Come preferisci.
Il discorso sull'autorialità non è omnicomprensivo, credo anche io ci possano essere giochi d'autore, parimenti o meno a film e libri, indipendentemente dal numero di mani che ci lavorano.
Gli strumenti a nostra disposizione nei giochi sono diversi ma altrettanto potenti. Siamo in grado di far provare un ventaglio di emozioni e sensazioni al giocatore, anche se la regia è condivisa. In questo includo anche gli sviluppi emergenti, del tutto progettabili, volendo.
Una grossa differenza consiste nel controlo indiretto dell'andamento/pacing dell'esperienza, ma anche questo non preclude autorialità. Sempre che poi ci troviamo d'accordo sulla sua definizione.
Doppiaggio italiano? Per me, salvo rari casi, è sempre preferibile quello originale (vedi tutti gli accenti che sono riusciti a ficcare in W3).
Qui ti do ragione, al resto del mondo gli italiani sembrano delle scimmie che si sbracciano scompostamente ad ogni sillaba che pronunciano.