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Autore Topic: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum  (Letto 6432 volte)

MIK0

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #45 il: Settembre 10, 2009, 23:49:10 »

Per se il tutto continua a riassumersi in una gara a chi è più infame, la qualità la vedremo sempre più col binocolo.
Pare inoltre ci siano altri bug in batman, mi chiedo se anche questi saranno colpa del drm.
MIK0 non c'è molto da dire, il cosiddetto "bug" del glide non è un bug, è una feature. Lo chiamiamo così?
Se ci sono altri bug saranno anche colpa degli sviluppatori, ma penso anche che da che mondo è mondo i bug esistono e anche un prodotto rimandato per anni non ne è completamente libero.
Se per realizzare la "feauture" non hanno sistemato dei bug, direi che il problema c'è.
Una cosa del genere me la aspetto da uno sviluppatore amatoriale teenager e incazzato col mondo, non da un presunto professionista. Il teenager lo si può capire, ma lui che scusa ha?

Per inciso, batman è un titolo che è nella mia lista di possibili acquisti visto che mi è sembrato ben realizzato e di atmosfera (sperando che non si esageri con l'enfasi dello stop motion e che le collisioni delle combo non siano tutte sbagliate come nei primi scontri), anche se questa storia l'ha spostato più in basso, sopratutto in luce del vero drm che si dimentica di citare a parte la storia del bug/feature. Parlo di attivazioni limitate e via dicendo con securom.
Poi vorrei anche capire se è multilingua la versione retail, quella steam che io sappia no.
Questo ovviamente se la pubblicizzata fisica migliorata include il rifacimento delle ragdoll che non dovrebbero essere così nemmeno nella versione console di un titolo tripla A e non solo foglietti che svolazzano.

Non ti fissare sul fatto che per sistemare una feature che richiede cinque minuti di programmazione abbiano trascurato il resto del gioco (te lo immagini l'intero team di sviluppo, composto da decine di persone, davanti a un solo computer a discutere per ore e ore di una cazzata simile? Andiamo...), perché non è così.
Stavo rispondendo al post di turrican ma poi il browser s'è mangiato il post. Parlavo anche di questo, ovvero che è probabile che questa cosa non abbia richiesto più di 10 minuti, ma è comunque una pessima pratica. La cosa del teenager rimane invariata.

Già che ci sono mi correggo, ho scritto stop motion ma volevo dire bullet time, una svista.
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ccontinisio

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #46 il: Settembre 10, 2009, 23:52:58 »

E comunque Batman su PC costa 49 €
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Ciro Continisio
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MIK0

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #47 il: Settembre 10, 2009, 23:55:50 »

E comunque Batman su PC costa 49 €
Si, anche meno. Il discorso sui prezzi era generico, come è generico il mercato. Lo stesso titolo su console costa 70 euro.
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StM

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #48 il: Settembre 11, 2009, 00:08:32 »

Su ibs.it è 44,99 :teach:

E' vero che usa SecuROM come drm? Io me lo sono trovato installato per aver installato non so che gioco (forse The Witcher)... sono infetto? Mi devo preoccupare? :asd:
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MIK0

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #49 il: Settembre 11, 2009, 00:09:50 »

Su ibs.it è 44,99 :teach:

E' vero che usa SecuROM come drm? Io me lo sono trovato installato per aver installato non so che gioco (forse The Witcher)... sono infetto? Mi devo preoccupare? :asd:
Non si sa se sarà sia su retail che dd.
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MIK0

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #50 il: Settembre 11, 2009, 00:46:07 »

Quindi è lecito sperperare budget e risorse in sistemi di protezione simile, tanto non si può far cmq un buon lavoro...

Non ho detto questo. Anche perchè non possiamo sapere se questa feature (perchè bug di certo non è) l'hanno inserita all'ultimo secondo perchè avanzava del tempo oppure se ci hanno impiegato mesi e mesi.
Come ho riscritto poi sopra, è anche probabile che gli sia costato 10 minuti di tempo, ma la trovo una pessima pratica. Inoltre è una questione di priorità. Va poi aggiunto il costo del drm vero e proprio che sicuramente in termini economici ha tolto risorse allo sviluppo.

Citazione
Chiaro. Ma è personale e non geolocalizzata come è stato inteso nel post a cui ho risposto.

Boh guarda... per quel che vale ho trovato questo articolo a parziale conferma delle mie idee a tal riguardo:

http://www.gamesindustry.biz/articles/esa-report-highlights-europea-piracy

certo un mese non sarà il massimo dal punto di vista statistico, ma è comunque un dato: giudicate voi.
Dubito abbia qualche valore. In genere questi studi lasciano il tempo che trovano. Sarei più interessato a sapere chi gli ha dato diritto di raccogliere certi dati e inoltre come spacciarli come mancate vendite. Inoltre un articolo che parla di crisi e pirateria come se questa fosse quasi una concausa, fa solo ridere. La crisi c'è e sarebbe arrivata comunque, qualcuno sarebbe fallito e questo ha poco a che vedere con altre cause ma bensì con l'organizzazione e a situazioni poco chiare che prima tenevano in piedi più facilmente.
Poi fermi un attimo, parlavamo di cultura del videogioco, non di pirateria. Le due cose non sono fortemente legate.


Citazione
Inoltre, l'acquistare perché si ama una serie, si stima un developer o motivi simili, non nasce certo da un generico senso di onestà quanto a qualcosa di più sentimentale.

Avevo citato degli esempi di possibili manifestazioni di cultura videoludica, ovviamente *non* si trattava di un elenco esaustivo. Credo che per chiunque ami realmente il videogioco (piuttosto che ridurlo a mera forma di passatempo) la naturale conseguenza sia l'acquisto di software originale.
Bisognerebbe discutere se si parla di amore per il videogioco come medium o come amore verso il singolo prodotto. Nel secondo caso forse alcuni prodotti vanno effettivamente considerati meri passatempi e altri elevati a qualcosa di più. Fermo restando che elevarli a qualcos'altro è puramente personale.

Citazione
Il concetto di furto è labile ed esteso a ciò che è comodo. L'oggetto non pagato è di diversa natura. Il tipo di utilizzo idem.

Labile dici? A me pare che sia tutto piuttosto chiaro: il software commerciale XYZ è in vendita, puoi decidere se acquisirne la licenza d'uso pagando regolarmente o meno. Non vedo il motivo per cui il frutto del lavoro di n persone debba essere valutato come un oggetto "di serie B" per il solo fatto di non essere tangibile in senso stretto come un'auto o un telefono cellulare.
Intanto distinguere tra sottrazione e duplicazione. Nel secondo caso bisogna poi parlare di mancato acquisto e vedere se questo realmente è imputabile o meno alla fruizione non retribuita.

Citazione
Sta cosa degli amici che sfottono chi compra originale, l'ho sentita spesso anche da persone che conosco personalmente, sembra essere la motivazione recondita di questo immenso odio verso la pirateria: ma fregarsene un attimo di chi parla così ed essere contenti per i propri acquisti quando meritano?

Beh guarda, io me ne STRAfrego bellamente degli sfottò degli amici nel campo dei videogiochi, non è quello il problema: è anche qui un tipico caso di mancanza di cultura (nello specifico, videoludica) che porta al disprezzo e alla discriminazione per i "fessi" che acquistano a suon di quattrini i giochi originali. "Fessi" che però tengono a galla il sistema: se per assurdo TUTTI smettessero all'istante di acquistare software originale cosa accadrebbe?
E se TUTTI comprassero software originale? Porterebbe a danni anche questo. Passare da un'utopia all'altra porta ad altrettante disastrose conseguenze. E non sarebbe un discorso di cultura. A me sta bene chi gioca e lo considera solo un passatempo. Sta bene anche ai publisher. Chi compra il dayone il gioco da 70 euro a prescindere e si accontenta, chi manda alle stelle la vendita dei casual game o compra giochi fotocopia, probabilmente non ha la cultura del videogioco di cui parli ma per il publisher è l'acquirente migliore. Sono loro che tengono a galla il sistema più di chi ha più "cultura", è critico, aspetta, si informa. Loro non sono fessi, ma fanno grossi danni comunque. Danno al publisher l'idea che vendere ad un certo prezzo e con una certa qualità sia vincente. Se vendessero a 200 euro invece che 70, qualcuno comprerebbe comunque, ma credo che la schiera dei detrattori aumenterebbe. Il fatto è che arrivando ad un giusto prezzo le vendite permetterebbero di sorridere guardando chi il gioco non lo paga perché l'interesse dovrebbe essere vendere e chi compra e al massimo convincere qualcuno che non compra a comprare.

Per quel che riguarda l'odio nei confronti della pirateria, nel mio caso ha motivazioni totalmente diverse e variegate. Tra di esse, il fatto di occuparmi in prima persona di programmazione (ergo ho una seppur minima idea di quanto possa essere un lavoro impegnativo), la passione per il videogioco stesso di cui ho già parlato in precedenza, il fatto di aver preso coscienza di quanto danno possa infliggere la pirateria anche a software house meritevoli (se colassero a picco solo quelle mediocri FORSE sarebbe anche un bene sotto certi punti di vista, ma così non è), ecc. ecc.
Mai detto che non sia un lavoro impegnativo. Ma il risultato, il modo di porsi con l'utenza e altre faccende sono distaccate da quel lavoro.
Non sono daccordo sulla presa di coscienza del danno della pirateria. Ci dovrebbe essere prima qualcosa di cui prendere coscienza, in questo caso un danno. Ma questo danno non è quantificabile, se effettivamente esiste. Le software house non falliscono per la pirateria, magari avesse questo potere, almeno darebbe un segnale e si reagirebbe. Invece ci si arrovella senza poter trovare soluzione perché si è data la colpa qualcosa che non si può controllare e che non ha questa incidenza, senza guardare e modificare quello che si può fare dalla propria parte per organizzazione e produzione. Le sh falliscono comunque, per molte cause. Primo perché è improbabile che tutti rimangano a galla anche in un mercato che vende. Inoltre i problemi sono di organizzazione, investimento, sperpero e pretenziose previsione di vendita. Iniziare a puntare a produrre e vendere per un certo numero di persone potrebbe essere un inizio. Il mercato dell'entertainment è pieno di mangiasoldi, non parlo solo di prezzo finale, ma di ciò che passa nelle varie fasi. Non ci si può lamentare se non quadrano i conti se poi c'è qualcuno che i soldi non se li fa mangiare (fruendo o meno, è indifferente). A mio avviso la crisi ha solo evidenziato e rotto meccanismi che fino ad ora hanno tenuto in piedi qualcosa che doveva già cadere. C'è crisi? Forse è il caso di ridimensionare ciò che si crea, magari non facendo titoli tripla A, non sprecando soldi in protezioni, in eccessivo marketing, rendendo il prezzo accessibile, sviluppando per un target definito. Il fatto che si fruisca o meno di un titolo non cambia le cose, l'acquisto non c'è e non ci sarebbe stato, è su questo che dovrebbero lavorare.

Citazione
Tra l'altro, sono ben conscio del fatto che dall'altra parte della barricata non ci siano certo degli stinchi di santo, ma per come la vedo io è sufficiente, dal mio punto di vista di consumatore, non acquistare ciò che ritengo non valga la pena di essere acquistato (vuoi per il costo eccessivo, per la qualità infima, ecc. ecc.).
Il fatto è che è un'illusione che sia sufficiente.

Dipende dal fine. Il mio non è quello di causare il fallimento del produttore XYZ, anche perchè come potrei riuscirci da solo? E' il mercato nella sua globalità che "premia" o "punisce" i prodotti, non necessariamente in modo direttamente proporzionale alla loro effettiva qualità. Ma non credo di scoprire l'acqua calda dicendo questo. ;D
Questo vorrebbe anche dire che se il produttore XYZ fallisce è il mercato che lo ha punito, considerando anche i mancati acquisti.
E quando fallirà ce l'avrà con te che non compri e non fruisci come con non paga e fruisce, allo stesso modo. Allora dovremmo comprare tutto per tenere in piedi tutti? Qualcuno deve cadere in ogni caso, bisogna solo decidere di chi è la colpa. Uno fallisce se non vende abbastanza, si può agire su quanto ci si aspetta di vendere e su quanti comprano, difficilmente su chi non compra.

Citazione
Come hai detto c'è chi vuole tutto gratis. C'è anche però chi avendo due opzioni: legale a 70, pirata a 0, non potendo scegliere legale a 30 o 40 ricade sulla seconda scelta. Il valere la pena può essere in base al prezzo o in base alla fattura.

Certamente, ma dove sta scritto che, dal momento che Tizio ritiene i 70 euro eccessivi, debba sentirsi autorizzato (?!) a scegliere la via dell'illegalità? Lo spot sulla pirateria cinematografica che mi par di capire tu non apprezzi a me sembra azzeccatissimo: credo che tutti noi abbiamo dei conoscenti che scaricano dalla Rete la qualsiasi, quanti di loro ruberebbero un'auto o un cellulare?
Come ho detto, lo spot è di un'ignoranza stratosferica e fallisce nel suo tentativo di mistificazione. Primo perché cambia i significati alle parole perché è questo l'intento. La differenza tra sottrazione e duplicazione (se poi siano entrambi reati è un altro discorso). Secondo perché non tiene conto di come internet abbia cambiato le regole e il modo di fruire dei contenuti bilanciando un po' le cose e togliendo il potere che prima era concentrato in poche mani che prendevano tutte le decisioni.
Riguardo al prezzo, è importante considerare che dando solo due scelte (70 o 0) hanno fatto del loro nel determinare il tipo di utenza delle due scelte. Se il prezzo fosse stato 200 a mio avviso i pesi delle due fazioni cambierebbero. Sta a loro arrivare a vendere abbastanza. La fruizione non è determinante. A loro stanno bene anche chi compra e non fruisce e odiano parecchio chi rivende usato.

Citazione
Bisognerebbe prendersi più responsabilità come publisher/developer, sul proprio prodotto e sulle proprie vendite. Quando non vendi, sia che il titolo venga usato o meno, metà della colpa è dell'utenza, metà tua. Tu puoi agire sulla tua di parte facendo un prodotto adeguandoti a chi compra. Il resto è cmq mercato perso.

Ma vedi, io sulla faccenda delle responsabilità dei publisher posso anche darti ragione. La domanda da porsi però è: di quale adeguamento è realisticamente possibile parlare se la concorrenza in oggetto "vende" il prodotto all'utente finale a costo ZERO? :)
Non è solo questione di prezzo, è questione di dare e avere. È sbagliato considerare le persone uguale e la decisione influenzabile allo stesso modo. Chi non compra c'è sempre, ma arrivare a dare qualcosa che la genere realisticamente acquisterebbe dovrebbe essere il loro obiettivo.
Se per assurdo tutti comprassero ai prezzi stabiliti considerando finiti i soldi, fallirebbero in proporzioni più sh perché le spese degli amati utenti si esaurirebbero su alcuni pochi titoli di alto richiamo. Prezzi più contenuti darebbero possibilità a più di sopravvivere. La qualità non deve risentirne per forza, magari meno titoli tripla aaa, ma ridurre gli sperperi secondo me farebbe molto di più.

edit: mi scuso se questo post sarà magari più incasinato di altri, ma l'ora e il fatto che il post precedente mi si è cancellato potrebbero avere la loro parte.
« Ultima modifica: Settembre 11, 2009, 00:48:16 da MIK0 »
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Cherno

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #51 il: Settembre 11, 2009, 01:50:12 »

MIK0 il tuo discorso non sta in piedi.

Joe

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #52 il: Settembre 11, 2009, 09:09:05 »

MIK0, hai mai pensato al fatto che il videogioco sia un bene di lusso?
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Turrican3

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #53 il: Settembre 11, 2009, 11:49:31 »

Mi scuso con MIK0 se non rispondo con una reply particolareggiata ma vorrei provare a condensare il più possibile quello che ritengo sia l'oggetto del dibattito.

Il problema per come la vedo io probabilmente non è nemmeno di tipo strettamente legale (violazione dei diritti d'autore/copyright/ecc. ecc.) ma forse è più che altro etico: nello specifico, per chiarezza, credo sia giusto pagare la licenza d'uso del software commerciale.

Credo anche che in un libero mercato la legge della domanda e dell'offerta regoli il prezzo della suddetta licenza, e che qualora quest'ultimo sia ritenuto (s)oggettivamente troppo elevato, non sia ammissibile giustificare la pirateria informatica con l'alibi delle differenze in materia di diritto (sottrazione vs duplicazione - per questo ho parlato di un problema principalmente etico più che legale).

Non ho mai detto che la pirateria sia l'unica causa del fallimento delle software house, ma sono certo che essa metta maggiormente a repentaglio l'esistenza di quelle di valore, e già solo questo mi basterebbe per esserle avverso.

Last but not least, sul rapporto tra pirateria e costo del software credo ci siano diversi studi in proposito, a livello puramente personale ho già espresso la mia convinzione che il grosso del pubblico che fa uso di materiale pirata posto davanti alla scelta tra un qualunque esborso di denaro e un "costo zero" opti sistematicamente per quest'ultimo.

PS: sia chiaro che non pretendo assolutamente di inculcare negli interlocutori il mio pensiero (cosa distante anni luce dal mio modo di fare e di relazionarmi con gli altri, specie su di un forum). :)
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StM

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #54 il: Settembre 11, 2009, 11:59:04 »

Non avevo ancora risposto a questo, ma il topic è diventato grooosso...

La piccola polemica sul pagare il giusto era riferta alla tua affermazione precedente dove parli di pagare il giusto. Il giusto in che senso? Sono convinto che anche molti di quelli che usano software non originale siano convinti di pagare il giusto. Bisognerebbe in base al caso, stabilire chi ha ragione.
Cioè sono convinti che non pagare sia giusto? Neanche mezzo dollaro?

Io per "pagare il giusto" intendo dire che se un gioco a 70 euro non lo concepisco, lo prendo quando esce come budget o di seconda mano.
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MIK0

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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #55 il: Settembre 11, 2009, 12:38:56 »

MIK0, hai mai pensato al fatto che il videogioco sia un bene di lusso?
Dubito si possa ormai considerare un bene di lusso. A meno che tu lo intenda come non di necessità, ma questo non cambia il discorso sopra.

Mi scuso con MIK0 se non rispondo con una reply particolareggiata ma vorrei provare a condensare il più possibile quello che ritengo sia l'oggetto del dibattito.

Il problema per come la vedo io probabilmente non è nemmeno di tipo strettamente legale (violazione dei diritti d'autore/copyright/ecc. ecc.) ma forse è più che altro etico: nello specifico, per chiarezza, credo sia giusto pagare la licenza d'uso del software commerciale.

Credo anche che in un libero mercato la legge della domanda e dell'offerta regoli il prezzo della suddetta licenza, e che qualora quest'ultimo sia ritenuto (s)oggettivamente troppo elevato, non sia ammissibile giustificare la pirateria informatica con l'alibi delle differenze in materia di diritto (sottrazione vs duplicazione - per questo ho parlato di un problema principalmente etico più che legale).

Non ho mai detto che la pirateria sia l'unica causa del fallimento delle software house, ma sono certo che essa metta maggiormente a repentaglio l'esistenza di quelle di valore, e già solo questo mi basterebbe per esserle avverso.

Last but not least, sul rapporto tra pirateria e costo del software credo ci siano diversi studi in proposito, a livello puramente personale ho già espresso la mia convinzione che il grosso del pubblico che fa uso di materiale pirata posto davanti alla scelta tra un qualunque esborso di denaro e un "costo zero" opti sistematicamente per quest'ultimo.

PS: sia chiaro che non pretendo assolutamente di inculcare negli interlocutori il mio pensiero (cosa distante anni luce dal mio modo di fare e di relazionarmi con gli altri, specie su di un forum). :)
Nessun problema, il fatto che io scriva tanto o in modo noioso non obbliga altri a farlo, mi basta il contenuto. Io purtroppo riesco ad esprimermi solo in alcuni modi.
Convinto anche io che conti il discorso etico morale. Ho discusso la parte legale perché veniva usata per forzare regolamentazioni e concetti che per altro sono in discussione da tempo. Per quanto riguarda la questione della licenza per esempio io sono più favorevole a pagare la proprietà del software più che la licenza perché di fatto la licenza è una limitazione forzata che non esiste per altri beni.
La differenza tra i possibili reati muta però anche il discorso etico.
Non parlo di giustificare la pirateria, è assolutamente irrilevante. Parlo piuttosto di non tutelare. Parlo di prendere atto dell'esistenza di qualcosa di esteso e che la responsabilità/motivazione non risieda solo in un'unica ragione facilmente attribuibile dai superficiali o finti paladini della giustizia (l'essere ladri) quando ha diverse ragioni e fronti. Ci sono cose che non puoi imporre solo perché si ha voglia o si è tutelati perché le leggi vengono fatte per l'industria piuttosto che per le persone. Il mercato (legale ma anche non) si autoregolamenta. Invertiamo il concetto di domanda e offerta come di domanda di remunerazione e offerta di tale, si vede come ciò che si vuole che sia non può funzionare.
Quando dici che la pirateria mette a repentaglio le sh meritevoli, prima mi chiedo di quali parli, poi mi viene in mente che la pirateria fa poco, al massimo viene esposto qualcosa che già non andava. Se spendi di più per raggiungere l'utenza e invogliarli a comprare di quanto poi ti ritorna, o per limitare l'utilizzo del tuo prodotto, la colpa è tua. Vuol dire anche che quelli che non reputano meritevole il tuol lavoro o anche quelli che aspettano le versioni budget (perché anche loro mandano in fallimento le sh) sono di più o che semplicemente hai chiesto troppo in termini di acquirenti e prezzo. Allora quando è meritevole una sh, se non è riuscita a dare ciò che l'acquirente vuole comprare?

Riguardo agli studi che citi io non li considererei mai validi. Oltre a non fidarmi di certi fantomatici studiosi/statisti, è come prendere per buono uno studio sulla base del risultato perchè si accosta a ciò in cui più crediamo. Rende vano anche lo scopo dello studio anche se purtroppo è per questo che oggi vengono usati. Io non credo che la stragrande maggioranza come dici opti sistematicamente per quella scelta. Credo che molti lo facciano, molti dei quali lo farebbero comunque o alla peggio non giocherebbe, tagliandoli fuori dal conteggio di ipotetici acquirenti (o almeno non penso arriverebbero a rubare per comprarsi i giochi come fossero dipendenti). Credo anche che molti avendo due alternative di cui una non possibile (prezzo alto) siano stati educati dalla stessa industra alla seconda scelta. A questo aggiungi i diffidenti, reduci da una vita di fregature e abusi della parte forte del mercato. A me sembra che la fetta di mercato persa sia responsabilità di chi i giochi li fa e li vende e sta anche a loro cambiare le cose.

Mi pare meno realistico cambiare un movimento non organizzato o pianificato ma generatosi diffusamente con stesse necessità e obiettivi che un modo di fare creato a cartello dalle aziende.
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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #56 il: Settembre 11, 2009, 12:45:31 »

Nessun problema, il fatto che io scriva tanto o in modo noioso non obbliga altri a farlo, mi basta il contenuto. Io purtroppo riesco ad esprimermi solo in alcuni modi.

Nulla di tutto questo (parte in grassetto), anche perchè anch'io spesso mi dilungo, cosa avvenuta in questo stesso topic peraltro. :bua:

Semplicemente la mia impressione era che se avessi scritto l'ennesima controrisposta multiquote non avrei potuto aggiungere molto altro di nuovo a quanto già espresso in precedenza, tutto qua. :)
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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #57 il: Settembre 11, 2009, 12:46:20 »

Non avevo ancora risposto a questo, ma il topic è diventato grooosso...

La piccola polemica sul pagare il giusto era riferta alla tua affermazione precedente dove parli di pagare il giusto. Il giusto in che senso? Sono convinto che anche molti di quelli che usano software non originale siano convinti di pagare il giusto. Bisognerebbe in base al caso, stabilire chi ha ragione.
Cioè sono convinti che non pagare sia giusto? Neanche mezzo dollaro?

Io per "pagare il giusto" intendo dire che se un gioco a 70 euro non lo concepisco, lo prendo quando esce come budget o di seconda mano.
Era per precisare visto che "il giusto" sembrava troppo personale come termine.
Ricordo che quando acquisti di seconda mano sei come chi non compra originale, almeno dal punto di vista della sh che ha realizzato il gioco. E la scusa che spesso sento che quei soldi poi vengono rispesi in altri giochi lascia il tempo che trova perché: possono finire in altri giochi usati, possono finire a giochi di altre sh, possono finire in beni di altre industrie. E per l'ultima è lo stesso discorso dei soldi risparmiati da chi non gioca originale. Chi non compra originale è la fine della curva discendente da chi paga il prezzo pieno e sostiene il mercato, passando per chi prende in budget e rispetto le aspettative paga (e quindi da) poco.
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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #58 il: Settembre 11, 2009, 13:02:35 »

Non avevo ancora risposto a questo, ma il topic è diventato grooosso...

La piccola polemica sul pagare il giusto era riferta alla tua affermazione precedente dove parli di pagare il giusto. Il giusto in che senso? Sono convinto che anche molti di quelli che usano software non originale siano convinti di pagare il giusto. Bisognerebbe in base al caso, stabilire chi ha ragione.
Cioè sono convinti che non pagare sia giusto? Neanche mezzo dollaro?

Io per "pagare il giusto" intendo dire che se un gioco a 70 euro non lo concepisco, lo prendo quando esce come budget o di seconda mano.
Era per precisare visto che "il giusto" sembrava troppo personale come termine.
Ricordo che quando acquisti di seconda mano sei come chi non compra originale, almeno dal punto di vista della sh che ha realizzato il gioco. E la scusa che spesso sento che quei soldi poi vengono rispesi in altri giochi lascia il tempo che trova perché: possono finire in altri giochi usati, possono finire a giochi di altre sh, possono finire in beni di altre industrie. E per l'ultima è lo stesso discorso dei soldi risparmiati da chi non gioca originale. Chi non compra originale è la fine della curva discendente da chi paga il prezzo pieno e sostiene il mercato, passando per chi prende in budget e rispetto le aspettative paga (e quindi da) poco.
Io premio chi fa giochi che mi piacciono acquistandoli subito all'uscita, SE il prezzo è accettabile (considerato anche che spesso rimangono a decantare per mesi... li acquisto proprio come supporto a chi li pubblica). Premio anche chi ripubblica cose che mi sono perso o non ho acquistato il primo giorno. In più, credo che un acquisto a distanza di mesi non faccia poi così schifo. Quanto all'acquisto usato, ovviamente va a discapito di chi non supporta nel tempo i propri prodotti se l'usato è praticamente nuovo, mentre non ha alcun impatto se riguarda giochi vecchi di anni (che magari non si trovano nemmeno più).
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Re: Lo spiritoso DRM di Batman Arkham Asylum
« Risposta #59 il: Settembre 11, 2009, 13:17:29 »

Non avevo ancora risposto a questo, ma il topic è diventato grooosso...

La piccola polemica sul pagare il giusto era riferta alla tua affermazione precedente dove parli di pagare il giusto. Il giusto in che senso? Sono convinto che anche molti di quelli che usano software non originale siano convinti di pagare il giusto. Bisognerebbe in base al caso, stabilire chi ha ragione.
Cioè sono convinti che non pagare sia giusto? Neanche mezzo dollaro?

Io per "pagare il giusto" intendo dire che se un gioco a 70 euro non lo concepisco, lo prendo quando esce come budget o di seconda mano.
Era per precisare visto che "il giusto" sembrava troppo personale come termine.
Ricordo che quando acquisti di seconda mano sei come chi non compra originale, almeno dal punto di vista della sh che ha realizzato il gioco. E la scusa che spesso sento che quei soldi poi vengono rispesi in altri giochi lascia il tempo che trova perché: possono finire in altri giochi usati, possono finire a giochi di altre sh, possono finire in beni di altre industrie. E per l'ultima è lo stesso discorso dei soldi risparmiati da chi non gioca originale. Chi non compra originale è la fine della curva discendente da chi paga il prezzo pieno e sostiene il mercato, passando per chi prende in budget e rispetto le aspettative paga (e quindi da) poco.
Io premio chi fa giochi che mi piacciono acquistandoli subito all'uscita, SE il prezzo è accettabile (considerato anche che spesso rimangono a decantare per mesi... li acquisto proprio come supporto a chi li pubblica). Premio anche chi ripubblica cose che mi sono perso o non ho acquistato il primo giorno. In più, credo che un acquisto a distanza di mesi non faccia poi così schifo. Quanto all'acquisto usato, ovviamente va a discapito di chi non supporta nel tempo i propri prodotti se l'usato è praticamente nuovo, mentre non ha alcun impatto se riguarda giochi vecchi di anni (che magari non si trovano nemmeno più).
Sono daccordo, però:
- Io premio chi fa giochi che mi piacciono acquistandoli subito all'uscita. Il fare beneficienza non dovrebbe essere la norma. Mi sta bene il discorso di chi compra e poi giocherà ma la normalità dovrebbe essere chi compra subito al giusto prezzo. Inoltre come si premia qualcosa che non si è ancora giocato?
- Premio anche chi ripubblica cose che mi sono perso o non ho acquistato il primo giorno. In più, credo che un acquisto a distanza di mesi non faccia poi così schifo. Pacifico, neanche io ritengo che il prezzo budget sia male, però non è quello a cui punta chi li vende, e fa parte del problema. Abbassare il prezzo non è come uscire ad un prezzo più basso.
- Quanto all'acquisto usato, ovviamente va a discapito di chi non supporta nel tempo i propri prodotti se l'usato è praticamente nuovo, mentre non ha alcun impatto se riguarda giochi vecchi di anni (che magari non si trovano nemmeno più). Non è nemmeno discorso di supportare, se il gioco viene riportato in una settimana il problema evidentemente è altro. Il fatto è che va a loro discapito tanto quanto chi il gioco non lo ha originale. In entrambi i casi non si premia nessuno, in entrambi importa poco il destino della sh. La differenza è che in uno dei due casi si può sfoggiare il cd originale. E per carità a me sta benissimo l'usato.
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