaders-den/c5b38c73/non-so-se-l-avete-letto-ma-notevole ), ma mi pare che diventi un problema solo quando viene fatto con la faciloneria di chi non ha tanto da dire.

Penso che pian piano si farà un po' di selezione naturale tra tutta la "game fuffa" e delle riflessioni più interessanti sul videogame.

Cmq per testimonianza diretta posso dire che questo discorso non è molto attinente all'evento in questione, anzi, come ho scritto nel post magari ci si poteva aspettare qualcosa di più proprio dalla parte di approfondimento.
In questo caso niente ansia intellettualoide insomma : P

Sul concetto "cultura a piccole dosi" senza strafare sono perfettamente d'accordo.
Bisogna partire da cose semplici, ben realizzate, che riescano a intrattenere ma al momento opportuno approfondire, non banalizzare, creare l'occasione perchè un discorso culturale emerga da sè.
Federico e Lucio nel loro intervento ci sono riusciti (a prop. potete vederlo qui: http://www.gamescollection.it/events/show/19/4), è quella la direzione su cui lavorare imho.
« Ultima modifica: Luglio 07, 2009, 07:01:49 da Walker »
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Walker

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #6 il: Luglio 07, 2009, 07:10:41 »

@Matteo Anelli

Magari tutte le critiche fossero "fini a se stesse" come la tua...
Mi sembra che il tuo discorso sia ben circostanziato e utile per degli spunti di riflessione.

Sulle questioni riguardanti l'associazione e tutto il resto chiaramente è metalmark la persona che può rispondere meglio (gli ho segnalato post e thread, credo non mancherà di dare un suo contributo alla discussione); per quanto riguarda l'approccio critico e meno re-censorio siamo perfettamente in sintonia, tanto più che senza un minimo di prospettiva storica non è sempre semplice dare giudizi forti sui titoli, spesso si prendono clamorose cantonate e questo non può che rendere meno interessante la critica videoludica.

Ziggybee

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #7 il: Luglio 07, 2009, 10:42:01 »

posto che condivido le riflessioni di ABS e z.e.r.o. (così non perdo tempo a pensare), il problema principale rimane, secondo me, che chi si erge a paladino della cultura videoludica di cultura ne fa proprio pochina. :boh2:

Ti riquoto e aggiungo: che senso ha fare "cultura videoludica"? Sempre cultura è! Se si continua a mantenere tutto dentro uno stereotipo ci si autoghettizza come i metallari, i goth o i religiosi radicali... Insomma, secondo me è fondamentale un punto di contatto. Alla fine i videogames sono solo l'altra faccia della moderna pop-Culture rappresentata sin'ora solo dalla cricca di Amici e dei Reality, alzare dei muri non fa altro che prendere il peggio di entrambi i mondi: gli haters e gli hardcore.
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Matteo Anelli

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #8 il: Luglio 08, 2009, 19:42:39 »

Io ci sono, ma... a che domande devo rispondere? Molte cose dette qui presuppongono di non aver neppure ascoltato la chiacchierata tra me e Ars Ludica.
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Emack

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #9 il: Luglio 09, 2009, 23:18:53 »

Io ci sono, ma... a che domande devo rispondere? Molte cose dette qui presuppongono di non aver neppure ascoltato la chiacchierata tra me e Ars Ludica.

Io l'ho ascoltata! :)

Tu hai affermato di voler combattere il concetto di "Satana" che permea il medium videoludico, e hai insistito su questo punto per tutta l'intervista (che condivido per larga parte): non sarebbe meglio, forse, per sdoganare i videogiochi, essere un po' meno autoreferenziali e abbracciare anche manifestazioni eterogenee?
Michele dice bene che la cultura videoludica in Italia è fatta di isole, quindi non sarebbe saggio unirle? Troppo spesso ho visto farsi la guerra in Italia per una sorta di sindrome da prime donne: manifestazioni quasi in contemporanea (penso che si sia capito a cosa mi riferisca), campanilismo, e via discorrendo. Non credi che questo faccia male allo sviluppo di una coscienza comune?
Vorrei capire un attimino come vuole distinguersi AIOMI nel panorama italiano...
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Emanuele Colucci.

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #10 il: Luglio 09, 2009, 23:53:46 »

Rifaccio le stesse domande anche se un possono apparire provocatorie: chi si unisce ad AIOMI da chi verrebbe rappresentato?

E' un'organizzazione a candidatura aperta (che ne so, tipo IGDA) oppure c'è un insindacabile capo eletto all'unanimità a vita quando c'erano 3 soci come molte associazioni culturali dei VG in giro in Italia (e un po' tutte le palestre nazionali ;) )? Ogni quanto è previsto un cambio di leadership? Chi prende le decisioni importanti?

Inoltre, come ho scritto sopra, AIOMI chi rappresenta? Ovvero chi sono i suoi membri e come sono "aiutati" o "valorizzati"?

Visto che IGDA organizza capitoli un po' per qualsiasi cosa (anche per la divulgazione e le iniziative culturali) perché creare un organizzazione tutta nostra invece che diventare un elemento di un sistema più grande, aperto, disponibile, internazionale e strutturato?

In soldoni: chiedendo aiuto per vari progetti (tecnici) negli anni passati, sui forum IGDA dedicati al pubblico sono stato aiutato e consigliato da gente del calibro di Muzyka, Kostikyan etc... Chi ci possiamo aspettare che appoggi AIOMI (il contesto è ovviamente diverso, ma la domanda rimane: che rappresentatività c'è?)?
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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #11 il: Luglio 10, 2009, 03:02:34 »

Ok le perplessità e i dubbi però cerchiamo di raccogliere anche qualche proposta.

Su, c'abbiamo Obama in casa, facciamo un po' di buon americanismo, non chiediamo solo cosa può fare AIOMI per noi, pensiamo anche a cosa potremmo dare alla cultura del videogame e a una realtà che si batte per questo.

Marco ha parlato chiaramente della necessità di fare autocritica e un bilancio delle attività svolte e allo stesso tempo mi è sembrato molto aperto a eventuali proposte per migliorare.

Credo che una realtà come la nostra possa dare tanto, sono anni che parliamo del videogame come medium, abbiamo articoli di approfondimento, sperimentazioni di format per raccontare le esperienza videoludiche, retrospettive, interviste, recensioni innovative, articoli tecnici divulgativi, speculazioni artistiche, sociologiche e chi più ne ha più ne metta...
Perchè non proporle con la viva voce degli autori agli eventi?
Perchè non confrontarci insieme in tavole rotonde tematiche portando la nostra visione del vg?
Perche non... (metteteci la vostra idea)

Penso che queste cose siano molto interessanti per AIOMI, perchè non valorizzarle insieme?

Maelzel

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #12 il: Luglio 10, 2009, 10:24:58 »

La barriera principale, secondo me, è che un'associazione di promozione culturale che propone come esempi di cultura videoludica produzioni estere, non può certo funzionare per l'Italia.
Una cultura viene accettata quando essa in qualche modo si integra e viene rielaborata "in loco".

Con il livello attuale dell'industria videoludica italiana, è paradossale parlare di promozione culturale poichè semplicemente si tratterebbe di dire "guardate questa espressione americana o giapponese! Questa è cultura".
E invece per un'accettazione del videogioco a tutti i livelli della società italiana, andrebbe mostrato che l'Italia è in grado di produrre qualcosa di proprio, secondo dei parametri comprensibili agli italiani e non solo ai filoamericani o agli otaku o a chi sa quale altro filopaese.

Nella situazione odierna è forse più utile un'associazione di promozione industriale, mi sa.
Una volta sviluppata un'industria solida, si potrà fare un passo successivo.

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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #13 il: Luglio 10, 2009, 11:27:08 »

Ok le perplessità e i dubbi però cerchiamo di raccogliere anche qualche proposta.

Su, c'abbiamo Obama in casa, facciamo un po' di buon americanismo, non chiediamo solo cosa può fare AIOMI per noi, pensiamo anche a cosa potremmo dare alla cultura del videogame e a una realtà che si batte per questo.

Marco ha parlato chiaramente della necessità di fare autocritica e un bilancio delle attività svolte e allo stesso tempo mi è sembrato molto aperto a eventuali proposte per migliorare.

Credo che una realtà come la nostra possa dare tanto, sono anni che parliamo del videogame come medium, abbiamo articoli di approfondimento, sperimentazioni di format per raccontare le esperienza videoludiche, retrospettive, interviste, recensioni innovative, articoli tecnici divulgativi, speculazioni artistiche, sociologiche e chi più ne ha più ne metta...
Perchè non proporle con la viva voce degli autori agli eventi?
Perchè non confrontarci insieme in tavole rotonde tematiche portando la nostra visione del vg?
Perche non... (metteteci la vostra idea)

Penso che queste cose siano molto interessanti per AIOMI, perchè non valorizzarle insieme?

Le domande che ho fatto io vogliono proprio capire che peso abbia l'"insieme" in tutto ciò.

Un'associazione di promozione culturale (e, direi, ancora più importante, di comunicazione e divulgazione) funziona bene solo grazie ad una rotazione (ci si può sempre ricandidare eh!) delle figure di coordinamento per essere rappresentativa delle correnti di pensiero di tutti i suoi membri.

Non è sufficiente organizzare gli eventi, bisogna anche farci venire le persone giuste, purtroppo. E questa è la parte più difficile.

Tra le altre cose questo non esclude che non si possa aiutare AIOMI a fare qualcosa, se ha uno statuto realmente democratico e meritocratico.
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Re: Spunti dal Roma media festival: AIOMI come network per la game culture
« Risposta #14 il: Luglio 10, 2009, 15:07:31 »

Si ok, si richiede organizzazione e trasparenza, ma non sono né un partito politico, né una società a scopo di lucro, e soprattutto si tratta di una realtà giovane.

Le tue domande vanno bene Matteo, ma non sono d'accordo debbano essere motivo di supporto o meno alle iniziative perchè richiedono dimensioni tali da giustificare uno sforzo organizzativo che francamente al momento non mi sembra fondamentale.
Per cui facciamole a patto che siano parte di un percorso parallelo in cui parliamo anche di cosa potremmo fare per dare una mano no?
Mi pare siano partiti con le migliori intenzioni, con iniziative lodevoli e seppur con qualche mancanza organizzativa sempre con grande trasparenza.

Il discorso è semplice: a fare critiche siamo bravi tutti, per cambiare le cose serve qualcosa in più, mettersi in gioco appunto.

A me sembra ne valga la pena, spero di non essere l'unico...
 

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