Il punto è che non basta essere un pirla qualsiasi ma onesto per potersi permettere il cappello di "Io sono una persona retta e onesta". Devi anche essere più bravo di tutti gli altri messi insieme, perché ti mangeranno vivo.
Un Travaglio ha resistito fino ad oggi perché è molto intelligente, e furbo. Ha avuto i suoi problemi: (almeno) una causa per diffamazione persa (per aver usato una parola inesatta), la scaramuccia con Santoro quando si lamentò di non poter parlare senza essere interrotto (che non fu un toccasana per la sua immagine), varie voci spesso rivelatesi poi calunnie, altre cose che ora non mi vengono in mente. Ma è ancora lì, e questo perché avere la schiena dritta non vuol dire pretendere che TUTTO il mondo si adegui a noi ORA E SUBITO. Devi avere la pazienza di ripetere mille volte quella che è per te la verità, ma senza sembrare un pazzo, senza stufarti mai. Devi dire le cose *come giornalista*, non come uno che vede le regole del giornalismo come un ostacolo.
Sì, siamo in un paese in cui un "giornalista" può pedinare un giudice che non fa assolutamente nulla e non venire radiato dall'albo, ma devi credere nel mestiere che hai scelto e seguire le regole, devi essere un esempio e non l'eccezione irraggiungibile e pura.
Poi non conosco la storia specifica di Paolo Barnard, ma esempi di giornalisti che a un certo punto partono per la tangente e cominciano a sparare stronzate ce ne sono (mi vengono in mente Paolo Guzzanti e Giulietto Chiesa, per motivi diversi e con esiti più fortunati di Barnard).