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Autore Topic: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?  (Letto 6572 volte)

Emack

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I fatti: più o meno tutti gli sviluppatori hanno capito da tempo che un videogiocatore frustrato per la difficoltà di un titolo è un videogiocatore che non porta a termine tale titolo. Per cui, parte del lavoro svolto per ampie fette d'utenza è lavoro sprecato.

Gli effetti di una simile presa di posizione si traducono in opere più semplici, curve d'apprendimento più dolci, e gameplay più lineari. In alcuni videogiochi risulta praticamente impossibile morire (come nell'ultimo Prince of Persia, ad esempio), rendendo i videogiocatori quasi degli spettatori piuttosto che deus ex machina.

Ora, è sempre un bene tutto questo? Quando domenica ho terminato la campagna single player di Army of Two, ho realizzato di aver dimenticato quale sia stato l'ultimo gioco in cui mi sia bloccato e sia stata richiesta una sbirciatina alle soluzioni. In Army of Two c'è addirittura un sistema che ti indica con una freccia dove devi andare, per dove devi passare, cosa devi raccogliere, a cosa devi stare attento e così via. Tutto ciò mi ha praticamente rovinato uno sparatutto che si prefiggeva l'obiettivo di essere tattico.

Non si sta eccedendo forse nel senso opposto? Semplificare la vita del videogiocatore non mina il senso di sfida e quindi uno dei princìpi base del gioco? Non mi ritengo un fanatico del livello hard, sono un classico videogiocatore medio, non ho mai finito Ikaruga e neppure Soldner-X: Himmelssturmer, eppure sento che il senso di inadeguatezza nei confronti della sfida posta dal gioco sia un meccanismo eccezionale per favorire il coinvolgimento. Ricordo ancora l'ansia che m procurava la campagna Marine di Aliens vs. Predator, la tensione sempre che mi assaliva ad ogni corridoio buio e ad ogni beep sul radar: impiegai delle settimane per finire il gioco (ricordo che scrissi addirittura a TGM per sapere se fosse normale una cosa del genere - c'era l'FBS all'epoca?), e la soddisfazione finale di far fuori quella dannata regina mi ripagò di tutto.
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Emanuele Colucci.

Shaka

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #1 il: Febbraio 02, 2010, 21:05:10 »

In realtà quel che alle software house interessa maggiormente è che il titolo venga acquistato piuttosto che finito, ecco quindi che investono la maggior parte del loro tempo e budget per rendere il gioco gradevole esteticamente e quanto più maggiormente fruibile.
Io farei un distinguo tra livello di difficoltà e frustrazione, non è mica detto che un gioco difficile debba essere frustrante, tutto dipende dal bilanciamento della mistica curva d'apprendimento. Per quanto mi riguarda un gioco frustrante ha qualcosa che non va esattamente come un gioco spregevolmente facile.
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Emack

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #2 il: Febbraio 02, 2010, 22:09:55 »

Ma AvP in pratica non aveva una curva d'apprendimento, eppure risultava eccitante come non mai.

Che poi la frustrazione non debba essere il solo pilastro del gameplay sono d'accordo, ma quello che suggerisco è che possa comunque essere, se ben bilanciata, un ottimo incentivo per l'esperienza videoludica.
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Emanuele Colucci.

Shaka

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #3 il: Febbraio 02, 2010, 22:26:34 »

Ma infatti in AvP la frustrazione volta a generare tensione è parte integrante del gameplay. Dipende molto da quello che si vuole ottenere, io ritengo dannosa la frustrazione intesa nella sua accezione negativa, ad esempio Tetris è un gioco dall'altissimo coinvolgimento e senso di sfida ma non lo ritengo neanche lontanamente frustrante  :D
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #4 il: Febbraio 03, 2010, 00:28:09 »

La parola frustrazione dovrebbe essere usata con un po' più di cognizione di causa quando si parla di difficoltà dei videogiochi (non mi sto riferendo a te Emack). Solitamente viene usata per indicare la difficoltà eccessiva di un titolo, ma è una sensazione talmente personale che ha veramente perso di senso. Se dopo un paio di tentativi andati a vuoto per superare un dato passaggio subentra la frustrazione... beh, il consiglio è quello di contattare uno psichiatra piuttosto bravo o di cambiare hobby. Alcuni titoli che vengono definiti frustranti non sono tali. Sono semplicemente impegnativi e non adatti ai giocatori di un certo tipo.

Ronove

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #5 il: Febbraio 03, 2010, 14:40:24 »

D'accordo con Karat

Aggiungo che in parte secondo me è anche un discorso che riguarda la userbase. Da un lato è invecchiata (per quello che riguarda i giocatori di vecchia data), dall'altra si è allargata. Quelli che un tempo erano ragazzini o giovani adulti che potevano dedicare ore ad intestardirsi su un ostacolo da superare in un gioco magari oggigiorno non riescono semplicemente più o a trovare lo stimolo o il tempo materiale. Ma le "nuove generazioni"? In effetti almeno nel loro caso non dovrebbe essere un problema proporre giochi con un buon livello di sfida che richieda almeno una certa dosa di impegno e di volontà.

L'equazione gioco difficile = poche vendite secondo me non è comunque particolarmente sensata. Se è vero che in questa era dove (vuoi per internet, vuoi per la diffusione stessa dei videogames) le opinioni si diffondono abbastanza velocemente e un parere che si diffonde (ancora prima che esca il gioco stesso... ) può scoraggiare o incoraggiare una persona all'acquisto, è anche vero che abbiamo esempi di giochi impegnativi che hanno venduto benissimo e hanno ricevuto lodi sia dalla critica che dal pubblico (esempio recente: Demon's Souls).

Per ora la sensazione che ho è che, come ha detto Shaka, i publisher preferiscano non correre alcun rischio e forzare la loro decisione di proporre giochi "accessibili" per avere comunque la certezza di vendere bene. Io dico: va benissimo, ma allora perchè non dare anche la libertà di scegliersi il proprio grado di difficoltà? Perchè ultimamente in tanti casi non si può da subito scegliere il livello più appropriato alle proprie esigenze (ammesso che esista)? Visto che avete citato l'ultimo Prince of Persia, io non penso ci fosse qualche problema nell'inserire qualche opzione di difficoltà dove eliminare "il resurrect automatico/infinito" e sostituirlo magari con un numero determinato (e piccolo) di tentativi da poter riutilizzare e da non dover sprecare.
« Ultima modifica: Febbraio 03, 2010, 14:42:18 da Ronove »
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Cherno

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #6 il: Febbraio 03, 2010, 15:52:42 »

La frustrazione è negativa in quanto alla lunga porta all'abbandono dell'oggetto che la causa. E' un dato di fatto e si applica a qualsiasi cosa, oltre che al videogame.
Il punto è che un videogame difficile dovrebbe sempre metterti di fronte al fatto che la sconfitta è dovuta ad una distrazione apparentemente leggera, in modo da stimolare il replay. Un buon game designer quindi non dovrebbe semplificare o rendere facile in maniera eccessiva un gioco, ma dovrebbe calibrare al millimetro ogni aspetto in modo da non far cadere appunto il giocatore nella frustrazione, ma renderlo cosciente dei propri errori di gioco in modo da essere spinto a superarli piuttosto che a negarli.

Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #7 il: Febbraio 03, 2010, 16:02:58 »

La frustrazione è negativa in quanto alla lunga porta all'abbandono dell'oggetto che la causa. E' un dato di fatto e si applica a qualsiasi cosa, oltre che al videogame.
Il punto è che un videogame difficile dovrebbe sempre metterti di fronte al fatto che la sconfitta è dovuta ad una distrazione apparentemente leggera, in modo da stimolare il replay. Un buon game designer quindi non dovrebbe semplificare o rendere facile in maniera eccessiva un gioco, ma dovrebbe calibrare al millimetro ogni aspetto in modo da non far cadere appunto il giocatore nella frustrazione, ma renderlo cosciente dei propri errori di gioco in modo da essere spinto a superarli piuttosto che a negarli.



Però il buon game designer deve trovare anche un giocatore disposto a prendersi la responsabilità dei propri errori.

Cherno

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #8 il: Febbraio 03, 2010, 16:09:07 »

Dragon's Liar, per prendere un esempio concreto ed estremo, è frustrante e stop.
Mass Effect 2 od Uncharted, quando muori ti danno quella sensazione del "sono un coglione", perchè magari per andare di fretta ti sei scoperto per nulla.

D'accordo con te che la cosa è dipendente dal carattere di una persona, eppure ci sono dei giochi che danno più la sensazione di aver fatto della cazzata piuttosto che accusare il gioco di essere stronzo.

Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #9 il: Febbraio 03, 2010, 16:36:19 »

Dragon's Liar, per prendere un esempio concreto ed estremo, è frustrante e stop.
Mass Effect 2 od Uncharted, quando muori ti danno quella sensazione del "sono un coglione", perchè magari per andare di fretta ti sei scoperto per nulla.

D'accordo con te che la cosa è dipendente dal carattere di una persona, eppure ci sono dei giochi che danno più la sensazione di aver fatto della cazzata piuttosto che accusare il gioco di essere stronzo.

D'accordo con te, ma quanti non finiranno Mass Effect 2 o Uncharted (pur non essendo giochi difficilissimi, soprattutto il secondo) dando la colpa all'eccessiva difficoltà?

Shaka

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #10 il: Febbraio 03, 2010, 16:36:51 »

La frustrazione è negativa in quanto alla lunga porta all'abbandono dell'oggetto che la causa. E' un dato di fatto e si applica a qualsiasi cosa, oltre che al videogame.
Il punto è che un videogame difficile dovrebbe sempre metterti di fronte al fatto che la sconfitta è dovuta ad una distrazione apparentemente leggera, in modo da stimolare il replay. Un buon game designer quindi non dovrebbe semplificare o rendere facile in maniera eccessiva un gioco, ma dovrebbe calibrare al millimetro ogni aspetto in modo da non far cadere appunto il giocatore nella frustrazione, ma renderlo cosciente dei propri errori di gioco in modo da essere spinto a superarli piuttosto che a negarli.

Esattamente.
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Turrican3

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #11 il: Febbraio 03, 2010, 17:31:09 »

I fatti: più o meno tutti gli sviluppatori hanno capito da tempo che un videogiocatore frustrato per la difficoltà di un titolo è un videogiocatore che non porta a termine tale titolo. Per cui, parte del lavoro svolto per ampie fette d'utenza è lavoro sprecato.

C'è sempre un bilanciamento di cui tenere conto: un gioco può essere tosto, ma se mi fornisce abbastanza incentivi ludici a proseguire mi impegnerò sicuramente ad andare avanti. ;D

Il problema sorge quando questi incentivi vengono meno per colpa di leggerezze da parte degli sviluppatori.

Recentemente mi sono trovato più e più volte di fronte a videogiochi che risultavano (per me, in questo sicuramente ha ragione Karat riguardo la soggettività del fenomeno) estremamente frustranti non perchè le singole parti risultavano oggettivamente difficili, ma "semplicemente" perchè erano state prese delle scelte a dir poco infelici riguardo il posizionamento di alcuni checkpoint. Posso capire che ne scazzi uno, due, tre... ma quando la cosa è pressochè sistematica non posso fare a meno di formulare un giudizio negativo sul gamedesign. E di fronte a un punto che risulta per me frustrante, se il gioco non mi da' una... seconda chance per andare avanti offrendomi la scelta di un livello di difficoltà più basso (a tal proposito: sarebbe carino avere più titoli che danno la possibilità di cambiarlo in corsa anzichè costringerti a ricominciare tutto da zero) nel 99,9% dei casi lo metto definitivamente da parte: detesto star lì a perdere tempo inutilmente.

Tornando all'inizio, ecco, io credo che un videogioco debba essere un piacere da giocare... debba lasciarti col sorriso sulle labbra quanto più è possibile, gratificandoti. Per quel che mi riguarda non è necessariamente qualcosa direttamente dipendente dalla difficoltà. A volte basta veramente poco per riuscire a regalare queste sensazioni ai giocatori, purtroppo la "formula magica" sembra essere merce rara oggi più che mai. Devo anche riconoscere però che probabilmente la calibrazione della difficoltà dev'essere un lavoraccio per chi deve metterla a punto.
« Ultima modifica: Febbraio 03, 2010, 17:36:24 da Turrican3 »
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videoGIOCATORE

Cherno

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #12 il: Febbraio 03, 2010, 17:34:07 »

Dragon's Liar, per prendere un esempio concreto ed estremo, è frustrante e stop.
Mass Effect 2 od Uncharted, quando muori ti danno quella sensazione del "sono un coglione", perchè magari per andare di fretta ti sei scoperto per nulla.

D'accordo con te che la cosa è dipendente dal carattere di una persona, eppure ci sono dei giochi che danno più la sensazione di aver fatto della cazzata piuttosto che accusare il gioco di essere stronzo.

D'accordo con te, ma quanti non finiranno Mass Effect 2 o Uncharted (pur non essendo giochi difficilissimi, soprattutto il secondo) dando la colpa all'eccessiva difficoltà?

Ok e questo è un fatto. Un altro fatto è che il videogame comunque è un media ed il suo linguaggio è il gameplay: ho visto giochi, prevalentemente flash perchè lì la gente può sperimentare di più senza problemi, che si fanno giocare senza neanche scrivere una mezza parola a video per suggerire al giocatore cosa fare, ma mostrando solo due simboli a video con i quali si può interagire. Li ho visti giocare da chiunque e riscontrano successo anche sul più casual dei gamer. Perciò diciamo che le produzioni orientate al mass market non possono scostarsi dalla regola per non rischiare, ma quello che andrebbe fatto è altro e la miopia non ha mai fatto bene a nessuno.

Io reputo sia un problema di quanto si dia importanza al linguaggio del videogame(gameplay), più che alla difficoltà/non difficoltà: si è deciso che piuttosto di tener conto del suo giusto peso, è più conveniente e remunerativo sfornare prodotti spogli di questa cura. Giochi dove è difficile controllare il proprio avatar per implementazione approssimativa del sistema di controllo risultanno frustranti anche se sono facilissimi da portare a termine.

« Ultima modifica: Febbraio 03, 2010, 17:35:46 da Cherno »
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Simone 'Karat45' Tagliaferri

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #13 il: Febbraio 03, 2010, 17:49:28 »

Secondo me sono frustranti anche giochi che alla lunga sono estremamente ripetitivi pur essendo facilotti. in effetti sono quelli che mollo più facilmente. Mi viene in mente Dead Space.

Cherno

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Re: Ritenete che la frustrazione sia sempre un fenomeno negativo?
« Risposta #14 il: Febbraio 03, 2010, 17:59:19 »

Esatto. Secondo me è il difetto in generale che rende l'esperienza frustrante: all'inizio puoi sopportare o sperare migliori, anche a fronte dei soldi spesi per un titolo, poi però è dura lasciar passare.
 

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