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Autore Topic: BioShock e la difficoltà nei videogiochi  (Letto 17670 volte)

letslookback

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BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« il: Marzo 08, 2011, 10:39:21 »

In questi giorni, non trovando alternative valide, ho ripreso una mia vecchia fiamma, ovvero Bioshock.
Non mi sembra davvero il caso di sottolineare ancora una volta l'immenso valore di quest'opera, su cui si sono espressi ormai cani e porci. Piuttosto mi piacerebbe rivalutarne l'aspetto, forse, più bistrattato/sottovalutato: quelle camere della vita che secondo me offrono un punto di vista diverso dai due modelli classici "impossibile" e "si gioca da solo" sulla questione del bilanciamento della difficoltà.
Probabilmente è solo una mia interpretazione, ma a me è sembrato che Levine ci mettesse di fronte una sorta di sistema autovalutativo, in cui è il giocatore stesso a doversi chiedere: "Sono stato bravo? Ho realmente sconfitto il gioco oppure è stato il gioco ad aiutarmi?" ed in base alla risposta (quindi l'onestà del giocatore verso sé stesso diviene una variabile, fatto rivoluzionario!) resettare oppure procedere.

Voi che ne pensate? Sono io a vedere la genialità dietro ad un palese errore di level design oppure è così per qualcun altro? :)
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Monopoli

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #1 il: Marzo 08, 2011, 11:00:24 »

Bioshock e' stata la piu' grande delusione di questa generazione. L'ho preso sia per PC che per X360 e ho preso l'X360 apposta per questo gioco e "The Darkness" gli ha fatto un culo che non finisce piu'.
Non credo sia necessario cercare motivazioni auliche in cose costruite prettamente intorno a feature tagliate o aggiunte successivamente.
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letslookback

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #2 il: Marzo 08, 2011, 11:12:54 »

Forse chiederti il perché di cotanto odio è OT, però lo faccio lo stesso.
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Ziggybee

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #3 il: Marzo 08, 2011, 11:14:47 »

A me non è dispiaciuto affatto.

Molto romantica ed efficace l'idea dell'utopia subacquea, per me il vero down è venuto quando ho realizzato che era l'ennesima iterazione senza alcuna innovazione del solito sistema di gioco lanciato con System Shock.

Secondo me quello che dieci anni fa funzionava benissimo adesso lo fa un po' meno, anche se forse è solo stanchezza per aver giocato tutti i titoli precedenti con lo stesso sistema di gioco. Però come ho detto l'ambientazione ti fa passare sopra certi difetti. Io forse avrei fatto una scelta diversa rispetto agli NPC-boss di cui il gioco è disseminato.

System Shock 2 riusciva a creare un'ottima atmosfera facendoti quasi mai combattere e ponendo pochissima enfasi sul concetto di boss e/o progressione lineare. Anche Deus Ex aveva una impostazione simile e devo dire che rende di più (anche per il sistema di conversazione). Le mappe non sono più livelli ma luoghi.
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Matteo Anelli

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Joe

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #4 il: Marzo 08, 2011, 11:17:24 »

A me Bioshock piacque molto, invece. Però io spesso bado molto al contorno (dopo 20 anni di gioco) e quel che mi ha offerto lo reputo eccezionale. Ciò che mi ha deluso è stato il boss finale (ridicolo) e soprattutto la difficoltà, quando lo giocai io al massimo livello ( su 3) lo trovai troppo facile, soprattutto per colpa delle camere della vita (e l'energia dei nemici che non si rigenerava ogni volta che il giocatore resuscitava).
« Ultima modifica: Marzo 08, 2011, 11:20:15 da Joe »
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Mr Rud

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #5 il: Marzo 08, 2011, 11:32:06 »

Per me è uno di quei titoli che tenta eccessivamente di essere videogioco, offrendo delle soluzioni di gameplay e di narrativa troppo formali (i distributori, il sistema "morale" assolutamente patetico e il misplacement degli audiodiari) che stonano don l'art design e con l'intero leit motiv del Per Cortesia. Per non parlare del fatto che dopo L'incontro con Ryan il gioco perde assolutamente tutto il senso e tutto il perchè.

Sulla questione della difficoltà sono abbastanza indifferente: personalmente l'ho completato a livello Difficile senza usare Vita Chambers, e rimane comunque un titolo facile (e non può essere altrimenti: provate a guardare come giocano certe persone a Black Ops con il theater mode e vedrete qual è il livello medio dei giocatori odierni).
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Turrican3

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #6 il: Marzo 08, 2011, 11:36:32 »

Mah secondo me le Vita Chambers erano solo un modo per rendere il gioco più abbordabile per il fruitore medio, non ci vedo particolari scelte "filosofiche" dietro da parte del/dei gamedesigner, tant'è che addirittura in seguito (forse solo per PC però, non ricordo bene) rilasciarono una patch che consentiva di disabilitarle...
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videoGIOCATORE

letslookback

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #7 il: Marzo 08, 2011, 11:51:09 »

il sistema "morale" assolutamente patetico
Questa è una precisa scelta di design, è l'unica vera decisione che prendi in tutto il gioco, eppure è una non-scelta, del tutto ininfluente (il che si ricollega perfettamente alla Bioshock-filosofia).
Per non parlare del fatto che dopo L'incontro con Ryan il gioco perde assolutamente tutto il senso e tutto il perchè.
Ok, qua siamo d'accordo. :)
Per me è uno di quei titoli che tenta eccessivamente di essere videogioco
Qui invece decisamente no. ;D
Se arriviamo ad affermazioni del genere dobbiamo forse farci delle domande...
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Mr Rud

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #8 il: Marzo 08, 2011, 12:12:47 »

Per me è uno di quei titoli che tenta eccessivamente di essere videogioco
Qui invece decisamente no. ;D
Se arriviamo ad affermazioni del genere dobbiamo forse farci delle domande...

Sei sicuro ? Quindi per te un boss fight finale che si sconfigge con la filosofia "indebolsci fino a livello + critico", un sistema di distributori apparentemente inattaccatto nonostante le premesse narrative, un misplacement scandaloso di collezionabili, un sistema di gameplay (plasmidi) introdotto in malo modo, ma necessatio per l'esplorazione, un utilizzo della non-interattività pessimo non sono segni di un videogioco che non sa essere subdolo ?

Sulla questione del comparto morale: fossi in te non darei troppo credito agli sviluppatori, potrei accettarlo se il finale fosse univoco o aperto, ma non se fosse una spartizione buono-cattivo con una scala di grigi poco approfondita in mezzo

Personalmente mi piace Bioshock per il tema del "tanto non sei libero, ma fai ciò che ti dico io" però è innegabile che il tema si perde nello sviluppo di un gioco con delle feature quanto mai opinabili.
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Maelzel

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #9 il: Marzo 08, 2011, 13:48:23 »

Secondo me si è un po' troppo critici.
Bioshock ha avuto se non altro il merito di dimostrare che si possono fare buone vendite anche creando solo un single player che abbia un suo senso.
Poi chiaro, la parte iniziale del gioco è meglio della parte finale, ma qui credo che sia davvero un problema produttivo e di offerta eccessiva del mercato (ci son così tanti giochi che sono una % degli acquirenti arriva alla fine di ognuno, quindi grossi sforzi negli inizi, come viene nel finale)
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letslookback

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #10 il: Marzo 08, 2011, 14:23:15 »

Sei sicuro ? Quindi per te un boss fight finale che si sconfigge con la filosofia "indebolsci fino a livello + critico", un sistema di distributori apparentemente inattaccatto nonostante le premesse narrative, un misplacement scandaloso di collezionabili, un sistema di gameplay (plasmidi) introdotto in malo modo, ma necessatio per l'esplorazione, un utilizzo della non-interattività pessimo non sono segni di un videogioco che non sa essere subdolo ?


Non, io intendevo un'altra cosa. Quello che ti dico è che quando arriviamo ad una frase del genere:
uno di quei titoli che tenta eccessivamente di essere videogioco
possiamo imputare il complesso d'inferiorità del medium solo ed esclusivamente ai suoi stessi fruitori. :sisi:
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Ziggybee

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #11 il: Marzo 08, 2011, 14:29:48 »

Però anche a me ha fatto quella impressione.

Non posso fare a meno di continuare a fare un paragone con System Shock 2. Lì per gran parte del tempo si esplora e basta. La tensione è lasciata al comparto audo-visivo e basta.

Bioshock ha sicuramente un'atmosfera ed una ricerca del dettaglio molto superiore ma viene sacrificata dagli sbrigativi audiolog e dal voler mettere una sparatoria dietro ogni angolo.
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Matteo Anelli

Vazkor: "Altro che Apple TV"

Mr Rud

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #12 il: Marzo 08, 2011, 14:57:34 »

@letslookback

Ci siamo un pò fraintesi allora: ciò che voglio dire è che un videogioco come Bioshock, dotato di gameplay "espansivo" e di uno sviluppo non banale non ha bisogno di (e non dovrebbe usare) formule e convenzioni apertamente videoludiche per scandire il suo sviluppo. L'interattività e l'interazione vanno benissimo e devono essere portate al massimo, ma se intaccano l'esperienza danneggiando la sospensione dell'incredulità, allora incominciano a sorgere i problemi. Gli audiolog per me non sono un problema, ma devono essere messi con un pò di criterio, fuoriuscendo dalla logica "gotta catch 'em all", per essere usati in modo più coerente.

Una cosa del genere succede in Fallout New Vegas, un gioco in cui le scelte venivano didascalizzate per paura che il videogiocatore non venisse a conoscenza di tutte le possibilità, tant'è che alcune scelte di dialogo erano apertamente distruttive: chiedere ad un personaggio cosa sarebbe successo se il PC avesse aiutato la fazione avversa era un calcio rotante alla quarta parete, ma essendo NW un gioco più complesso e conoscende l'intelligenza media del giocatore moderno, chiudo un occhio e tiro avanti. Bioshock non può permettersi, a mio avviso, questo approccio aperto per due motivi: per prima cosa non incentiva l'azione del giocatore, sostituendola con una illusione d'azione, come anche testimoniato da alcune scelte di design (i dialoghi tramite vetro antiproiettile ricordano qualcosa ?), e inoltre il reparto gameplay stona, per certi versi, con l'intera narrazione ambientale dovuta al'art design, mettendone in discussione la coerenza.

Posso benissimo riformulare la frase: "avrei preferito che Bioshock non mi ricordasse continuamente di essere un videogioco" (difetto che condivide con Batman Arkham Asylum), ecco così penso che suoni meglio.

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #13 il: Marzo 08, 2011, 15:26:32 »

Bella frase, è tua?
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Mr Rud

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Re: BioShock e la difficoltà nei videogiochi
« Risposta #14 il: Marzo 08, 2011, 15:52:52 »

No, riformulata da qualche parte probabilmente, mai stato bravo con le battute a effetto
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