Tutto 'sto discorso è basato su un equivoco magistrale: serve un critico per spiegarti l'opera, che va necessariamente capita.
Ovviamente l'interpretazione dell'Ultima Cena di Dan Brown è una minchiata mentre invece quella di De Castillis Calligaris da Monterotondo (nome inventato), critico filo-cristiano post riforma, è ritenuta accettata, seppur basata su una serie di assunzioni aprioristiche e senza fondamento. Anche se contraddice diverse centinaia di anni di critici (rispettabilissimi all'epoca).
Ragazzi, siamo nel 2009, non serve la flessibilità dell'allegoria o degli strumenti interpretativi critici (che, IMHO, nel 90% delle opere non esiste, ce le incastrano, è un po' come le qurtine di Nostradamus) per giustificare l'accettabilità di un'opera nei confronti di un potentato socio-politico. Usciamo da questa stupidità di fondo che ci hanno inculcato a scuola.
Per le opere classiche non esiste una critica universale e spesso quest'ultima si adatta al pensiero degli snob mainstream del periodo. Ci sarà un motivo.
Accetto una "interpretazione" di un'opera se è l'autore stesso che la lascia, quelle di n-esima mano servono a manipolare le quotazioni degli autori morti e ad influenzare gli speculatori (e basta vedere come, in questo periodo di crisi l'arte viene considerata il migliore investimento e qualsiasi imbrattatele defunto sta subendo una rivalutazione artistica che ne fa decuplicare i valori). Nella mia esperienza in giro per le esposizioni di Roma, ho notato che solo gli artisti hobbysti o mediamente sconosciuti si spendono per farti capire i (certamente innumerevoli e mai estremamente banai) sigificati nascosti dell'opera, sperando che ne esca qualche vendita in più. I professionisti semplicemente te la mostrano e ti descrivono l'emozione, non il significato o l'interpretazione.
Insomma è arte se la partecipi a livello emotivo (soggettivamente, l'arte assoluta non esiste), senza sovrastrutture, se c'è un'immadiatezza di comprensione che arriva ad un livello quasi istintivo.
Se ti serve qualcuno per spiegartela stiamo parlando della macchina del business dei circuiti artistici
