Non ricordo per quale motivo, nonostante mi interessasse, all'epoca non colsi l'occasione di giocare a questo titolo della Monolith, sviluppato sul mitico Build engine. Quando uscì il seguito, Blood 2: The Chosen, lo giocai e (nonostante i suoi difetti) mi piacque notevolmente, e da allora ho sempre avuto il desiderio di giocare al suo predecessore. Complice l'incompatibilità con xp, mai sanata da nessun port perchè il sorgente, al contrario degli altri giochi build, non fu mai rilasciato (un paio di di miei tentativi di farlo girare, prima usando seguendo la guida "build on xp" e poi con dosbox, non risultarono in performance accettabili), non ebbi però mai l'opportunità di giocarlo; sino ad oggi.
Infatti da qualche giorno è disponibile (5,99$), sul sempre ottimo gog, in versione definitiva, completa dei mission pack rilasciati successivamente. La preconfigurazione di dosbox fornita da gog funziona bene, senza mostrare i problemi di framerate o di suono che avevo avuto io con i miei tentativi casalinghi; ho solo avuto un problema con le tracce audio ad alta qualità, fornite in formato .ogg, che ho dovuto disabilitare, ripristinando le originali midi, perchè il volume era stellare e non regolabile.
Che dire: sono veramente felice, il gioco è straordinario. Ho giocato i primi 2 capitoli e mezzo di 5 disponibili (non so se quei 5 già comprendano i mission pack o meno sinceramente, ma ogni capitolo è lungo come un tipico capitolo di uno sparatutto dell'epoca, come ad esempio duke nukem 3d o doom 1, con relativo boss finale). Quello che più mi ha colpito, oltre alla cattiveria generale, che è benvenuta (e che si è un po' persa con questa new age di moralismo), è il design dei livelli. Non sto parlando dal punto di vista estetico (ovviamente), ma proprio dal punto di vista del gioco: non c'è niente di paragonabile che sia uscito negli ultimi 5~6 anni, o almeno non tra quello che io ho giocato.
A livello di gameplay ritroviamo la tipica gestione delle armi dei vecchi sparatutto: arma 1 per mostro A e B, arma 2 per mostro B, C e D, arma 3 per E e F, e così via (in gran parte scomparsa negli sparatutto moderni), e con essa quella varietà di manovre di attacco-evasione (di cui la gestione delle armi è un componente): gli zombi li affronti in modo diverso dai gargoyle, che a loro volta vanno approcciati in modo differente dai fantasmi, eccetera; e ovviamente non c'è la salute rigenerante, il che ci costringe a gestire un minimo la nostra salute, raccogliendo le cure solo se possono essere sfruttate a pieno o risparmiando il medkit portatile per quella sessione particolarmente dura.*
Chiamatemi nostalgico, ma come giocatori abbiamo perso tanto, con l'evoluzione degli sparatutto, e quello che abbiamo guadagnato in cambio lo abbiamo guadagnato come spettatori.
* Ovviamente per apprezzare tutto questo è imperativo scegliere il livello di difficoltà giusto per il proprio livello di abilità.
Insomma Blood lo consiglio a chiunque non ci abbia giocato, e anche a chiunque lo abbia fatto troppo tempo fa per ricordarsene a dovere.