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Autore Topic: L'inutile arte di Braid  (Letto 10440 volte)

Monopoli

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L'inutile arte di Braid
« il: Agosto 15, 2009, 13:36:51 »

[Tutto questo thread contiene spoiler pazzeschi!]

Voglio parlare con voi, oggi, di Braid.

Braid, che secondo me è un gioco estremamente brillante e splendido da giocare, ha secondo me una pecca.
Quella di voler assolutissimamente fare arte.

Allora, vediamo i vari elementi di Braid:
- il gioco in sè, con tutti i suoi modi di gestire il tempo
- i libri
- il finale (doppio) dove si insegue la principessa
- il finale in cui si leggono gli ultimi libri e si guarda il castello di carte raccolto

l'Arte è il modo in cui un artista trasmette le sue emozioni al pubblico (o semplicemente ne suscita) tramite l'uso di un mezzo.
Questa è in genere una definizione accettata.

Braid vuole disperatamente essere arte e, a quanto pare, spiega il terribile senso di colpa dello scienziato che fece la bomba atomica.
Questo finale (che conoscete anche senza giocare se avete letto la recensione di Babel) è una interpretazione che parrebbe accettata.

In più gli autori ci dicono che i mondi sono frutto della mente dello scienziato protagonista del gioco, che pensa "e se il mondo fosse così?"

Ok, ora veniamo al modo in cui va capito:
- bisogna avere dei prerequisiti precisi: bisogna aver seguito tutti i passi della creazione della bomba atomica, leggendo articoli, cercando scritti, leggendo interviste e citazioni
- bisogna leggere tutti i libri e identificare tutte le citazioni
- bisogna finirlo, poichè fino alla fine il gioco è un bellissimo gioco con dei paesaggi evocativi (e conigli carnivori) e testi difficilmente riassumibili.

Quindi possiamo dire che l'interpretazione di braid arriva solo, soltanto e solamente dai libri messi all'inizio dei livelli e per capirli è necessario un background non indifferente, seguito da una documentazione capillare.
Si arriverà poi ad una conclusione, che potrebbe non essere del tutto corretta, poichè ci sono comunque elementi estranei, probabilmente dettati dalla non completa lucidità artistica degli autori.

Questa non è arte, secondo me.
L'arte, la GRANDE arte, è comprensibile ed apprezzabile dalle masse, senza che le masse debbano conoscere il medium.

Prendiamo la musica, la mia grande seconda attività: i grandi musicisti del passato, i pilastri della musica, erano seguiti sì dai regnanti e dai compositori, ma anche dal pubblico.
Prendiamo Verdi. Verdi è stato un grandissimo operista, scrivendo musica eccezionalmente ricca ed importante da un punto di vista musicale e tecnico, ma nel contempo assolutamente apprezzabile da chiunque.

Non era (è) musica scritta per musicisti, ma musica scritta per tutti e questo senza sacrificare la musicalità, la complessità, la ricchezza del brano.
Quella è ARTE. Verdi descriveva i suoi personaggi scavando nella loro psiche e li rendeva comprensibili alle masse.

Braid invece vuole essere criptico: dice frammenti di frase, da indizi contrastanti, propone scritti enigmatici.
Questo è un "gioco nel gioco", un risolvere un mistero. E' divertente e arrivare alla conclusione da soddisfazione.

Ma alla fine, quello che si prova è soddisfazione per aver risolto l'enigma, non la rabbia, lo struggimento, il pentimento e l'odio per sè stessi del famoso scienziato.
Non è l'artista a decidere quello che proverà il fruitore della sua arte e la soddisfazione potrebbe essere comunque un risultato vincente, ma è arte un cruciverba?
E' arte un enigma di scacchi?

Ed è qui che voglio arrivare: l'arte di Braid è inutile, perchè gli autori l'hanno nascosta sotto ad un enigma, che offusca completamente il loro scopo.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #1 il: Agosto 15, 2009, 13:45:10 »

Ho visto la cripticità di Braid come una spruzzata di malinconia all'atmosfera di gioco. Mi sono goduto ogni singolo livello e me ne sono sbattuto delle interpretazioni. Non vedo come una colpa il fatto che *per me* quella che tu intendi come pretesa d'arte sia stata inutile... se a qualcuno interessa, be', contento lui contenti tutti.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #2 il: Agosto 16, 2009, 05:36:04 »

Questa non è arte, secondo me.
L'arte, la GRANDE arte, è comprensibile ed apprezzabile dalle masse, senza che le masse debbano conoscere il medium.

quello che scrivi è molto interessante, ma su questo passaggio mi trovo in disaccordo. penso sarebbe più corretto definirla arte "accessibile", non grande arte.
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memex

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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #3 il: Agosto 16, 2009, 11:54:00 »

Questa non è arte, secondo me.
L'arte, la GRANDE arte, è comprensibile ed apprezzabile dalle masse, senza che le masse debbano conoscere il medium.

quello che scrivi è molto interessante, ma su questo passaggio mi trovo in disaccordo. penso sarebbe più corretto definirla arte "accessibile", non grande arte.

più che altro l'arte (tutta l'arte) ha più livelli di fruibilità. il 99% delle persone che vedono la cappella sistina o la gioconda (tazze di the a parte) non comprendono ciò che vedono perchè non conoscono il medium.

ciò non toglie che possano (giustamente) apprezzare ciò che vedono, ma la differenza con medium (o, nel medesimo medium, con opere d'arte meno note) è solo nella fama delle opere, che dà la sensazione che siano più accessibili al grande pubblico.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #4 il: Agosto 16, 2009, 18:25:39 »

Sono d'accordo, l'avevo scritto pure io su The Path.

Non può essere considerata arte (o genialità nel game design) qualcosa che necessita che l'utente si documenti (e molto) prima di inizare anche solo a giocare, altrimenti non capisce.

Purtroppo l'entusiasmo effimero che accompagna i giochi indie che escono sui castranti canali mainstream è fatto di marketing ed un sacco di hype, come i cugini più grandi.

Diciamo che Braind è poco sopravvalutato, rispetto a The Path.

Almeno a Braid riesci a giocare e, anche se non capisci bene cosa accade, ti diverti, per lo meno.
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #5 il: Agosto 17, 2009, 10:52:17 »

Perdonatemi... ma voi guardando il Giudizio Universale di Michelangelo vedete arte accessibile alle masse? E il David? No, dico, basta con queste cazzate, con tutto il bene che vi posso volere. Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale. Lo stesso vale per la letteratura, per il cinema, per la scultura e per tutto ciò che è arte. Lo stesso vale anche per le altre forme culturali, oppure pensate che sia facilissimo "leggere" un tatuaggio ben fatto?

Monopoli

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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #6 il: Agosto 17, 2009, 11:38:32 »

Perdonatemi... ma voi guardando il Giudizio Universale di Michelangelo vedete arte accessibile alle masse? E il David? No, dico, basta con queste cazzate, con tutto il bene che vi posso volere. Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale. Lo stesso vale per la letteratura, per il cinema, per la scultura e per tutto ciò che è arte. Lo stesso vale anche per le altre forme culturali, oppure pensate che sia facilissimo "leggere" un tatuaggio ben fatto?

Credo che un conto sia "apprezzare" mentre un altro sia "capire".
Se per capire un'opera puo' essere necessario documentarsi e capire tante cose, per apprezzarla non e' necessario.

Come hai detto tu, il volgo vede un bel disegno, mentre il critico vede il significato. Come nella musica, il volgo sente una roba che gli piace, mentre il compositore ed il critico sentono le ansie, le gioie e cosi' via.
Nel caso di braid, invece, se leggi i libri leggi una cosa strana e senza significato, che senza una corretta analisi sono semplicemente parole buttate li' senza senso.

Quindi in questo caso, per il volgo e' una collezione di parole, mentre per l'esperto di storia contemporanea "forse potrebbe essere qualcosa sulla bomba atomica".
ritengo che questo sia anche dovuto ad una non chiarezza artistica degli autori: sono dell'idea che loro stessi non siano certi di come affrontare la cosa in maniera criptica ma piacevole.

Ripeto che sto dividendo il gioco dal suo piu' recondito significato: se il gioco e' secondo me assosolutamente grandioso, il significato insito e' nascosto in una maniera che reputo artisticamente non valida.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #7 il: Agosto 17, 2009, 11:43:56 »

Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale.

assolutamente d'accordo. senza cultura non possono esistere gli strumenti di giudizio e ogni critica diventa sterile. altrimenti si corre il rischio di fare come quei personaggi che bollano cult (cult: ciò che piace a una cerchia ristretta che ha particolari metri di giudizio - per me è come dire snob) i film con lino banfi solo perchè a loro son piaciuti, perchè son feticisti, perchè hanno nostalgia. a-critica. tifo da stadio.

ci sono poi piccole eccezioni ed episodi che non necessitano di enormi conoscenze per essere recepiti. faccio un esempio: quando la fontana di trevi è stata dipinta di rosso. immagine forte e destabilizzante che quasi tutti possono recepire, quindi forma d'arte.
il mondo dei tatuaggi invece necessita di un bagaglio culturale più leggero della critica cinematografica, proprio perchè quella dei tatuaggi è una forma di rappresentazione molto più "limitata" (la pelle è pelle) che quella cinematografica.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #8 il: Agosto 17, 2009, 14:16:47 »

Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale.
ci sono poi piccole eccezioni ed episodi che non necessitano di enormi conoscenze per essere recepiti. faccio un esempio: quando la fontana di trevi è stata dipinta di rosso. immagine forte e destabilizzante che quasi tutti possono recepire, quindi forma d'arte.

beh, ci vuole un minimo di background anche per posizionare quanto da te citato al di la o al di qua della linea (rossa) del vandalismo.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #9 il: Agosto 17, 2009, 14:54:56 »

Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale.
ci sono poi piccole eccezioni ed episodi che non necessitano di enormi conoscenze per essere recepiti. faccio un esempio: quando la fontana di trevi è stata dipinta di rosso. immagine forte e destabilizzante che quasi tutti possono recepire, quindi forma d'arte.

beh, ci vuole un minimo di background anche per posizionare quanto da te citato al di la o al di qua della linea (rossa) del vandalismo.

hai ragione, ma la linea in realtà era nera (l'autore proveniva da ambienti della destra sociale romana) e fu per questo che l'allora sindaco veltroni parlò di vandalismo, mostrando l'elasticità mentale di un surgelato findus. sinceramente poi penso che l'autore abbia perso tutta la sua carica nelle successive "azioni" (ricordo le palline colorate in piazza di spagna, una scena fiacca) e non sono nemmeno un fanboy di questi esperimenti di metapolitica. semplicemente mi sembrava un esempio (la fontana) calzante di arte anomala, un caso limite se vogliamo. comunque un'eccezione.
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #10 il: Agosto 17, 2009, 15:01:01 »

Perdonatemi... ma voi guardando il Giudizio Universale di Michelangelo vedete arte accessibile alle masse? E il David? No, dico, basta con queste cazzate, con tutto il bene che vi posso volere. Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale. Lo stesso vale per la letteratura, per il cinema, per la scultura e per tutto ciò che è arte. Lo stesso vale anche per le altre forme culturali, oppure pensate che sia facilissimo "leggere" un tatuaggio ben fatto?

Credo che un conto sia "apprezzare" mentre un altro sia "capire".
Se per capire un'opera puo' essere necessario documentarsi e capire tante cose, per apprezzarla non e' necessario.

Come hai detto tu, il volgo vede un bel disegno, mentre il critico vede il significato. Come nella musica, il volgo sente una roba che gli piace, mentre il compositore ed il critico sentono le ansie, le gioie e cosi' via.
Nel caso di braid, invece, se leggi i libri leggi una cosa strana e senza significato, che senza una corretta analisi sono semplicemente parole buttate li' senza senso.

Quindi in questo caso, per il volgo e' una collezione di parole, mentre per l'esperto di storia contemporanea "forse potrebbe essere qualcosa sulla bomba atomica".
ritengo che questo sia anche dovuto ad una non chiarezza artistica degli autori: sono dell'idea che loro stessi non siano certi di come affrontare la cosa in maniera criptica ma piacevole.

Ripeto che sto dividendo il gioco dal suo piu' recondito significato: se il gioco e' secondo me assosolutamente grandioso, il significato insito e' nascosto in una maniera che reputo artisticamente non valida.

Però, alla fine, gli strumenti per decodificare parte dell'opera li hai trovati, che ti piaccia o meno. Inoltre, arrivando in fondo a Braid è possibile rileggere tutto il gioco chiarificandone il senso (almeno in parte), anche senza sapere da dove vengono le citazioni. Magari qualcosa può sfuggire, ma fa parte del gioco della conoscenza... anche perché non è detto che, ad esempio, leggendo un libro uno debba per forza capirlo tutto. Magari ne capirà una parte, poi leggerà altro, magari molto altro e, tornando al primo libro, riuscirà a comprenderlo di più. Il problema della "fruibilità" di un'opera è aperto a varie interpretazioni, ma poniti un quesito: che cultura dovrebbe considerare chi crea qualsiasi cosa? Perché, ormai, chi mira a creare opere (in ogni campo) più complesse di "pappa, mamma, spara, cattivi, buoni, sesso con bonazza/o" viene additato come intellettualoide snob che, per usare un'espressione di Daniele Silvestri, complica il pane? E se il fine non fosse il pane?

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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #11 il: Agosto 17, 2009, 15:11:44 »

Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale.
ci sono poi piccole eccezioni ed episodi che non necessitano di enormi conoscenze per essere recepiti. faccio un esempio: quando la fontana di trevi è stata dipinta di rosso. immagine forte e destabilizzante che quasi tutti possono recepire, quindi forma d'arte.

beh, ci vuole un minimo di background anche per posizionare quanto da te citato al di la o al di qua della linea (rossa) del vandalismo.

hai ragione, ma la linea in realtà era nera (l'autore proveniva da ambienti della destra sociale romana) e fu per questo che l'allora sindaco veltroni parlò di vandalismo, mostrando l'elasticità mentale di un surgelato findus. sinceramente poi penso che l'autore abbia perso tutta la sua carica nelle successive "azioni" (ricordo le palline colorate in piazza di spagna, una scena fiacca) e non sono nemmeno un fanboy di questi esperimenti di metapolitica. semplicemente mi sembrava un esempio (la fontana) calzante di arte anomala, un caso limite se vogliamo. comunque un'eccezione.

non mi riferivo a questioni politiche; il rosso era solo riferito al colore della vernice nell'acqua. ;)

ciò detto se non hai un minimo di strumenti riguardo al medium arte non puoi fare la distinzione col vandalismo.
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« Risposta #12 il: Agosto 17, 2009, 16:27:44 »

Perdonatemi... ma voi guardando il Giudizio Universale di Michelangelo vedete arte accessibile alle masse? E il David? No, dico, basta con queste cazzate, con tutto il bene che vi posso volere. Le masse al massimo vedono dei bei disegni appesi a un muro, se si vogliono comprendere certe opere, soprattutto quelle più famose che, apparentemente, hanno detto tutto, bisogna avere un certo background culturale. Lo stesso vale per la letteratura, per il cinema, per la scultura e per tutto ciò che è arte. Lo stesso vale anche per le altre forme culturali, oppure pensate che sia facilissimo "leggere" un tatuaggio ben fatto?

Credo che un conto sia "apprezzare" mentre un altro sia "capire".
Se per capire un'opera puo' essere necessario documentarsi e capire tante cose, per apprezzarla non e' necessario.

Come hai detto tu, il volgo vede un bel disegno, mentre il critico vede il significato. Come nella musica, il volgo sente una roba che gli piace, mentre il compositore ed il critico sentono le ansie, le gioie e cosi' via.
Nel caso di braid, invece, se leggi i libri leggi una cosa strana e senza significato, che senza una corretta analisi sono semplicemente parole buttate li' senza senso.

Quindi in questo caso, per il volgo e' una collezione di parole, mentre per l'esperto di storia contemporanea "forse potrebbe essere qualcosa sulla bomba atomica".
ritengo che questo sia anche dovuto ad una non chiarezza artistica degli autori: sono dell'idea che loro stessi non siano certi di come affrontare la cosa in maniera criptica ma piacevole.

Ripeto che sto dividendo il gioco dal suo piu' recondito significato: se il gioco e' secondo me assosolutamente grandioso, il significato insito e' nascosto in una maniera che reputo artisticamente non valida.

Però, alla fine, gli strumenti per decodificare parte dell'opera li hai trovati, che ti piaccia o meno. Inoltre, arrivando in fondo a Braid è possibile rileggere tutto il gioco chiarificandone il senso (almeno in parte), anche senza sapere da dove vengono le citazioni. Magari qualcosa può sfuggire, ma fa parte del gioco della conoscenza... anche perché non è detto che, ad esempio, leggendo un libro uno debba per forza capirlo tutto. Magari ne capirà una parte, poi leggerà altro, magari molto altro e, tornando al primo libro, riuscirà a comprenderlo di più. Il problema della "fruibilità" di un'opera è aperto a varie interpretazioni, ma poniti un quesito: che cultura dovrebbe considerare chi crea qualsiasi cosa? Perché, ormai, chi mira a creare opere (in ogni campo) più complesse di "pappa, mamma, spara, cattivi, buoni, sesso con bonazza/o" viene additato come intellettualoide snob che, per usare un'espressione di Daniele Silvestri, complica il pane? E se il fine non fosse il pane?

Prima di tutto: con IE8 e' praticamente impossibile postare :D

Come dicevo prima, personalmente ritengo che la grande arte sia accessibile a tutti. Con questo non voglio dire che la musica di Chopin possa essere capita da un bambino di otto anni,
o quantomeno non voglio dire che un bambino di otto anni, ascoltando la sua musica, ne colga la psiche.
Voglio dire che un non-musicista ascolta la musica dei grandi compositori e coglie quello che voleva dire (qui la metto sempre sulla tristezza, ma potrebbe anche essere la primavera di Vivaldi :D).

Ora ti chiedo: secondo te, una persona che ha compiuto il suo regolare ciclo di studi ma non e' esperto in storia o in scienze ("ora siamo tutti dei figli di puttana" e' una citazione abbastanza nota)
potrebbe anche solo arrivare a capire che si parla di qualcosa tanto distante da quanto mostrato come la bomba atomica?
Io dico di no: una delle teorie, addirittura smentite dagli autori, era che il tizio fosse uno stalker e aveva turbato tanto quella povera ragazza (la principessa) da obbligarla a cercare l'aiuto di un altro
(il cavaliere) e vedendo la scena finale, si vede infatti che la principessa scappa, mentre all'indietro sembra che cerchi di raggiungere il protagonista (oddio, come si chiamava? Tim?).
La spiegazione sarebbe perfettamente logica e una buona parte dei libri la sosterrebbe anche.
Il protagonista nella sua mente pensa che la principessa lo cerchi ancora, ma nella realta' scappa da un altro.

Questo andrebbe bene, ma gli autori ci dicono che non e' cosi'. Gli autori ci dicono che il protagonista e' uno scienziato e che i mondi derivano da lui che pensa "e se il mondo fosse cosi'?".

Immagina: e' come se Conan Doyle avesse scritto un libro di Sherlock Holmes dove Holmes arriva alla soluzione ma non la dice, lasciando al lettore. Pero' non da gli elementi necessari, cosi'
e' obbligato a pubblicare una serie di indizi successivamente. Magari un indizio ogni mese.
(Non parlo della roba volutamente vaga, parlo del voler essere criptico ma come risultato hai solo che non si capisce niente)

Capisci che, qualunque cosa Arthur potesse aver scritto, la gente non ne sara' interessata e non avra' nessuna importanza se la storia era interessante, se era scritta bene e cosi' via.
Tutto sara' mangiato via dal mistero.
Questo e' quello che succede in Braid: la bomba atomica. Punto. E tutta la psicologia che ovviamente c'e' sotto, che dovrebbe essere la colonna portante dell'aspetto artistico che ha portato all'intera
visione del gioco, e' perduta.

Secondo me anche alcuni film cadono in questo tranello: Donnie Darko, per esempio: il film e' un tassellino della faccenda.
Oppure Mulholland Drive, ma li' capiamo che il problema era che Lynch voleva farci una serie televisiva, quindi non poteva certo spiegare tutto nel film. E poi vabbe', e' Lynch :D
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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #13 il: Agosto 17, 2009, 16:39:05 »

Guardando il Titanic di Cameron ti verrebbe mai in mente che il regista ha descritto la masturbazione maschile? Eppure è così, basta analizzarlo nel linguaggio e coglierne i riferimenti. Il problema è che Braid è comunque "finito", quello che puoi scoprire dopo, o prima, è un surplus. Quello che descrivi è, probabilmente, un errore di comunicazione all'interno del gioco, però sono gli stessi autori che si sono premurati di correggerlo fornendo input vari per capire la loro opera, stessa cosa che, ad esempio, fanno i Tale of Tales con i loro giochi (non per niente di The Graveyard esiste un post mortem dettagliato e pieno di informazioni interessanti).

lamb-O

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Re: L'inutile arte di Braid
« Risposta #14 il: Agosto 17, 2009, 16:52:17 »

Bipartisanismo senza limitismo:

premesso che non ho mai giocato né a Braid né a The Graveyard, chi segue un po' il cinema sa che spesso i film (quelli di un qualche spessore, per lo meno) mandano un messaggio desumibile per buona parte dalla sceneggiatura (motivo per cui si considera il cinema, a torto, legato indissolubilmente al fatto di raccontare), ma in più trasmettono un qualcosa di nascosto, un segreto veicolato dalle immagini. Per il romanzo è un po' diverso perché non c'è questa doppiezza di linguaggio, per cui non lo conto - e mi rendo conto che il discorso è un po' troppo schematico.
Ora, è un fatto che un buon film con una trama con tutti i crismi sia fruibile e apprezzabile a buon diritto anche da chi non riesce a leggere il segreto (lo dico da cinefilo piuttosto verde, che infatti spesso non ci riesce), o che si possa trovarlo didascalico perché è la trama ad esserlo. Ma questo non toglie che il segreto si perda.

Ora, chiedo: Braid ha un livello di fruibilità alla portata di chi non ne penetra il segreto? Ripeto, non c'ho giocato e non lo so, ma questo porta alla domanda che secondo me è essenziale: deve esserci questo primo livello? L'artista è tenuto a inserirlo?
« Ultima modifica: Agosto 17, 2009, 20:23:54 da lamb-O »
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