Memex, essendo molto lento a scrivere devo aver postato prima del tuo edit. Mi scuso d'aver frainteso e scritto troppo d'impulso.
Comunque sia, che le leggi di una nazione tutelino prima i suoi cittadini e dopo quelli che non lo sono mi sembra ovvio. Le risorse di una nazione non sono illimitate quindi ci deve essere una graduatoria: prima i cittadini, poi chi ha avuto la cittadinanza, infine se ci sono le risorse puoi aiutare chi sceglie di entrare nei confini nazionali infrangendo le leggi. Questo intendevo con precedenza.
Se poi vogliamo guardare i diritti nello specifico all'immigrato clandestino è garantito il diritto all'assistenza sanitaria e assistenza legale sempre; a pasti regolari fintanto che è trattenuto nel ctp.
Successivamente se non espatrierà nei 10 giorni concessi i diritti in meno rispetto ad un italiano sono tra quelli che mi vengono in mente il diritto\obbligo a frequentare una scuola e il diritto al sussidio inps\inail.
non ti preoccupare.

probabilmente tutto è frutto di un misunderstanding...
dal punto di vista della distinzione cittadino / non cittadino tutta la trafila dell'immigrazione clandestina (prendi la barca in libia - fai la traversata - fatti respingere da malta - arriva vicino a lampedusa - sbarca o fatti respingere da La Russa ecc.) è irrilevante, perchè tendenzialmente:
1. o sono in gioco - per i migranti - diritti fondamentali che la nostra costituzione riconosce universalmente (la costituzione, infatti, per quanto anche negli articoli "generalissimi" come il 3 parli espressamente di "cittadini" deve essere interpretata nel senso che i diritti più importanti - i diritti dell'uomo, per intenderci - sono riconosciuti a tutti gli essere umani), come il diritto alla vita, alla salute, all'asilo e simili... senza entrare nel discorso degli impegni internazionali presi dall'italia, come quelli riguardanti il soccorso in mare e simili (credo esistano anche accordi con malta che prevedono che noi si salvi quelli che arrivano da loro, ma qui dovrei controllare).
2. o è la condizione del migrante stesso (la permanenza nel cpt, il fatto di essere sotto controllo) che lo sottrae automaticamente dall'accesso a tali diritti (se sei nel cpt, non potrai andare a chiedere il sussidio di disoccupazione, per intenderci).
una volta che il migrante si sottrae al controllo dello stato (scappa dal cpt, in linea di massima) allora possono entrare in gioco le distinzioni cittadino / non cittadino che, giustamente visto che esistono, citi tu.
e allora si può iniziare a discutere sui singoli casi e sui singoli diritti, ma direi che qui esuliamo dall'argomento del topic.