Mario Sunshine lo reputo un platform 3D abbastanza riuscito, ma ha diverse pecche.
Quando uscì i fanboy ebbero di che gioire per il ritorno di Yoshi e... poco altro.
Per tutti gli altri abbiamo avuto un po' uno snaturamento di ciò che è sempre stato Super Mario, in Sunshine l'idraulico (più piccino del solito, in proporzione al mondo in cui operava) è provvisto di uno strumento (lo Splac 2000 o come si chiamava) che altera di molto il controllo tipico della saga, fornendo più un correttore di sbagli che altro. L'abilità di Mario dipende un po' meno dai suoi salti ed evoluzioni e lui stesso diventa orfano dei classici power up della saga. Se a questo (che è comunque una scelta precisa di design, che ho accettato sin dal principio) aggiungiamo un numero di livelli davvero basso con troppe stelle da raccogliere negli stessi e un'insensata collocazione delle monete blue (che servono per completare il gioco al 100%) si capisce che questo titolo ha ben poco dello stile e della classe degli illustri predecessori. Detto questo, io ho comunque apprezzato il titolo, grazie alla diversità di ambientazione, i livelli nascosti (che sono gli unici in cui Mario torna alle sue origini e alcuni sono bastardissimi) e al coraggio messo in campo da Nintendo, nel voler realizzare un prodotto abbastanza ambizioso (anche per la saga stessa) però certi difetti evidenti, col senno di poi, mi pesano un po' da fan.