Personalmente mi da fastidio il fantasy, sono nauseato da tutto quella che è la produzione legata ad Orchi, Cavalieri, Maghi e Fate, sia essa sottoforma di videogioco, libro o film.
E se penso che uno dei generi che preferisco, l'RPG, è indissolubilmente legato a questo genere di ambientazione sono preso da spasmi intestinali duri.
Curiosamente 10 anni fa, ai tempi di GTA 3 (sono già passati 10 anni), mi chiedevo perchè nessuno avesse mai sfruttato a dovere l'ambientazione tipica dei film Western in uno sparatutto/action (in quel periodo usciva Desperados), ora che su tutte le consoles gira Red Dead e ne vedo il successo continuo a non trovare risposta alla mia domanda ma una sensazione di sollievo mi riempie ... perchè se nel mentre fossero usciti 9808709453092mila inutili videogiochi con i cowboys forse Red Dead non eserciterebbe tutto questo fascino su di me.
Che è un pò il motivo per cui, nonostante sia un fan della fantascienza, ho smesso di guardare ai titoli Sci-Fi perchè tanto sono sempre tutti la stessa cacca a base di fucili laser e/o mostri venuti dallo spazio (ahhhh dov'è finita la fantascienza alla Asimov).
Riguardo allo scegliere un'ambientazione contemporanea, credo che il problema sia la narrazione e l'immedesimazione. Infatti, a meno di scegliere una prospettiva estremamente ristretta (Modern Warfare, Splinter Cell) o una dicotomia particolare (crimine/legge, GTA, Kane&Lynch) in cui comunque si mette davanti al giocatore solo una ristretta e selezionata parte del mondo, è molto difficile rendere "interessante" e duttile narrativamente quello che già tutti vivono giorno per giorno.
In fin dei conti creare un mondo, fatto di luoghi ed eventi, intorno al personaggio per dare uno scopo al videogiocatore è molto semplice se si parte da una base di fantasia, perchè permette di semplificare ed estremizzare le meccaniche.
Riflettiamoci, quello che rende diverso un videogioco dalla vita reale è il processo causa-->effetto, che nel videogioco produce un risultato certo, che sia fare tutto bene per ottenere una ricompensa migliore, che sia l'equazione che ci porta a diventare più forti in base all'esperienza che guadagnamo o che sia il tipo di scelte che compiamo e come queste si riflettono nel modo in cui il resto del mondo videoludico interagirà con noi.
Nella vita reale possiamo passare mesi a lavorare duro alla nostra scrivania per vederci passare davanti il figlio dell'amico del capo, o per non vederci rinnovare il contratto, fare un favore a qualcuno e non ricevere gratitudine, allenarsi e non vedere miglioramenti, il nostro è un mondo dove i cattivi e i buoni si confondono in una enorme zona grigia.
Immaginiamoci un RPG con ambientazione contemporanea, potrebbe essere un esperimento interessante perchè automaticamente (come quando giochiamo a GTA IV) ci aspetteremmo una certa dose di coerenza tra quello che succede sul monitor e quello che vediamo fuori dalla finestra.
Nell'ultima parte ho divagato
