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Autore Topic: Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili  (Letto 3085 volte)

Gendo Ikari

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Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« il: Gennaio 26, 2012, 02:11:28 »

Per chi non lo conoscesse ancora, Katawa Shoujo è una Visual Novel, genere poco diffuso al di fuori del Giappone e tavolta discusso separatamente da altri generi di videogiochi, in quanto più associabile a storie a bivi con immagini. Come parecchie altre produzioni di questo genere, sarebbe una storia di amori liceali: un ragazzo, cinque ragazze, e scelte da compiere che porteranno verso una di loro. Non fosse che questo liceo è un istituto speciale per giovani diversamente abili, lo è il protagonista, con problemi di cuore in tutti i sensi, come le sono tutte le possibili fidanzate. L'origine del progetto risale a una discussione aperta su 4Chan all'alba del 2007, nella quale fu postata una pagina tratta da una doujinshi del 2000, un semplice schizzo (la colorazione era stata effettuata successivamente) in cui il futuro character designer di Valkyria Chronicles mostrava la sua bizzarra idea per una VN scolastica fuori dal comune. Di sicuro non si sarebbe mai aspettato che alcune persone sarebbero state tanto colpite dal concept da decidere di trasformarlo in realtà, senza mai staccarsi dal design di base e dalle disabilità descritte in quella singola pagina.

[Da notare che, avviato il progetto, gli sviluppatori si staccarono da 4Chan, e solo tre di essi sono rimasti dall'inizio alla fine. Ma sapete com'è, ad alcuni siti fa comodo strillare "la Dating Sim creata da 4Chan!" per alzare le visite.]

Di primo acchitto, è naturale essere dubbiosi sul concept, che si presta sia al cattivo gusto e a feticismi vari, che dal lato opposto al drammone. Basta poco per vedere che non è il caso. L'argomento è trattato con tatto e rispetto (fra gli sviluppatori c'è anche un italiano, un infermiere che ha fornito molta consulenza medica di prima mano), le ragazze hanno molta personalità ben oltre le rispettive disabilità, e non sono mai trattate come persone da considerare come fossero di vetro e da compatire (una lo sembra ma la sua storyline sovverte molti elementi di personaggi del suo tipo). Il dramma c'è ma, a parte forse in alcune scene di una delle storie (proprio quella che mi è piaciuta meno), mai trascinato. C'è un tema più ampio del tornare ad apprezzare la vita, piacevole e mai insistito. Ha anche le scene hentai meno hentai che abbia visto negli ultimi anni, se così si può dire, poche e trattate con la stessa delicatezza del resto. Visto che ogni ragazza è stata curata da un diverso sceneggiatore, la qualità è variabile ma ogni "percorso" merita di essere seguito, ricchi come sono di momenti sia divertenti che commoventi (nessuna vergogna se scappa anche qualche lacrima). Più di una volta si vede che gli sviluppatori ci hanno messo il cuore, anche nella realizzazione tecnica, discontinua pure quella, ma character design e illustrazioni possono tranquillamente stare a fianco di Visual Novel commerciali giapponesi (c'è anche chi a prima vista pensava che questa fosse una produzione giapponese tradotta). Non è un capolavoro, e per forza di cose alcuni elementi risultano comunque idealizzati (guardando anche i personaggi di contorno, in quella scuola non c'è una ragazza disabile che non sia come minimo carina!), ma resta un piccolo "miracolo": uno schizzo, poco più di uno scherzo, che nell'arco di un lustro si è trasformato in un progetto originale e sotto molto aspetti coraggioso.

Al di là dei suoi meriti, però, mi ha colpito l'accoglienza che Katawa Shoujo ha ricevuto in queste settimane. Già all'uscita dell'Act 1, nel 2009, aveva ricevuto molta attenzione, ma nessuno si aspettava che la versione completa ne ricevesse così tanta. Gamefaqs, Kotaku e The Escapist hanno fatto la loro parte, mentre altri siti non sembrano neanche averlo voluto sfiorare. Da qui la prima domanda che mi sono posto: il videogaming "mainstream" ha la giusta maturità per poter trattare un argomento come la disabilità fisica? Allo stato attuale sembrerebbe di no, altrimenti non mi spiegherei lo stupore di molti videogiocatori arrivati a KS per via di una "malsana" curiosità per la tematica, salvo trovarsi di fronte qualcosa del tutto diverso dalle aspettative, spiazzandoli.

Altro punto è la sceneggiatura. È ben fatta, mai sotto un certo livello, ma neppure alta letteratura, per quanto siano stati bravi, si tratta pur sempre di sviluppatori amatoriali. Eppure in tanti hanno lanciato lodi sperticate, parlando anche del coinvolgimento provato in alcuni passaggi. Sarà che, causa PC vecchio, sono fuori dall'ultima generazione videoludica ma, davvero, mi chiedo: il livello delle storie nei videogiochi è ancora così basso, sia per qualità di dialoghi e caratterizzazioni, che per ampiezza delle tematiche? O piuttosto che scrivere una buona storia si preferisce usare tanti poligoni ed effetti speciali per compensare?

Passato il suo attuale quarto d'ora di fama, spero che Katawa Shoujo resterà almeno come esempio di come i videogiochi abbiano grandi potenzialità come medium narrativo, ma come queste siano ancora limitate e, peggio ancora, autolimitate (a ben vedere, difficilmente KS non sarebbe mai potuto esistere come produzione commerciale).
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Vazkor

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #1 il: Gennaio 26, 2012, 09:23:33 »

Ma vengono stuprate dai tentacoli?
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Joe

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #2 il: Gennaio 26, 2012, 12:19:07 »

Vedo che pur di narrare qualcosa di nuovo si cercano anche i temi più sensibili e a rischio, però se sono stati trattati con rispetto può anche andar bene. :) In ogni caso non è il mio genere.

Il tuo post potrebbe andare dritto in home.
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Puck

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #3 il: Gennaio 26, 2012, 12:41:08 »

Il tuo post potrebbe andare dritto in home.

Concordo ed ho anche intenzione di giocare a questo titolo.
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I pazzi che videogiocano diventano insoddisfatti. Cominciano a desiderare di vivere in modi diversi, il che non è... mai possibile!

Monopoli

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #4 il: Gennaio 28, 2012, 12:48:33 »

Dialogo con un amico:
Io: "Qual'e' quel gioco hentai gratis?"
Amico: "Quello dove ci si scopa le storpie?"

 :cheers: :cheers: :cheers:
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Vazkor

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #5 il: Gennaio 28, 2012, 14:02:45 »

Dialogo con un amico:
Io: "Qual'e' quel gioco hentai gratis?"
Amico: "Quello dove ci si scopa le storpie?"

 :cheers: :cheers: :cheers:

Win.
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Gendo Ikari

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #6 il: Gennaio 28, 2012, 20:42:48 »

Ma postate con un un generatore di Risposte Smargiasse Predefinite (TM)? Ne voglio uno anche io  :asd:

Personaggio Bonus!


Il tuo post potrebbe andare dritto in home.

Vedo che viene segnalato, anche se sulle prime avevo capito che lo si volesse trasformare in un articolo per qualche altra sezione della home, per cui perfezionista come divento a volte volevo approfittarne per ritoccarlo qua e là :D Ma va bene lo stesso. Grazie :)


Vedo che pur di narrare qualcosa di nuovo si cercano anche i temi più sensibili e a rischio, però se sono stati trattati con rispetto può anche andar bene. :)

Da quel che so riguardo le prime fasi del progetto, lo spunto di partenza non era affatto la ricerca specifica di un tema difficile, quanto giocare maggiormente sulla parodia del genere. Il concept originale del resto non intendeva farsi prendere sul serio, tanto che il titolo (ripreso anche quello direttamente dal disegno originario) usa una parola, "katawa", che può avere una traduzione abbastanza innocua in occidente ma in Giappone ha connotazione molto negativa. Non saprei dire quando e grazie a chi il progetto ha preso una direzione del tutto diversa, con la scelta (ben più impegnativa) di trattare l'argomento in modo serio, ma meglio così.
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StM

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #7 il: Gennaio 28, 2012, 23:36:44 »

Il tuo post potrebbe andare dritto in home.

Vedo che viene segnalato, anche se sulle prime avevo capito che lo si volesse trasformare in un articolo per qualche altra sezione della home, per cui perfezionista come divento a volte volevo approfittarne per ritoccarlo qua e là :D Ma va bene lo stesso. Grazie :)
Ovviamente se ti va di metterlo nel blog per intero noi saremmo felicissimi :) (e se vuoi scriverci anche altre cose, visto quanto sei prolifico e curato, ancor di più ;D). La segnalazione con stralcio è un esperimento che abbiamo cominciato perché di occasioni ne sono capitate parecchie ma questo tuo topic ha fatto la differenza tra "StM pensa pigramente a un mondo migliore" e "StM lavora per creare un mondo migliore" ;D
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Mr Rud

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #8 il: Febbraio 21, 2012, 09:56:59 »

ieri ho finito l'ultimo playthrough, da un punto di vista personale direi, in ordine di preferenza:

1- Emi
2- Hanako
3- Lilly
4- Rin
5- Shizune

Tutte le storyline sono quantomeno carine, il problema è che alcune sono eccessivamente prolisse (Shizune e Rin) e a volte sembra di essere in un loop che non porta da nessuna parte. Kenji può benissimo essere ignorato, anche se nella storyline di Lilly ha alcuni passaggi carini. Per avere un'idea "generale", si potrebbe anche intraprendere 2 sole storyline (Lilly/Hanako ed Emi, con Rin supporting character) ... qualora non si fosse capito, se cercare hentai meglio andare su youporn comunque xD

Gendo, mi potresti consigliare altre VNs a questo punto ?
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Gendo Ikari

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #9 il: Febbraio 21, 2012, 19:02:05 »

Shizune ha la storyline che divide di più i fan, anche se oggettivamente non si può chiudere un occhio sul fatto che abbia una sola, unica scelta lungo tutta la sua durata, forse è pure questo che la fa sembrare più lunga di quanto non sia già. Per quanto gli autori neghino, visto che il suo completamento fu annunciato poche settimane prima dell’uscita, mi sa che è stato finita un po’ di fretta. Metti anche tu Lilly nel mezzo? Forse è la meglio scritta e strutturata, ma lei è praticamente un angelo sceso dal cielo, solo la bravura dello sceneggiatore impedisce che diventi una Mary Sue. Sia lei che la sua storia sembrano costruite a puntino secondo una “media perfetta” per farsi piacere, non mi stupisco che sia forse la più popolare.


Non ho giocato molte Visual Novels e posso solo basarmi su raccomandazioni varie. Buttando un occhio alla scena indie occidentale, prima che uscisse KS hanno generato una certa attenzione le VN realizzate da Christine Love: “Digital: A Love Story” e “Don’t take it personally babe, it just ain’t your story” (whew!). Ho giocato fino alla fine solo la prima ma entrambe possiedono elementi molto originali e distintivi, quando ho tempo per rimettermici sopra ne parlerò qui, magari. Di recente ha pubblicato un’altra VN, stavolta commerciale, “Analogue: a Hate Story” (eh, che originale).

Quanto al mare magnum giapponese, riferendosi ovviamente a titoli tradotti (ufficialmente o da fan), direi di puntare a colpo sicuro su Type-Moon (Tsukihime e la serie Fate), Higurashi e Umineko (a quanto pare puramente narrativi, senza scelte di sorta), e ho sentito parlare molto bene di Ever17 (che sarebbe anche privo di contenuti hentai), così come di Saya no Uta e Chaos;Head di NitroPlus (che hanno anche contenuti horror). Il secondo ha anche ricevuto uno spin-off realizzato come fosse un’avventura testuale per PC-88 degli anni ’80, a ricordare le radici delle VN in quel genere. Viene citato poco in giro perché risale agli anni ’90 ma mi incuriosisce molto Yu-no, con una storia molto complessa e un maggiore elemento di “gameplay”, in quanto si basa sul concetto di linee temporali divergenti – si creano realtà alternative che si ha la possibilità di visitare, scoprendo le conseguenze del compiere o meno certe azioni. Di recente è stata pubblicata una mega-patch che non si limita a tradurre i testi della versione Windows, ma porta in essa tutti gli extra della versione Saturn, come il doppiaggio. Infine sono curioso anche riguardo Cross Channel, che anche se ha elementi fantascientifici, pare decostruisca le VN romantiche visto che i protagonisti hanno tutti qualche problema mentale, con le conseguenze sgradevoli del caso. Era noto da tempo per un demenziale gioco in Flash basato sui suoi personaggi – chi si ricorda di http://megami.starcreator.com/nanaca-crash/]Nanaca Crash?[/url]

A proposito, proprio sullo stesso filone un fan di Katawa Shoujo ha realizzato http://ks.renai.us/viewtopic.php?f=3&t=3071]Katawa Crash[/url], per ora in beta ma comunque piuttosto completo. Per quanto tecnicamente più “grezzo”, è superiore all’originale, Nanaca Crash intendo, perché molto più vario, pieno di eventi folli, camei e omaggi al fandom di vecchia data (se dico che qui ci sono anche Rika Katayama e Hachisame, al 90% dei giocatori di KS si inarcherà il sopracciglio), sottolineati da 64  achievements altrettanto assurdi.



Let's Play - Katawa Crash (Part 1)
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Mr Rud

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #10 il: Febbraio 21, 2012, 19:20:03 »

Il problema di Shizune è proprio quello secondo me: personaggio fantastico a fronte di una realizzazione quasi mediocre: la condizione del concilio e la famiglia disfunzionale non riescono a dare il contesto adatto al personaggio, inoltre il fatto che sia parecchio distante (come Rin del resto) non riesce a creare il giusto carico di empatia.

Lilly è davvero TROPPO buona, la sua storyline mi sembra il contentino dolcificante da seguire alla fine. Peccato perchè in un passaggio preciso ("Lilly pities me !") poteva davvero fare la differenza, invece finisce tutto a tarallucci e vino. Anche lei come Rin funziona meglio da support che da "eroina".

Emi e Hanako se la giocano per me: la prima è costruita più profondamente (anche se l'effetto Pistorius è un vantaggio sleale), mentre la seconda sembra essere più reattiva al personaggio. C'è da dire che sono state, rispettivamente, il primo e l'ultimo playthough, quindi penso che anche questo influenzi un pochino.

Spero che continui a parlare del genere, mi fa piacere poter "giocare" non dovendomi preoccupare del gameplay xD
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Gendo Ikari

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #11 il: Febbraio 23, 2012, 21:27:59 »

Mi stavo dimenticando di una recente uscita che si basa su un'idea forse ancora più originale: Hatoful Boyfriend. Fa parte del sottogenere degli "Otome Game", ovvero una inversione della solita prospettiva, con protagoniste ragazze alle prese con diversi ragazzi fra cui scegliere. La protagonista di HF frequenta la St. Pigeonation Academy, e qui sta il bello: lei è l'unica umana... in una scuola per piccioni.



L'interesse anche fuori dal Giappone non poteva che essere istantaneo, tanto che era stata realizzata anche una patch di traduzione per il demo. Adesso è uscita una versione completa, tradotta in inglese e venduta ad appena 5 dollari. Dai commenti pare che sia ovviamente una parodia scatenata del genere ma che sia anche ben realizzato, non solo ha parecchie scelte e ramificazioni, ma raggiungendo i vari finali si sbloccano scelte aggiuntive e ulteriori finali. Unico dubbio è la compatibilità, di cui avvisa pure il sito ufficiale: va bene che XP è ancora molto diffuso ma uscire con compatibilità limitata su Vista e 7... Inoltre non avvisa che è necessario avere Quicktime Player installato. Ora che lo so verificherò col demo, e con questo prezzo così economico ci farò un pensierino.


Forse.
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Puck

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #12 il: Febbraio 23, 2012, 23:04:36 »

Ma questa è discriminazione! ;D
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Ronove

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #13 il: Febbraio 24, 2012, 10:55:21 »

Gendo, mi potresti consigliare altre VNs a questo punto ?

Se non ti infastidisce la mancanza di scelte/bivi, assolutamente Umineko no Naku Koro ni, ed Higurashi no Naku Koro ni. Entrambe VN scritte dallo stesso autore.
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Gendo Ikari

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Re:Katawa Shoujo: il Curioso Caso delle Ragazze Disabili
« Risposta #14 il: Febbraio 26, 2012, 20:30:27 »

Precisazione su Hatoful Boyfriend (che parte senza problemi dopo l’installazione di Quicktime): quello che viene definito “demo” è in realtà un gioco completo; la recente versione acquistabile è un update, con qualche rifinitura e contenuti aggiuntivi rispetto all’originale, fra cui un nuovo piccione. Il tasto Shift permette di scorrere il testo velocemente, ma nessuna funzione per bloccarsi con testo inedito. C’è un vago elemento di Dating Sim, con alcuni punti dove bisogna scegliere una fra tre possibili attività per migliorare altrettante statistiche, ma sembra che l’impatto sul resto sia fra il minimo e il nullo. Il resto è divertente per la sua semplice assurdità: ho seguito il percorso con il tipico “amico d’infanzia” (leggasi: salvato quando era caduto dal nido) e il finale sarebbe anche commovente se ci si scordasse che è un volatile. A quanto pare il percorso meno convenzionale è quello con il dottore (il piccione grasso dello screenshot, anche se quando presentato, al pari degli altri appare anche un ritratto in versione umanizzata). Meritevole di una prova, anche per ridere sul suo stesso genere, e poi, Il Maid Cafe dei piccioni!

Come potrete vivere più senza?


Per rinfrescarmi la memoria mi sono rigiocato Digital: A Love Story, che richiede poco più di un’ora. La sua originalità sta nel modo in cui racconta la storia: si svolge tutto sullo schermo di un computer, con una interfaccia ispirata al Workbench di Amiga, collegandosi a varie BBS nel 1988. È un flashback nostalgico ad un’epoca pionieristica (ma odierete presto il suono del modem), fa anche riferimento ad un particolare evento informatico di quell’anno, che non posso rivelare in quanto costituirebbe già uno spoiler sulla storia. Il punto debole che sta proprio nella storia d’amore del titolo: la brevità diventa un male perché offre poco tempo per saperne di più sul proprio contatto online, impedendo di affezionarsi e rendendo alcuni sviluppi leggermente forzati. L’interfaccia stessa inoltre è molto statica e spesso scomoda. Per fortuna gli altri elementi restano validi, con alcuni passaggi anche avvincenti, per cui resta ugualmente consigliato. Scelta narrativa particolare è quella di poter mandare messaggi e rispondere, ma il loro preciso contenuto non è mai mostrato, il massimo che si vedrà è l’oggetto nelle risposte.




Sono quindi passato a don’t take it personally babe (le lettere minuscole non sono un errore, è scritto proprio così), dove un playthrough completo richiede circa 2 ore. Dal passato recente di Digital (di cui si trovano vari riferimenti) si passa a un futuro prossimo, un 2027 dove si impersona un insegnante approdato ad un liceo privato, che si troverà presto a doversi destreggiare fra i problemi di sette suoi studenti. Passando sull’estetica più classica e francamente scialba, anche DTIPB ha un suo elemento distintivo: ufficialmente per prevenire il cyber-bullismo, il protagonista può visionare tutti i messaggi dei suoi studenti nel social network scolastico, pubblici e persino privati. La tematica principale è ovviamente quella sul ruolo e importanza dei social network e le questioni sulla privacy legate ad essi; i ragazzi sono discretamente caratterizzati anche se l’atmosfera sfocia spesso nella soap opera. La storia di base è sempre quella ma nel mezzo ci sono alcune decisioni importanti che determinano l’avvenire o meno di certi eventi: si può decidere se essere il più professionali possibile o no (tipo accettare le avances di una delle studentesse). Peccato che leggere i messaggi sia obbligatorio: se non lo si fa, ogni tanto la storia si ferma e impone di controllarli.



Tutto quanto di interessante viene costruito nei primi capitoli, però, crolla nell'ultima parte, con un pistolotto finale che non riesco ancora a capire se rappresenti una utopia desiderata dall’autrice (nel qual caso il personaggio minore che fa quel discorso sarebbe un suo antipatico avatar), o voglia causare volutamente una reazione negativa nel mostrare una distopia vicina e per niente desiderabile. Al di là di questa interpretazione, però, diversi altri elementi, come punti in cui cade in contraddizione con se stesso, fanno comunque sì che l’ultimo capitolo caschi e non si rialzi più. Resta comunque una buona produzione, per i temi che tocca e per come è stata capace di far discutere in abbondanza su di essi, anche se è evidente che l’autrice ha voluto prendere in mano troppe cose e troppo grosse, perdipiù realizzando tutto in un solo mese. Sto pensando di aprire un topic a parte su questo gioco per invitare a provarlo: sarei curioso di leggere eventuali opinioni articolate anche dall’utenza qui.
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