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Autore Topic: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?  (Letto 2132 volte)

Emack

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Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« il: Marzo 27, 2010, 13:06:14 »

Citazione
da corriere.it

Denuncia il «collettivismo tecnologico» e i rischi legati alle alterazioni del cervello
Attenti a Internet, ci fa perdere
la concentrazione e la memoria
L’allarme di Nicholas Carr contro la dittatura della Rete. Il suo saggio divide l'America


«Basta prendere Internet e le tecnologie digitali a scatola chiusa. Offrono opportunità straordinarie di accesso a nuove informazioni, ma hanno un costo sociale e culturale troppo alto: insieme alla lettura, trasformano il nostro modo di analizzare le cose, i meccanismi dell’apprendimento. Passando dalla pagina di carta allo schermo perdiamo la capacità di concentrazione, sviluppiamo un modo di ragionare più superficiale, diventiamo dei pancake people, come dice il commediografo Richard Foreman: larghi e sottili come una frittella perché, saltando continuamente da un pezzo d’informazione all’altra grazie ai link, arriviamo ovunque vogliamo, ma al tempo stesso perdiamo spessore perché non abbiamo più tempo per riflettere, contemplare. Soffermarsi a sviluppare un’analisi profonda sta diventando una cosa innaturale».

Nicholas Carr è la bestia nera dei fan della Rete «senza se e senza ma» e dell’industria delle tecnologie digitali. Due anni fa un suo saggio, pubblicato dalla rivista «The Atlantic» col provocatorio titolo «Google ci sta rendendo stupidi?», fu il primo sasso gettato nello stagno della Internet culture. Carr, uno studioso che ha lavorato nella consulenza aziendale e ha diretto a lungo la «Harvard Business Review», fu bollato dal popolo del web come un nemico della tecnologia.

«In realtà — racconta oggi dalla sua casa in Colorado dove si è ritirato a scrivere libri—fin dagli anni Ottanta sono sempre stato un consumatore febbrile delle tecnologie digitali a cominciare dal Mac Plus, il mio primo personal computer. Sono sempre stato un tecnofilo, non un tecnofobo. Ma il mio entusiasmo si è man mano attenuato con la scoperta che, oltre ai vantaggi che sono sotto gli occhi di tutti, la Rete ci porta anche svantaggi assai meno evidenti e proprio per questo più pericolosi. Anche perché gli effetti saranno profondi e permanenti ».

Jaron Lanier, il genio dell’intelligenza artificiale che in un recente libro- manifesto ha messo in guardia dal «collettivismo» di Internet che uccide la creatività individuale, in Rete è stato bollato come un traditore. Sarà più difficile trattare nello stesso modo The Shallows («Superficialità: Quello che internet sta facendo alla nostra mente») il suo nuovo libro che già fa discutere quando mancano ancora più di due mesi alla pubblicazione negli Usa. Il perché lo spiega lo stesso Carr: «Quello sull’"Atlantic" era un saggio scritto sulla base della mia esperienza personale, una riflessione su come la cultura digitale ha cambiato il mio comportamento. Negli ultimi due anni mi sono sforzato di andare oltre il personale, esaminando le evidenze scientifiche e sociali di come Internet—e anche rivoluzioni precedenti come quella dell’alfabeto — hanno cambiato la storia intellettuale dell’umanità. E di come le nuove tecnologie influenzano la struttura del nostro cervello perfino a livello cellulare».

Nel dibattito promosso dalla «Edge Foundation» su questi temi, lei ha citato il caso della «Cushing Academy », una scuola d’elite che forma le classi dirigenti del Massachusetts fin dai tempi della Guerra di Secessione, dalla cui biblioteca sono improvvisamente scomparsi tutti i libri: sostituiti da computer per fare ricerche. Che ruolo sta giocando la scuola in questa rivoluzione?

«La scuola dovrebbe insegnare a usare con saggezza le nuove tecnologie. In realtà, però, gli educatori e perfino i bibliotecari si stanno abituando all’idea che tutta l’informazione e il materiale di studio possano essere distribuiti agli studenti in forma digitale. Dal punto di vista economico ha certamente senso: costa meno. Ma limitarsi a riempire le stanze di sistemi elettronici è miope. Come ci insegna McLuhan, il mezzo conta, e parecchio. Senza libri non solo è più difficile concentrarsi, ma si è spinti a cercare di volta in volta su Internet le nozioni fin qui apprese e archiviate nella nostra memoria profonda. La perdita della memoria di lungo periodo è il rischio più grosso: è un argomento al quale ho dedicato un intero capitolo».

Il cofondatore di «Wikipedia», Larry Sanger, ammette i rischi di distrazione ma l’accusa di essere troppo pessimista, di non avere fiducia nella capacità dell’uomo di gestire con raziocinio le nuove possibilità offerte da tecnologie che rappresentano, comunque, un grande progresso per l’umanità. L’esercizio della libertà, dice Sanger, richiede responsabilità, capacità di mettere a fuoco i problemi e di risolverli. Anche nell’universo digitale

«I fautori della libertà totale di acquistare e portare armi ragionano nello stesso modo quando dicono: le armi non uccidono gli uomini, sono gli uomini che uccidono altri uomini. Non voglio fare polemiche e vorrei che Larry avesse ragione: io non sono un determinista tecnologico. Purtroppo l’esperienza ci dice che la sua è una visione un po’ naïve: quando una nuova tecnologia diventa di uso comune, tende a cambiare le nostre abitudini, il modo in cui lavoriamo, il modo in cui socializziamo ed educhiamo i nostri figli. E ciò avviene lungo percorsi che in gran parte sfuggono al nostro controllo. È successo in passato con l’alfabeto o l’introduzione della stampa. Succede, a maggior ragione, oggi con Internet. La gente tende a non esercitare le possibilità di controllo, magari perché le interruzioni, le distrazioni che trova in rete, le portano pezzi di informazione interessante, o anche solo divertente»

Oggi, poi, non c’è solo l’uomo più o meno capace di plasmare il suo futuro: pesano anche gli interessi delle grandi corporation delle tecnologie digitali. Riecco Google...

«A far fare soldi alle società della Rete è il nostro moto perpetuo da un sito all’altro, da una pagina web all’altra. Sono i nostri clic compulsivi a far crescere gli incassi pubblicitari. L’ultima cosa che può desiderare una società come Google è che diventiamo più riflessivi, che ci soffermiamo di più su una singola fonte d’informazione ».

Curioso. A sostenere la tesi della libertà assoluta della Rete, senza regole né percorsi educativi, sono soprattutto i progressisti. Con argomenti che, almeno negli Stati Uniti, a volte ricordano quelli usati dai libertari conservatori sulle armi, contro i vincoli in campo ambientale o le regole di educazione alimentare che avrebbero potuto evitare le epidemie di obesità e diabete. Nemmeno Google suscita, per ora, grandi diffidenze. Perché?

«Perché la controcultura della sinistra Usa, contrarissima ai grandi calcolatori Ibm fino ai roghi di schede perforate degli anni ’60, ha poi scoperto nel personal computer — uno strumento individuale sottratto al controllo delle corporation e dei governi— uno strumento di libertà. Ed effettivamente era così, è stato così a lungo. Ma negli ultimi anni molto è cambiato: dal crowdsourcing che significa lavoro e idee gratuite per molte società che operano in Rete, alle reti sociali come Facebook che si comportano come latifondisti dell’Ottocento: affittano gratuitamente pezzetti di terra per poi guadagnare sulla sua coltivazione. È ora di cominciare a riflettere».

Massimo Gaggi
27 marzo 2010

Allora. Il tema è più o meno sempre lo stesso, ma stavolto è posto come piace a me: con un ragionevole equilibrio. Mi ha incuriosito la mia reazione dinanzi a tali affermazioni: quando lessi Homo Videns del Sartori (uscito alla fine del secolo scorso), il capitolo dedicato a Internet mi sembrò la solita profezia apocalittica su un futuro fatto di uomini incapaci di ragionare. Io mi sono sempre schierato dalla parte del Negropontismo, e pensavo che il Sartori fosse il solito tecnofobo miope sulle innumerevoli potenzialità dello strumento. Ma c'è un ma.

Col tempo ho scoperto che la graduale massificazione dei contenuti ha da un lato giovato certamente alla circolazione di idee, ma ha anche dato visibilità a teorie, fatti e affermazioni bislacche, non controllate e irragionevoli. Adesso, mi rendo conto che il problema è più profondo, e non riguarda solo il controllo della validità dei contenuti, ma anche proprio la fruizione degli stessi: non è che forse accumuliamo troppi segnalibri, saltiamo troppi wall of text (sui forum vedo che vengono definiti tali anche documenti di più di un paio di capoversi), senza effettivamente riflettere e contemplare quel che leggiamo?

In parole povere: Internet sta minando quel meccanismo di sedimentazione di idee in noi stessi che è alla base della formazione della cultura?
« Ultima modifica: Marzo 27, 2010, 13:08:01 da Emack »
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Emanuele Colucci.

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #1 il: Marzo 27, 2010, 13:15:58 »

A me piacerebbe usare internet nel modo giusto, ma sto lottando da mesi e ancora non ho trovato una via d'uscita. Dove voglio approfondimento, c'è superficialità; dove mi basterebbero due righe, c'è inutile approfondimento. Alcuni blogger scrivono cose interessanti ma siccome CHE loro sanno scrivere impiegano 24 paragrafi invece che 5 (vale anche per i giornalisti de Il Fatto, ma senza il "siccome CHE sanno scrivere" :asd:). I feed di molti giornali online sono ricolmi di stronzate, con wall of text che le raccontano peraltro (mentre le notizie importanti sono date in 2 paragrafi). Wikipedia ha una qualità terribilmente altalenante, ma sto rivalutando Facebook: ho amici intelligenti che segnalano le cose che vale la pena leggere, e spesso le leggo in toto.

(continua)
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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #2 il: Marzo 27, 2010, 13:40:42 »

Citazione
Col tempo ho scoperto che la graduale massificazione dei contenuti ha da un lato giovato certamente alla circolazione di idee, ma ha anche dato visibilità a teorie, fatti e affermazioni bislacche, non controllate e irragionevoli. Adesso, mi rendo conto che il problema è più profondo, e non riguarda solo il controllo della validità dei contenuti, ma anche proprio la fruizione degli stessi: non è che forse accumuliamo troppi segnalibri, saltiamo troppi wall of text (sui forum vedo che vengono definiti tali anche documenti di più di un paio di capoversi), senza effettivamente riflettere e contemplare quel che leggiamo?

Concordo, tuttavia, spezzo una lancia in favore di chi salta a pie' pari i walls of text: un monitor non e' il posto migliore dove leggere la versione post-moderna di "Critica alla Ragion Pura". Certe persone non hanno ancora capito che scrivere sul web richiede uno stile MOLTO differente rispetto a quello della normale scrittura.
Ma e' colpa di internet, o della semplice idiozia umana ?
Mi spiego meglio, Internet ha dato la possibilita' a migliaia di persone con idee idiote ( perdonatemi la semplificazione, ma di fronte ad un forum di VERI vampiri,  blog di complottisti delle scie chimiche, teoristi dei giochi di ruolo, o lupi mannari cristiani cristiani, idiota mi sembra una definizione piu' che calzante )di unirsi, di dare voce alle loro convinzioni, e dimostrare la "corettezza" delle loro filosofie. E' liberta di parola senza la "responsabilita'" di parola.
Tuttavia, devo ammterre una cosa: internet mi ha cambiato. Mi ha fatto capire dopo 10 anni discussioni, che comunicare sulla grande rete, e' fondamentalmente inutile. Inoltre, l'atteggiamento tipicamente italiano di organizzarsi in "mafie", non fa' che peggiorare questa situazione.

Emack

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #3 il: Marzo 27, 2010, 14:05:59 »

Concordo, tuttavia, spezzo una lancia in favore di chi salta a pie' pari i walls of text: un monitor non e' il posto migliore dove leggere la versione post-moderna di "Critica alla Ragion Pura". Certe persone non hanno ancora capito che scrivere sul web richiede uno stile MOLTO differente rispetto a quello della normale scrittura.
Ma e' colpa di internet, o della semplice idiozia umana ?
Ho capito e sono d'accordo, ma infatti il problema sorge quando i WoT di Internet vogliono sostituirsi a qualsiasi altra fonte. Nell'articolo si faceva l'esempio di una importante biblioteca che ha eliminato i libri e messo postazioni di pc per la consultazione dei tomi.

Citazione
E' liberta di parola senza la "responsabilita'" di parola.

Altro problema annoso, ma credo un pelino meno "grave" del presunto cambiamento in atto... o no?

Citazione
Tuttavia, devo ammterre una cosa: internet mi ha cambiato. Mi ha fatto capire dopo 10 anni discussioni, che comunicare sulla grande rete, e' fondamentalmente inutile.
Forse leggermente più inutile della real life, ma devo dire che molti discorsi non li avrei affrontati se non grazie a discussioni con persone dall'altro capo del doppino telefonico.
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Emanuele Colucci.

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #4 il: Marzo 27, 2010, 14:09:11 »

Ci sto troppo, sto facendo diversi sforzi per starci meno, sono ostacolato dal fatto di non avere un altro posto (!?) in cui stare.

Per il resto, sui limiti del mezzo credo abbia ragione; anche chi sperava di vedere dell'approfondimento in TV è andato a sbattere contro i limiti intrinseci al mezzo. La distribuzione digitale di contenuti estesi e approfonditi è cosa buona, ma credo sia meglio passi per gli e-book e i relativi lettori.
Sull'aspetto sociale di internet lascio perdere ché non ho voglia.

Bon.
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Emack

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #5 il: Marzo 27, 2010, 14:12:05 »

Temevo mi sfottessi per qualcosa, tipo aver letto Sartori :asd:
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Emanuele Colucci.

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #6 il: Marzo 27, 2010, 14:15:31 »

Temevo mi sfottessi per qualcosa, tipo aver letto Sartori :asd:
Perché? Ormai lo citi da anni, insieme a quel singolo paragrafo di Levi-Strauss che non ho mai capito dove volesse andare a parare.


... vedi? Io non volevo, ma tu l'hai chiamato :asd:
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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #7 il: Marzo 27, 2010, 14:19:09 »

Concordo con l'articolo, e sapete una cosa? Ho dato una letta superficiale prima di passare super-rapidamente ad un altra pagina...
Sono tornato per commentare, perché mi sono sforzato di farlo :)

Purtroppo è un destino a cui non possiamo sfuggire.
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Ciro Continisio
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Emack

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #8 il: Marzo 27, 2010, 14:20:50 »

Temevo mi sfottessi per qualcosa, tipo aver letto Sartori :asd:
Perché? Ormai lo citi da anni, insieme a quel singolo paragrafo di Levi-Strauss che non ho mai capito dove volesse andare a parare.


... vedi? Io non volevo, ma tu l'hai chiamato :asd:

E' che quando penso a certe cose faccio automaticamente l'associazione mentale "Autore X" - "Commento del lambino" - ":asd:"

Poi ti chiedo del paragrafo di Levi-Strauss. :sisi:
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Emanuele Colucci.

Emack

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #9 il: Marzo 27, 2010, 14:27:56 »

Concordo con l'articolo, e sapete una cosa? Ho dato una letta superficiale prima di passare super-rapidamente ad un altra pagina...
Sono tornato per commentare, perché mi sono sforzato di farlo :)

Purtroppo è un destino a cui non possiamo sfuggire.

E perché no? Ad esempio, io stamp(av)o tutti i pdf dei corsi che segu(iv)o...
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Emanuele Colucci.

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #10 il: Marzo 27, 2010, 15:05:02 »

Poi ti chiedo del paragrafo di Levi-Strauss. :sisi:
- È OT a bestia;
- Non c'è niente da chiedere a me; ero io a non capire dove volesse andare a parare ^^
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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #11 il: Marzo 27, 2010, 15:07:28 »

(anch'io porcacciazzozza ho pensato a Uriel :asd:)

Io invece ho sempre avuto una memoria casinista, cioè che mi ricordo le cose per sentore e a grandi linee, e non mi capacito mai quando verifico che effettivamente ricordavo bene :asd:

Internet mi ha insegnato una lezione fondamentale, e cioè che non tutto vale la pena di essere letto. E' stata una conquista recentissima, di un paio d'anni fa. Una volta se cominciavo un libro e dopo 5 pagine mi ci voleva una flebo, mi incaponivo e lo leggevo comunque fino in fondo. Non va bene, bisogna imparare che la vita è breve, non si può far tutto e quindi è meglio lasciar perdere ciò che non ci merita. L'ideale sarebbe fare bene tutto ciò che si fa, invece di disperdersi in mille rivoli.

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #12 il: Marzo 27, 2010, 15:30:24 »

L'ideale sarebbe fare bene tutto ciò che si fa, invece di disperdersi in mille rivoli.
Il problema è che con Internet arrivi a fare questo e a concludere una cernita dopo mesi e mesi di dispersione inevitabile, necessari semplicemente alla selezione. E semplicemente non si può non passarci.
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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #13 il: Marzo 27, 2010, 17:48:53 »

Forse leggermente più inutile della real life, ma devo dire che molti discorsi non li avrei affrontati se non grazie a discussioni con persone dall'altro capo del doppino telefonico.
Non saprei, penso che discutere faccia a faccia sia sempre meglio che attraverso un mezzo di comunicazione. Inoltre: Tu non credi nel mistico potere del CRICCHE sulle gengive, vero ?

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Re: Internet ci fa perdere concentrazione e memoria?
« Risposta #14 il: Marzo 27, 2010, 18:01:30 »

Perché mi fai questa domanda? :look:
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