Salve, innanzitutto mi presento, visto che sono nuovo.
Mi chiamo Fabio, ho 19 anni, ho appena finito il liceo Scientifico, ed ho intenzione di iscrivermi ad Ingegneria Informatica(domani ho i test d'ingresso).
Sono capitato qui su Ars Ludica per caso, e mi sono trovato davanti ad una discussione affrontata da voi tempo fa, riguardante i videogiochi come forma d'arte.
Non voglio rigettare la carne sulla brace, parlando di argomenti triti e ritriti, però voglio semplicemente esprimere la mia, dato che ho visto che su Ars Ludica non si parla semplicemente di "videogiochi", ma dell'arte del videogame.
Ecco, in Italia per noi(almeno per me) è un pò difficile capire come si possa diventare un "creatore di videogiochi", dato che nessuno ti dà indirizzi precisi da seguire, nè ci sono così tante aziende disposte a fare stage.
Poche persone(chi si intende di informatica e ha vissuto i videogames attivamente fin da piccolo) possono capire cosa si celi dietro ad un "Duke Nukem" che impugna il suo mitra, oppure dietro agli scenari fatati di Oblivion.
Non sono un fissato di videogiochi, lo premetto: ne sono un appassionato, uno che vorrebbe partecipare alla creazione di uno di essi e non sa come fare.
La prima frase che una persona ignorante in materia solitamente dice, vedendoti giocare è: "Hai 20 anni, pensi ancora a queste c*****e?Esci, vai al cinema con qualcuno, vedi la Tv".
Forse non si capisce nemmeno cosa voglia dire la parola videogame.
Io per videogame intendo...un film interattivo, una storia vissuta a modo tuo, fuori dagli schemi, fuori dal tuo mondo. E non importa se essa sia violenta, cruda, da censurare: se si è giocatori intelligenti, appena spento il pc i tuoi piedi ritornano a terra, e di certo non sei uno di quelli che vedendo GTA prende l'auto e investe qualcuno per svago.
Quando si gioca, si riesce a trovare un piccolo spazio per fare ciò che si vuole: diciamoci la verità, in alcuni giochi, puoi fare tutto, e in quella scatola rettangolare che racchiude centinaia di migliaia di pixel tu sei veramente onnipotente.
Forse l'avrete capito, per me un Videogame è un pezzo di arte, si, ma non perchè li amo, ma perchè capisco cosa ci stia DIETRO ad un videogame.
Immaginate una truppa di programmatori ed ingegneri che, per materializzare una pallina ruotante su un biliardo, deve lavorare per almeno 3 giorni, per eliminare tutti i possibili errori. Oppure una schiera di disegnatori alle prese con i 12 000 poligoni del nostro Jc Denton.
Ancora, ricordiamoci le ambientazioni di guerra di Call Of Duty ed altri giochi simili, in cui impari la storia GIOCANDO!
Chi l'avrebbe mai detto che io, all'età di 12 anni, grazie a Medal Of Honor, già conoscevo le tattiche militari utilizzate durante lo Sbarco in Normandia?
E soprattutto, imparare la storia in modo piacevole!
Giocare non è una cosa da stupidi, va fatta con responsabilità e consapevolezza del lavoro che ci sta dietro.
E quando vedo persone lanciare il proprio mouse sulla scrivania, urlando "Gioco di M..da", per via di qualche bug presente nel gioco, mi vien da riflettere: avranno capito che un errore simile va corretto con 10 000 righe di codice? Di certo non è come bere un bicchier d'acqua.
L'Italia, il nostro Bel Paese, ne ha ancora di strada da fare nel mondo videoludico, ma per favore, almeno voi che siete diventati programmatori di games prima di noi, dateci una mano a capire che strada seguire, perchè qui di noi non si ricorda più nessuno...