Va bene: l'editoriale che ho letto, di Vincenzo Aversa, è uno sterile sfogo. Il redattore in sostanza se la prende per la diversità di opinione, ovvero per il fatto che alla gente che la pensa come lui si contrappongono frange di giocatori che la pensano diversamente. Spiega che c'è gente convinta che Mass Effect 2 non sia un RPG(adducendo "eppure ci sono i livelli, i dialoghi ed i punti abilità", sottolineando che quegli elementi fanno parte del "manuale del perfetto rpg"), che c'è gente che per la mancanza della modalità carriera Forza Motorsport 3 non sia un gioco di corse, ed altra che non ha preso bene l'uso del personaggio di Dante nel recente clone di GoW. Si oppone con forza a quelle posizioni, ma senza spiegare il perché(sempre che non sia davvero convinto che siano i livelli, le armi upgradabili ed i punti abilità a fare di un videogioco un rpg), limitandosi a commenti piuttosto puerili sul livello di alfabetizzazione di chi è contrariato dal personaggio di Dante, o alla facile ironia su certi tipi di utenti che è normale rompano il cazzo per qualcosa. Come pagina di un blog andava bene, metterla come pagina di una rivista che viene definita dagli autori una lettura più profonda rispetto alla media mi lascia perplesso.
La recensione che ho letto non mi spiego se descriva lo stesso titolo che ho giocato io. Mi spiego:
Mass effect 2 è il miglior seguito della storia dei videogiochi, a prescindere da quanto sia un ottimo gioco. Perché BioWare ha ascoltato, ha capito e si è sporcata le mani proprio dove il fango ricopriva il capolavoro.
Ha ascoltato chi? Da questo commento sembra che i giocatori si siano compattati nei pareri. Invece, il pubblico che ha giocato il primo titolo era ed è talmento vasto e vario che gli auspici e le richieste dei videogiocatori andavano in ogni direzione, chiedendo tutto ed il contrario di tutto. In qualunque direzione decidesse di proseguire Bioware, quindi, era inevitabile che accontentasse alcuni, ma soprattutto che scontentasse altri. Alla luce di questo, la parte nel quote mi pare semplicemente fuori luogo, e che invece che al pubblico il recensore si riferisse alle proprie richieste(e per quel poco che ho avuto modo di constatare, nelle comunità di appassionati del genere, non mi è parso affatto che la linea di pensiero preponderante fosse quella da lui descritta).
Dove le quest secondarie erano futile e noioso setaccio di pianeti aridi, per esempio, si è rilanciato con missioni esteticamente appaganti, dallo svolgimento ugualmente insignificante forse, ma lontane dal binario riproporsi di strutture identiche tra loro.
Eh? Le missioni di Mass Effect 2, primarie o secondarie che siano, sono tutte tranne un paio strutturate nel seguente modo: sbarca sul pianeta, intraprendi la missione, segui il corridoio e ricordati che quando vedi i cassoni per terra significa che sta per iniziare uno scontro, stermina tutti ed arriva alla fine del corridoio sano e salvo, dove verrai automaticamente riportato sulla navicella. Nelle righe seguenti viene decantata la qualità eccelsa delle missioni-loyalty, che invece, sfortunatamente e a parte 2, sono strutturate nella stessa maniera. Non si sono nemmeno sprecati nell'inventarsi qualcosa di diverso: tutti i compagni, a turno, devono rompere il cazzo e farti sbarcare su di un pianeta per porre termine a vecchie situazioni, affidandoti ovviamente, alla fine di ciascuna di esse, la whoa importantissima scelta morale perché questo è un rpg e adesso te lo dimostro. Il tutto ovviamente può essere piacevole eh, ed infatti a far saltare in aria i cattivi di turno ed a giocare con i superpoteri mi ci sono divertito, però non facciamole passare per quello che non sono, che ci pensa già Bioware a farmi sentire preso per il culo.
E ancora si elogia il passo avanti fatto in termini di I.A. dei compagni(aggiustando subito dopo il tiro), ma è veramente così? Perché i compagni nel gioco che ho portato a termine io non si facevano troppi problemi a farsi una doccia con il fuoco nemico alla ricerca di loro solo sanno quale migliore copertura.
Dove c’era un RPG, c’è un RPG del futuro.
Ecco, questa è una affermazione grossa, e lo è indipendentemente dal fatto che io sia d'accordo o meno. A questo punto però vorrei che si spiegasse cosa spinge a scriverlo, perché converrà anche lui con me che non può bastare la semplificazione del pacchetto, ovvero il taglio di elementi ridondanti che alcuni titoli presentano nel tentativo disperato di offrire qualcosa di nuovo, a giustificare quella frase. Anche perché se Ultima 7 è uscito nel 1992, e l'ultima volta che ho controllato non stavamo ancora tornando indietro nel tempo, devo capire che passo avanti è stato fatto nel sistema RPG da questo Mass Effect 2, tanto da esporsi con frasi che mi spettinano.
Ecco, principalmente questo, ed a questo mi limito perché gli altri giochi recensiti/trattati non li ho potuti provare.