Ragionandoci su ho pensato:
descostruzione ok, ma lo schema è poco reversibile.
Ovvero, può essere anche un punto di riferimento nello sviluppo di un gioco, ma non è che l'idea di un gioco parta da questi singoli elementi. E' un'analisi schematica a posteriori, utile soprattutto alla critica del videogioco.
Quello che un bravo recensore sottolinea intuitivamente (percezioni, sensazioni, obiettivi di gioco - non solo il comparto tecnico) è ora su tabella.
Il che non è niente male comunque!
Come mi è capitato di dire altre volte puoi criticare qualcosa solo se hai provato a farla in prima persona.
Diffido da critici musicali che non sanno suonare, da critici cinematografici che non hanno mai provato a fare un film in vita loro, e anche da critici videloudici che non hanno mai provato a creare un videogioco.
Ti sfugge il processo creativo se non crei a tua volta.
Ho imparato molto di più da un'intervista a Mikami o Yu Suzuki che da saggi logorroici nostrani (che in linea di massima evito accuratamente).
Insomma, fate largo ai critici sviluppatori, che è mejo.