Dopo questo E3, quel discorso non ha più senso ed è un chiaro segno che come al solito gli italiani copiano e pure in ritardo 
Gli unici titoli con un minimo di sperimentalità che ho visto vengono da studi giapponesi. E non mi riferisco alla roba Wii.
Quoto.
Il fatto è che molti sviluppatori giapponesi hanno impiegato più tempo rispetto a quelli occidentali nello sfruttare le attuali piattaforme, e quindi solo negli ultimi due anni stanno finalmente fioccando produzioni giapponesi degne di nota.
Probabilmente il fatto che molta gente gridi alla "crisi" è per via del fatto che erano abituati a ben altri ritmi nell'epoca ps2 dove i titoli di matrice nipponica uscivano in numero sicuramente superiore e con maggior frequenza. Da un lato è sicuramente vero che c'è stata una sorta di crisi di idee per quanto riguarda alcuni generi (vedi JRPG), ma è anche vero per molti il salto generazionale ha significato un incremento dei costi di produzione che molte case giapponesi non hanno potuto o non possono ancora sostenere.
Prendendo la Atlus come esempio. Hanno per caso esaurito la loro vena creativa? Assolutamente no, ma è un'azienda "piccola" (anche se svolgono il ruolo di publisher per alcuni titoli in occidente) ed è stato facile capire perchè i loro ultimi titoli sono stati sviluppati ancora su PS2 o sulle console portatili. I costi di produzione sono saliti sempre di più, le tecnologie che si adoperano per realizzare titoli di un certo calibro sono ugualmente costose, quindi o si ha alle spalle un "gigante" che ti finanzia, o semplicemente sei costretto ad optare per scelte di mercato diverse.
Tra le altre cose, è abbastanza ironico che negli ultimi due anni l'RPG "di stampo occidentale" più apprezzato e premiato sia Demon's Souls che è sviluppato da una software house giapponese.