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Autore Topic: La crisi generazionale Giapponese  (Letto 552 volte)

Mat

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La crisi generazionale Giapponese
« il: Luglio 07, 2010, 16:49:06 »

Segnalo un articolo interessante, anche se non esente da luoghi comuni.

http://www.everyeye.it/multi/articoli/perche-il-giappone-ha-fallito_speciale_11547

Non mi trovo d'accordo al 100% per una serie di motivi

1 - la crisi inizia casomai nella generazione precedente, quando, all'apparenza, l'industria ludica jap con la ps2 sembrava in forma eccellente

2 - il declino dell'industria ludica è ovviamente un riflesso della crisi economica del paese orientale. Meno soldi in tasca agli acquirenti giapponesi = tentativo disperato delle SH nipponiche di conquistare il più danaroso (e propenso all'acquisto) pubblico occidentale;

3 - meno denaro in circolazione significa ovviamente meno mezzi per produrre blockbuster, con conseguente spostamento delle SH verso le meno esose in termini di porgrammazione console portatili. Questo non significa però esaurimento della vena creativa del Sol Levante come vorrebbe far credere l'articolo;

4- il successo dell'occidente non è sempre stato proporzionale alla qualità dei titoli proposti;

5- del tutto inutili e gratuite le critiche a Famitsu, specie dopo aver visto cosa è successo con Gamespot...
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Maelzel

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Re: La crisi generazionale Giapponese
« Risposta #1 il: Luglio 08, 2010, 11:11:53 »

A me pare che nemmeno l'Occidente possa dirsi talmente in forma da poter giudicare l'oriente.

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Federico 'Fleym' Rosa

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Re: La crisi generazionale Giapponese
« Risposta #2 il: Luglio 08, 2010, 13:55:52 »

Io invece noto che da questa generazione di console la strategia dei distributori occidentali è spalare merda sul Giappone come se urlare i difetti degli altri cancelli i propri, vedi Bioware.
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Ziggybee

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Re: La crisi generazionale Giapponese
« Risposta #3 il: Luglio 08, 2010, 14:49:12 »

Dopo questo E3, quel discorso non ha più senso ed è un chiaro segno che come al solito gli italiani copiano e pure in ritardo :)

Gli unici titoli con un minimo di sperimentalità che ho visto vengono da studi giapponesi. E non mi riferisco alla roba Wii.
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Matteo Anelli

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Ronove

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Re: La crisi generazionale Giapponese
« Risposta #4 il: Luglio 15, 2010, 17:28:30 »

Dopo questo E3, quel discorso non ha più senso ed è un chiaro segno che come al solito gli italiani copiano e pure in ritardo :)

Gli unici titoli con un minimo di sperimentalità che ho visto vengono da studi giapponesi. E non mi riferisco alla roba Wii.

Quoto.

Il fatto è che molti sviluppatori giapponesi hanno impiegato più tempo rispetto a quelli occidentali nello sfruttare le attuali piattaforme, e quindi solo negli ultimi due anni stanno finalmente fioccando produzioni giapponesi degne di nota.

Probabilmente il fatto che molta gente gridi alla "crisi" è per via del fatto che erano abituati a ben altri ritmi nell'epoca ps2 dove i titoli di matrice nipponica uscivano in numero sicuramente superiore e con maggior frequenza. Da un lato è sicuramente vero che c'è stata una sorta di crisi di idee per quanto riguarda alcuni generi (vedi JRPG), ma è anche vero per molti il salto generazionale ha significato un incremento dei costi di produzione che molte case giapponesi non hanno potuto o non possono ancora sostenere.

Prendendo la Atlus come esempio. Hanno per caso esaurito la loro vena creativa? Assolutamente no, ma è un'azienda "piccola" (anche se svolgono il ruolo di publisher per alcuni titoli in occidente) ed è stato facile capire perchè i loro ultimi titoli sono stati sviluppati ancora su PS2 o sulle console portatili. I costi di produzione sono saliti sempre di più, le tecnologie che si adoperano per realizzare titoli di un certo calibro sono ugualmente costose, quindi o si ha alle spalle un "gigante" che ti finanzia, o semplicemente sei costretto ad optare per scelte di mercato diverse.

Tra le altre cose, è abbastanza ironico che negli ultimi due anni l'RPG "di stampo occidentale" più apprezzato e premiato sia Demon's Souls che è sviluppato da una software house giapponese.
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