A pelle: in un gioco da tavolo si usano, appunto, pedine e piani da gioco, ed per immedesimarsi è necessario tradurre ogni azione giocosa in un corrispettivo plausibile nell'economia della situazione riprodotta. In parole povere, bisogna darci di fantasia perché quel che si fa giocando abbia senso. L'uso di pedine e piani di gioco "realistici" in giochi di ruolo sofisticati tipo Hero Quest non cambia di molto il discorso.
Il videogioco, al contrario, deve alla sua natura di medium visuale il fatto di poter fornire di per sé questo senso. Che poi non trovo nemmeno così necessario (è molto raro che mi immedesimi nel personaggio, persino se ben caratterizzato è per me più oggetto di contemplazione che altro)
Il tutto è da intendersi riguardo a giochi (da tavolo o video-) che simulano una situazione interpretabile. Tetris, pertanto, non vi si inserisce; è un gioco del tutto concettuale. Lo stesso, con qualche differenza, per il gioco dell'oca - nessuno chiede che la pedina sia "qualcuno", basta il concetto di dover completare il giro.