Alla conferenza, non appena Accordi ha cominciato a proferire la sua "verità", tre persone sedute immediatamente dietro a me e Zave si sono domandate, a voce alta: «ma di che diavolo sta parlando questo?». Lì, francamente, mi è passata la voglia di sottoporlo a un "interrogatorio" in piazza.
Mi spiace, ho rispetto per il prossimo. Non ce la faccio davvero a pensare "io voglio farlo, chissenefrega se per altre sessanta persone potrebbe significare l'aver buttato via un pomeriggio".
E no, non potevo pensarci prima, perché non avevo la più pallida idea del contesto che Accordi avrebbe voluto sfruttare per dire "tutta la verità". Il contesto si è capito sul posto. E il senso di andare, per me, è stato innanzitutto quello di verificare, al di là di ogni dubbio, che nulla sarebbe stato spiegato (è scritto in quattro siti diversi, credo). Guarda un po', nulla è stato detto.
Proprio perché non mi accontento, ho anche cercato quanto meno di ottenere una risposta alla *mia* domanda, quella che in nessun modo potrebbe presentare risvolti giudiziari ("hai o non hai fatto un'offerta al ribasso, su Videogiochi, mentre il direttore della rivista era assente per malattia, nonostante tu gli avessi sempre manifestato in pubblico e in privato la massima stima?"). Gli ho detto ciao, gli ho detto «beh, però non hai spiegato un **zzo», «avevi detto avresti spiegato tutto e non hai detto nulla». Le risposte le ho già scritte altrove (di fondo, non avendolo salutato all'ingresso ero un maleducato e quindi non aveva interesse a parlare con me, che ovviamente potevo accomodarmi all'uscita e rosicare mentre lui continuava a lavorare... visto che notoriamente sono un disoccupato sottopontista...).
Sarebbe cambiato qualcosa se invece di andare da solo fossimo andati in dieci? Non era mia intenzione fare il "capopopolo", quindi ho fatto solo quello che mi suggeriva la mia dignità: chiedere spiegazioni di persona. Visti i risultati, viste le dichiarazioni in conferenza, visto lo sguardo della sua assistente mentre parlavamo (mi immagino che contrattino...), non penso sarebbe cambiato nulla. In dieci o in cento.
Chiudo facendo presente una cosa: non so quanto fosse chiaro dal primo post di Zave sull'argomento, ma uno degli obiettivi principali (Zave, eventualmente correggimi) a me sembrava ovvio che fosse quello di mettere al corrente il mercato, nel suo complesso, rispetto alla non necessità di accettare paghe così ridicole. Perché c'è un passato e ok. Ma c'è anche un futuro. Magari, dopo questa vicenda, sarà più difficile per tutti dire "dai vieni, per un annetto devi lavorar gratis, senza alcun contratto, ma poi fidati che ci vorremo tanto bene". Magari no. Però almeno Zave ci ha provato.